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Game of Thrones S06E09 – Battle of the Bastards

by • 22 Giugno 2016 • ConcretaSeries, Game of ThronesComments (0)1087

ATTENZIONE SPOILER!!

GotS06E09_1La maledizione dell’episodio 9 quest’anno ha mietuto meno vittime e sicuramente ci ha fatto piangere molto meno che negli anni passati. Per i non avvezzi (ma è una pro forma, immaginando che gran parte dei lettori di questa recensione siano avvezzi), mi riferisco al fatto che l’episodio 9 di ciascuna stagione è stato quello caratterizzato da un tragico colpo di scena, dalla decapitazione di Ned alla morte di Ygritte, alle famigerate Nozze Rosse. Gli eventi di questo episodio 9 invece sono stati perlopiù prevedibili o comunque erano “nei piani”, ma sono stati ben congeniati.

Pressoché l’intero episodio è un combattimento e si apre con il ritorno di Daenerys a Mereen: i suoi draghi, finalmente sbrigliati, devastano la flotta degli schiavisti e i dothraki rompono l’assedio della città, giusto in tempo perché la Madre dei Draghi possa accogliere Yara e Theon e stringere un patto con loro: l’indipendenza delle Isole di Ferro in cambio del loro aiuto a reclamare il trono di Westeros. Tutto nei piani, come dicevo. Tuttavia, a parte i piccanti sguardi d’intesa fra Daenerys e Yara, la novità sta nel fatto che Daenerys si configura sempre più come la vera erede del Re Folle: la sua intenzione di radere al suolo le città degli schiavisti e la decisione di liberare i draghi, da lei stessa incatenati per evitare che seminassero morte fra gli innocenti, ci dicono che colei che molti di noi hanno amato come regina giusta e compassionevole potrebbe rivelarsi una vera e propria tiranna Targaryen, alla fine.

GotS06E09_2E poi c’è la Battaglia dei Bastardi, che tutti aspettavamo trepidamente, per la conquista di Grande Inverno. Jon si presenta sul suolo patrio con un esercito ben inferiore rispetto a quello schierato da Ramsey, ma da buon figlio di Ned e fratello di Rob, la nobile motivazione che lo guida, cioè salvare il fratello Rickon, è superiore anche a calcoli più pragmatici. Ramsey anche in questa occasione sfodera tutta la sua crudeltà: prima uccidendo lo stesso Rickon dopo avergli fatto credere di poter fuggire, poi facendo piovere nugoli di frecce sul campo di battaglia sacrificando i suoi stessi guerrieri, e infine condannando l’esercito nemico ad una morte lenta e tediante. Le scene del combattimento sono tutt’altro che gloriose e sembrano più voler mostrare la nuda e cruda realtà della guerra, con lo stesso eroe Jon coperto di sangue e polvere, calpestato dalla marea umana, quasi sepolto fra i cadaveri. Per fortuna i Cavalieri della Valle piombano in scena alla “Signore degli Anelli” e ribaltano le sorti della battaglia.

Forse però una morte illustre, fra i personaggi principali, in fin dei conti c’è. Mi riferisco alla Sansa buona, sensibile e quieta che avevamo conosciuto, la quale ha ormai ceduto il posto ad una Sansa dallo sguardo scuro, fredda calcolatrice che prevede la probabile morte del fratello Rickon senza battere ciglio, e sadica abbastanza da consumare la sua vendetta godendo la visione di Ramsey massacrato selvaggiamente dai suoi stessi cani. Ben gli sta, penseremo in molti.

Manca ancora il finale, ma possiamo ipotizzare già da ora che nella prossima stagione di Game of Thrones sarà una regina ad aspirare al Trono di Spade, con Daenerys, Sansa, Cersei, Yara e i Serpenti delle Sabbie pronte a scannarsi l’un l’altra. Sempre se il finale di stagione non veda gli Estranei finalmente oltrepassare la Barriera.

 

Federico Picerni

 

 

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