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FIVE RECORDS LEFT: GENNAIO 2016

by • 23 Gennaio 2016 • ConcretaMusic, evidenza, FIVE RECORDS LEFT, newsComments (0)1198

I cinque album del momento secondo Greta Calzolari, conduttrice del programma radiofonico “Bleach” in onda ogni mercoledì mattina su Radio Antenna 1 FM 101.3

1. Ty Segall – Emotional Mugger (Drag City, 2016)
ty segall; emotional mugger; concretamusic; five records leftDa sempre lontano da qualsiasi meccanismo legato all’industria musicale, Ty Segall ha deciso di promuovere il nuovo disco inviando una VHS alle maggiori redazioni musicali mondiali via posta. Un modo decisamente originale che rispecchia la filosofia vintage e lo-fi dell’artista californiano che anche in Emotional Mugger richiama il garage, il glam e il rock anni ’70, e più che in ogni altro album precedente sperimenta con il fuzz e il funky in un disordine magistrale dove a volte gli accordi sembrano non avere un senso, ma che nel caos ritrovano invece il loro posto. Aiutato dagli amici Mikal Cronin e Chris Moothart (Fuzz), Dale Crover (Melvins) e King Tuff, Ty Segall dipinge un mondo popolato da personaggi drogati di caramelle, simbolo di una società alla sola ricerca della gratificazione istantanea. La straordinaria vena creativa di Ty Segall pare essere ancora ben lontano dall’esaurirsi.

2. Savages – Adore Life (Matador, 2016)
Savages, Adore Life, Concretamusic, MatadorCome è successo per Silence Yourself, il loro debutto del 2013, anche questa volta le Savages non vogliono che l’ascoltatore si concentri solo sulla musica, ma vogliono lanciare un messaggio, una riflessione sui tempi moderni. Questa volta il tema è l’amore, la sua sfumatura di malattia o droga per alcune persone (Sad Person), le difficoltà delle relazioni (The Answer) e l’evoluzione talvolta inaspettata delle stesse (Evil). Tra rabbia veicolata attraverso i richiami post punk che hanno caratterizzato il quartetto londinese fin dagli esordi, e le virate vicine a Fugazi e Sonic Youth che mostrano la ricerca di un proprio suono da sviluppare, in fin dei conti la domanda che ci pone la carismatica e seduttiva Jehnny Beth è semplicemente una: Is It Human To Adore Life? A voi la risposta.

3. Jesu/Sun Kil Moon – Jesu/Sun Kil Moon (Caldo Verde, 2016)
Jesu/Sun Kil Moon, Concretamusic, Fiver Records Left
Conosciuto per gli episodi singolari che lo caratterizzano quando per la sua musica, anche l’ultimo progetto di Mark Kozelek (Sun Kil Moon, Red House Painters) ha fatto parlare di sé visto il coinvolgimento di Jesu, progetto sperimentale del polistrumentista e produttore Justin Broadrick (Godflesh, Napalm Death). Abituati al songwriting essenziale dei precedenti lavori di Sun Kil Moon, si rimane straniati a sentire i muri di chitarre di Jesu che sorreggono le storie quotidiane raccontate da Kozelek, il viaggio tra Perugia e Vasto (America Most Wanted), il discorrere di vecchie glorie del pugilato (Good Morning My Love) o il ricordo del figlio deceduto di Nick Cave (Exodus). Forse meno sperimentale del previsto, Jesu/Sun Kil Moon si è trasformato comunque in un progetto interessante, più vicino ad un reading di poesie intrise in sonorità drone che ad un comune disco.

4. Shearwater – Jet Plane And Oxbow (Sub Pop, 2016)
Shearwater, Jet Plane and oxbow, Five Records Left, Concretamusic Anche questa volta gli Shearwater, il progetto nato ormai quindici anni fa per mano di Will Sheff e Jonathan Meiburg (unico rimasto del nucleo originario), ha dato alla luce un disco curato e magistrale. Jet Plane and Oxbow è una lettera agli Stati Uniti, una missiva di rottura però, scritta in modo violento ma dolce allo stesso tempo, perché in fondo anche Meiburg non può fare a meno di continuare ad amare il suo paese, come ha riportato in un’intervista. Le atmosfere sintetiche che ad un primo ascolto sembrano prevalere, si fondono perfettamente al basso palpitante a chitarre distorte che da sempre hanno caratterizzato le scelte stilistiche della band. La batteria e le percussioni acquisiscono invece umanità grazie alla collaborazione di Cully Symington e Brian Reitzell e rendono Jet Plane And Oxbow uno dei lavori migliori della discografia degli Shearwater.

5. Hinds – Leave Me Alone (Mom+Pop, 2016)
Hinds, Leave me alone, concretamusic, five records leftFin dal loro esordio come Deers, le spagnole Hinds avevano attirato l’attenzione della stampa mondiale su di sé mettendo tutti d’accordo, tanto che sono arrivate a calcare palchi come quello del SXSW e di Glastonbury senza aver pubblicato nessun disco, ma solo l’EP The Very Best Hinds So Far nel 2015. C’erano quindi grandi aspettative per questo Leave Me Alone che in parte non sono state deluse, visto il ritorno dell’attitudine garage pop che aveva caratterizzato le prime produzioni del quartetto di Madrid. Testi leggeri dove si parla di feste e voglia di divertirsi accompagnati da atmosfere sognati e lo-fi rendono il debutto delle Hinds un disco perfetto per i caldi pomeriggi estivi che anticipano il week end.

 

Greta Calzolari

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