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FIVE RECORDS LEFT: MARZO 2016

by • 23 Marzo 2016 • ConcretaMusic, evidenza, FIVE RECORDS LEFT, newsComments (0)1061

Five Records Left è la classifica dei cinque album del momento secondo Greta Calzolari, conduttrice del programma radiofonico “Bleach” in onda ogni mercoledì mattina su Radio Antenna 1 FM 101.3

1. Jeff Buckley – You And I (Sony, 2016)
Five Records Left, Concretamusic, Greta Calzolari
Forse i fan di lunga data di Jeff Buckley potrebbero rimanere delusi. Non ci sono veri e propri inediti in questa raccolta, se non la canzone che ne ha ispirato il titolo, The Dream Of You And I. I brani presenti e le cover sono infatti già apparse in altre uscite discografiche precedenti. Quello che valorizza You And I è però la cura del suono delle registrazioni, le prime di Jeff Buckley per la Columbia Records avvenute all’interno del Shelter Island Studio sotto la supervisione di Steve Addabbo nel 1993. E’ qui che Jeff Buckley regala una stupenda versione di Grace agli albori solo voce e chitarra e cover di Bob Dylan, Smiths, Led Zeppelin che prendono le sembianze di canzoni scritte dallo stesso Buckley. Un’altra perla di un artista che ci ha lasciato troppo presto.

Matt Elliott – The Calm Before (Icy d’Ailleurs, 2016)
Five Records Left, Concretamusic, Greta CalzolariDopo aver abbandonato le spoglie del progetto Third Eye Foundation e aver pubblicato la trilogia Songs, Matt Elliott è tornato con un nuovo disco, The Calm Before, la quiete prima della tempesta. La voce di Elliott e la sua chitarra acustica sono le protagoniste dell’album, accompagnate sporadicamente da altri strumenti da camera come in I Only Want. Il dolore e il tormento dell’artista vengono raccontati con grazia e delicatezza, si passa dal parlare dell’infanzia di Matt Elliott (The Feast of St. Stephen) al riprendere il mito della caverna di Platone (The Allegory Of The Cave). Un altro lavoro decisamente interessante che non smentisce l’ecletticità dell’artista inglese.
Damien Jurado – Visions Of Us To Land (Secretly Canadian, 2016)
Five Records Left, Concretamusic, Greta CalzolariDamien Jurado debuttava nella Seattle degli anni ’90 proponendo canzoni e suoni più vicini al folk che al grunge, e così ha continuato in questi anni in una continua evoluzione dal punto compositivo. Visions Of Us To Land è il culmine di questo percorso e rappresenta anche l’ultimo capitolo della trilogia iniziata con Maraqopa nel 2012. Si ritrova infatti il viaggio verso la salvezza intrapreso dal protagonista nei due episodi precedenti, raccontato attraverso immagini nitide e sonorità ricercate che tradiscono la presenza di Richard Swift alla produzione. Un finale perfetto dunque, che ancora una volta consacra Damien Jurado tra i migliori cantautori odierni.
Robert Pollard – Of Course You Are (Fire Records, 2016)
Five Rcords Left, Concretamusic, Greta Calzolari
Artista estremamente prolifico, Robert Pollard, oltre a prestare l’anima ai Guided By Voices, in questi anni ha coltivato altri progetti paralleli e, a partire da metà anni ’90, anche una solida carriera solista composta da ben 23 titoli, compreso l’ultimo Of Course You Are. Grazie alla collaborazione con Nick Mitchell, musicista e produttore di questo nuovo disco, Pollard sperimenta dal rock anni ’60 al power pop, dalla psichedelia al classic rock. Of Course You Are è un disco ambizioso, che dimostra però come la capacità di Pollard di scrivere perfette canzoni pop rock non sia di certo mutata nel tempo.
Big Ups – Before A Million Universes (Exploding In Sound, 2016)
Five Records Left, Concretamusic, Greta CalzolariCon il loro esordio, Eighteen Hours Of Static, del 2014 i Big Ups avevano attirato l’attenzione delle maggiori testate giornalistiche musicali proponendo un disco furioso e nichilista, dove la voce monotona di Joe Gallaraga faceva da padrona, come in questo nuovo album, Before A Million Universes. Il pensiero però stavolta corre subito agli Slint e ai Fugazi. Le dinamiche si fanno più marcate, lunghe pause si alternano a giri di basso ridondanti che ti colpiscono all’improvviso, la malinconia si fonde con la rabbia. I Big Ups hanno quindi saputo metabolizzare le grandi lezioni del passato e renderle proprie.

 

Greta Calzolari

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