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Game of Thrones – 6×05 – The door

by • 25 Maggio 2016 • ConcretaSeries, Game of ThronesComments (0)1048

Game of thrones – 6×05 – the door – Attenzione SPOILER!!

Siamo a metà della sesta stagione e in questa puntata arrivano inaspettatamente risposte a due domande che tutti i fans si ponevano ormai dalla prima stagione, ossia il motivo del mutismo di Hodor e l’origine dei White Walkers, ma andiamo con ordine.

La puntata si apre con l’incontro tra Sansa e Baelish, chiesto da quest’ultimo nella speranza di unire il proprio esercito a quello di Jon e riconquistare il nord. Ma è la stessa Sansa a minacciarlo di morte a causa del suo tradimento e di quanto subito nelle grinfie di Ramsey.

Intanto Arya continua il suo addestramento per diventare una donna senza nome, le viene quindi affidato il compito di uccidere un’attrice che si esibisce nel teatro della città con uno spettacolo che ironizza sulle disgrazie della sua famiglia.

Ad Arya è stata concessa una seconda possibilità per dimostrare di essersi lasciata alle spalle il suo nome ed il suo passato ed essere quindi pronta per divenire una serva del dio dai mille volti.

Finalmente si intravede all’orizzonte una possibilità per la nostra regina dei draghi di approdare a Westeros, perché un ottimista Euron Greyjoy, dopo aver soffiato il trono alla nipote Yara, promette di costruire la più grande flotta mai vista al fine di darla in dote a Daenerys, riportarla nel continente come sua sposa e conquistare con lei i sette regni. Daenerys intanto ritorna con l’esercito appena conquistato a Mereen, allontandando ancora una volta il povero e devoto Jorah-mai-na-gioia, finalmente non in esilio ma alla ricerca di un improbabile cura per la malattia che lo sta trasformando in pietra.

Bran GotE veniamo alle rivelazioni e morti di giornata, con Bran che tramite una visione scopre che i white walkers sono stati creati dai primi abitanti del nord per difendersi dall’arrivo degli uomini. Per colpa della sua curiosità Bran attira però gli estranei alla caverna, causando la morte del suo maestro e del metalupo. Bloccato in una visione del passato, sempre nella piazza di Grande Inverno ed alla presenza di Hodor (ai tempi ancora Willis), prende il controllo del corpo del gigante nel presente, causandone il ritardo mentale. Le parole urlate da Meera a Hodor per bloccare i non morti e quindi sacrificarsi per garantire ai due giovani la fuga, sono le parole che lui ripeterà per il resto della vita a causa del loop temporale. “Hold the door” che diventerà nella contrazione di dolore “Hodor”. Un sacrificio toccante che attraversa decenni, secondo il piano lungimirante del vecchio corvo dai tre occhi.

 

Gabriele Riccò

 

 

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