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GALLERIA MAZZOLI, LA TRANSAVANGUARDIA E IL MERCATO: Ascesa e declino di tre o quattro artisti secchi, da Modena a New York

by • 24 Luglio 2014 • CharleyComments (1)8870

 

Emilio MazzoliA Modena c’è una galleria che ha fatto la storia dell’arte contemporanea italiana. Si trova a due passi da Piazza della Pomposa, celebre angolo della vita notturna modenese, e più precisamente in via Nazario Sauro, praticamente a fianco dello storico locale Juta.

La galleria d’arte prende il nome dal suo fondatore e proprietario, Emilio Mazzoli: la sua importanza è data dall’aver anticipato, fatto crescere e poi cavalcato la più grande stagione pittorica che ha avuto l’Italia nel Novecento, e più precisamente nei primi anni ottanta, ovvero la Transavanguardia.

Con Transavanguardia si intende un ritorno alla manualità, alla pittura e al colore, alla gioia del Copertina di tre o quattro artisti secchidipingere. Questa corrente artistica in pratica restituisce al pennello, alla tela ed ai colori il loro posto nell’arte dopo l’esperienza degli anni settanta, in cui le espressioni artistiche si caratterizzarono da una forte matrice concettuale, abbandonando così la pittura.

Emilio Mazzoli, ex maestro elementare, aprì la galleria a Modena nel 1977 e già nel 1978 organizzò una mostra leggendaria, Tre o quattro artisti secchi, con la quale presentò al pubblico modenese due degli artisti che divennero poi i principali maestri del movimento: Sandro Chia ed Enzo Cucchi. La mostra nacque dalla voglia dei due artisti di scrivere un libro illuSandro Chiastrato a quattro mani. Fu Mazzoli a farsi carico della pubblicazione, pur non avendo molta esperienza nel campo dell’editoria. Dalle parole di Chia, in una vecchia intervista per Flash Art: «Sul treno per Modena, per non arrivare a mani vuote e allo scopo di invogliare Emilio Mazzoli a finanziare il nostro libro, Enzo ed io decidemmo di metterci al lavoro e di fare una serie di disegni. Non avevamo con noi un miglior supporto, lavorammo quindi con la penna biro sulla carta igienica delle Ferrovie dello Stato. A Modena andò tutto bene, Emilio aveva accettato di pubblicare il libro e comprò anche i disegni fatti sul treno. Era più di quanto sperassimo». A curare l’edizione cartacea e la mostra fu Achille Bonito Oliva: Mazzoli intraprese così una felice e proficua collaborazione con l’allora giovane critico e insieme organizzarono successivamente le mostre personali di Enzo Cucchi, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Nicola De Maria e FrancescoCucchi - Eroe del mare Adriatico centrale Clemente, ovvero la Transavanguardia Italiana al suo completo.

L’interesse per la Transavanguardia esplose immediato: solo quattro anni più tardi la galleria Civica di Modena promosse Transavanguardia Italia/America, trattando il movimento come fenomeno artistico a sé stante insieme a cinque artisti americani tra cui Michel Basquiat (Michel Basquiat ha fatto la sua prima mostra personale nel maggio del 1981 da Mazzoli a Modena). Non solo: nel 1982 crebbe immediato anche l’interesse del circuito commerciale, e i mercanti americani cominciarono ad alzare cornetta del telefono e a reclamare i giovani artisti italiani a New York e nel mercato che conta.

Sembrò l’inizio, e invece fu la fine. Chia aprì al mercato americano con una persoFrancesco Clementenale da Gian Enzo Sperone, e trovò in Charles Saatchi il mecenate ideale per poter entrare nelle case dei grandi collezionisti. I valori delle opere cominciarono a salire vertiginosamente come nelle migliori bolle speculative fino a quando, per un banale accadimento tra Chia e Saatchi, i giornali diedero alle stampe la notizia per cui Saatchi svendé un grosso blocco di opere di Chia, e i mercati cominciarono e comportarsi di conseguenza. Dell’accaduto ne dà un ampio resoconto lo stesso Chia, sempre su Flash Art: « [Saatchi] acquistò diversi quadri e donò parte di essi alla Tate Gallery di Londra. Fin dagli esordi egli dimostrò interesse per il mio lavoro e fu così per un certo tempo. Finché, un giorno, ebbi con lui uno scambio d’idee riguardo a certe mie opere, parte della sua collezione, che lui aveva intenzione di vendere, a suo dire perché non gli era stato permesso di comprarne altre. Niente di serio, ricordo che trovammo quasi subito un accordo e ci lasciammo in buoni e cordiali rapporti. Dopo poche ore, a cena […] attaccai Saatchi verbalmente in pubblico, in maniera molto arrogante e offensiva. Da quel malaugurato momento, su riviste e giornali si scrive che Saatchi ha svenduto in blocco il mio lavoro, ma non è vero, poiché Saatchi mise in vendita solo quattro quadri e con notevole profitto pecuniario».

Come in perfetto stile finanziario, in cui se una azienda è in crisi (o è presunto che sia in crisi) ne risulta che sia l’intero compartimento a cui quella azienda fa riferimento a perdere in credibilità e a far crollare i valori delle proprie azioni (indipendentemente dalla buona salute delle aziende medesime), così la Transavanguardia tout court smise a poco a poco di perdere appeal sui mercati d’arte, fino al crollo del mercato azionario del 1989 e la conseguente disfatta del mercato dell’arte.Jean Michel Basquiat e Emilio Mazzoli

Oggi il mercato di alcuni artisti della Transavanguardia, dopo gli sventurati anni novanta, è a tutti gli effetti in vertiginoso aumento. Mojana sul Sole 24 Ore sottolinea un aumento del 550% (dati del 2007) per alcuni di loro, ma proprio per questo non si può più parlare di Transavanguardia tout court, poiché ogni singolo artista fa attualmente storia a sé.

Enzo Cucchi e Francesco Clemente sono attualmente i più costosi, frutto della collaborazione con la galleria Bruno Bischofberger di Zurigo (il primo in esclusiva, il secondo rappresentato in Europa). Scrive Marojana: «Dal 1990 a oggi i passaggi in asta di opere di Cucchi sono 371, contro i 756 di Clemente, i Anselm Kiefer1.213 di Paladino e i 1.442 di Chia, il che significa che il gallerista svizzero amministra in modo oculato il suo magazzino, centellinando le opere di Cucchi e difendendone il prezzo. Al contrario Sandro Chia, che ebbe una felice stagione americana nei primi anni ’80 sostenuto da Saatchi, oggi preferisce dividere il suo tempo tra New York e Montalcino, dove si dedica alla viticoltura. Non gli interessa avere una galleria di riferimento e lascia che sia il mercato a fare il prezzo, con la conseguenza che le sue opere sono molto scambiate in asta e i valori sono i più reali di tutto il gruppo della Transavanguardia».

Con “opere molto scambiate in asta” e “i valori sono i più reali di tutto il gruppo della Transavanguardia”, Marojana sottolinea la Georg Baselitztotale assenza di bolla speculativa su Chia, che non è più affare ed interesse per il mercato artistico. Ciò significa che i suoi prezzi sono crollati totalmente. Paladino, con una forte presenza in asta, è nella medesima situazione.

Le cose a ben vedere sono andate diversamente ai “Transavanguardisti” tedeschi, come Anselm Kiefer e Georg Baselitz, che risultano oggi tra i più cari artisti in circolazione nonostante una certamente non conclamata maggiore qualità nella pittura rispetto ai cinque italiani.

Charley vi augura buone vacanze! Ci rivediamo a Settembre.

 

Pieralvise Garetti

 

 

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