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Lewis Hamilton vince ancora ad Abu-Dhabi

by • 25 novembre 2018 • ConcretaBox, evidenza, newsComments (0)61

Ultima gara della stagione 2018 ad Abu-Dhabi, che riserva sorprese nonostante le poste in palio fossero già state assegnate. Tante Power Unit con problemi, decine di contatti, la pioggia nel deserto e qualche lacrima sul viso riassumono l’ultimo appuntamento negli Emirati.

 

La vittoria è stata conquistata ancora una volta dal 5 volte campione del mondo, Lewis Hamilton, che senza troppi problemi ha conquistato l’11° sigillo su una stagionale dominata. Con lui sul podio  Sebastian Vettel e Max Verstappen, portando così sul podio tutte e tre le scuderie vincitrici di almeno una gara quest’anno.

La gara ha riservato diverse sorprese e colpi di scena: al via Grosjean viene colpito da Hulkenberg che si capovolge e finisce con la vettura a testa in giù in mezzo alle barriere, fortunatamente senza conseguenza per il pilota. Nel frattempo un super Leclerc si ritrova in 5° posizione davanti anche alle RedBull.

Al giro 7 il primo momento di lacrime, con Raikkonen che è costretto al ritiro per un problema elettrico, concludendo la sua carriera in rosso; nel mentre va in scena il sequel del duello Verstappen-Ocon, “la vendetta dell’olandese”, che supera il francese con qualche sportellata al limite del regolamento.

Le posizioni sembrano poi assestarsi fino a metà gara, con Hamilton davanti in gestione gomme e dietro Bottas, Vettel e poi le due RedBull: verso il 35° giro Bottas inizia ad accusare dei problemi e nel giro di 5 tornate viene superato da Vettel, che sale così in seconda posizione, e dalle 2 RedBull, con anche qui un sorpasso incredibile di Verstappen all’esterno, che ha colto di sorpresa Il finlandese della Mercedes.

Al termine della gara il secondo momento commovente del Week end con Alonso (alla sua ultima gara in F1), Vettel e Hamilton in parata nel giro di rientro. I tre poi decidono di dare spettacolo, esibendosi in qualche burnout sul rettilineo di partenza.

Si conclude così il campionato 2018, con Hamilton e la Mercedes campioni, e con le Ferrari di Vettel e Raikkonen in seconda e terza posizione in classifica. Con l’ultimo podio di oggi invece, Verstappen scavalca Bottas e conclude in quarta posizione piloti.

 

ORDINI DI PARTENZA E ARRIVO

CLASSIFICA PILOTI e COSTRUTTORI

 

PAGELLE STAGIONALI

Hamilton 9

Lewis ha stravinto questa stagione, l’ennesima, e i numeri lo confermano: 11 vittorie stagionali (6 vittorie in 7 gare tra luglio e ottobre); 11 pole position; fuori dal podio in soltanto 4 occasioni e dietro al compagno soltanto per 3 (dato falsato dagli ordini di scuderia). Fino a luglio è stato sicuramente uno scontro alla pari per il titolo, dopo però lo smacco subito in casa, al Gran Premio di Silverstone, Lewis ha macinato vittorie, grazie a qualche domenica ancora più fortunata del solito e ai tanto criticati ordini di scuderia a Bottas, che lo hanno protetto in diverse occasioni. Questi, l’unico smacco nella stagione del britannico, che per il resto è riuscito ad essere costantemente a podio per tutta la stagione. E’ giusto ritenerlo un campionato falsato a causa di ordini di scuderia così anti sportivi? Forse si, ma d’altronde la F1 oggi è uno sport in cui per la scuderia corrono in due, lavorano in mille e si fatturano milioni (se vinci) perciò, anti sportività a parte, nell’ottica aziendale il successo di squadra va raggiunto ad ogni costo.

IL TOP: la vittoria a Monza

IL FLOP: qualifiche in Germania

 

Raikkonen 8.5:

Una sola parola per definire la sua stagione: Costanza. Quella con cui Kimi è riuscito ad ottenere più podi del compagno Vettel (secondo solo a Hamilton) e a concludere la stagione al terzo posto in classifica piloti. Dal suo ritorno in Rosso è sempre stato criticato di avere grande talento, ma poca costanza nell’applicarlo, per cui per lui questo 2018 è sicuramente stato una bella rivincita. L’ultima stagione per l’Iceman in Rosso è stata condita con una incredibile vittoria ad Austin, che ha fatto versare qualche lacrimuccia. Per l’uomo che ha sostituito Schumacher in Ferrari però, è ormai giunto il tempo di farsi da parte, lasciando spazio al (forse?) prossimo Schumacher. Fortunatamente per Iceman non è ancora giunto il momento di appendere il volante al chiodo (che a proposito qualcuno deve ancora dargli da Baku).

TOP: vittoria ad Austin

FLOP: ritiro in Spagna

 

Verstappen 8:

Inizio di stagione da dimenticare per il pupillo di casa RedBull, che però è sempre stato capace di dare spettacolo (nel bene o nel male). Dopo il gran premio di Monaco (vinto dal compagno), Max ha resettato il sistema e ritrovando competitività e fiducia è tornato un mastino da guerra, ottenendo al termine 2 vittorie in campionato, 9 podi e completando rimonte leggendarie come quella ad Austin. Il ragazzo ha tutto per essere campione, abilità innate nel sorpasso e ancora di più nella difesa (chiedere ad Hamilton che si è visto più volte chiudere la porta in faccia). Se la monoposto sarà all’altezza l’anno prossimo di competere per il titolo, forte incertezza per il cambio di motore con Honda, sicuramente Max potrà essere uno dei favoriti.

TOP: rimonta ad Austin

FLOP: tamponamento a Baku

 

Ricciardo 7:

un sette per la pazienza che ha dovuto portare per terminare la stagione, senza aver perso a schiaffi qualcuno nei box e per aver mantenuto sempre il sorriso nonostante la cattiva sorte. La sua stagione è fin da subito un’altalena di emozioni: dopo il quarto posto in Australia e il ritiro in Bahrain, coglie il primo successo stagionale, poi di nuovo l’altalena scende e a Baku è protagonista di un tamponamento al compagno di squadra. Questo ha dato il via a quei malumori che hanno portato poi più tardi Daniel a prendere una decisione importante.

Dopo essere riuscito nella tanto agognata impresa di vincere a Monaco (città in cui risiede), perde la considerazione dei capi del team, che dopo i fatti di Baku, hanno deciso di schierarsi in favore del compagno. In aggiunta, la sua RedBull sembra colpita dal malocchio ed è protagonista di una serie infinita di sfortune e problemi tecnici, degni di un guinness dei primati. Ad agosto poi prende la decisione più difficile della carriera: lasciare la RedBull per intraprendere un nuova avventura con la Renault, forse un azzardo troppo grande per lui,  anche alla luce del fatto che tutti i problemi erano colpa della Power Unit transalpina. Daniel saluta il 2018 con un bottino davvero misero, soltanto 2 podi, che sono il frutto dei suoi 2 successi di inizio stagione; inoltre con 8 ritiri ottiene il record di stagione a pari merito con Alonso.

TOP: vittoria a Monaco

FLOP: la gara in Messico

 

Vettel 6:

Doveva essere il suo anno, era il prescelto, ma qualcosa ha “girato” storto, troppe volte, e quel qualcosa era lui. La partenza di campionato dava grandi aspettative e tutto sembrava far presagire per il meglio in casa Ferrari. A metà stagione il momento clou, con quella vittoria tanto osannata “in casa loro” a Silverstone che pareva dare la conferma della cavalcata (cos’altro per il cavallino rampante) trionfale verso il titolo, con un +18 in classifica su Hamilton. Quel giorno, per Vettel, sarà di grande lezione, perché va mai esultato troppo in anticipo.

Il week-end dopo infatti, commette il primo di tanti errori (a muro con pista umida) che lo hanno portato a farsi scivolare il mondiale dalle proprie mani, nonostante quest’anno avesse la monoposto migliore in pista. Il contatto a Monza con Hamilton, quello con Verstappen in Giappone e quello con Ricciardo in Texas, con annessi errori di strategia in mezzo, sono stati decisivi per l’assegnazione del titolo. Rimane comunque per lui la migliore stagione in Ferrari con un bottino di 5 vittorie e 6 pole.

TOP: vittoria a Silverstone

FLOP: ritiro in Germania/testacoda a Monza

 

Bottas 4.5:

Tutti promossi nei top team, tranne lui. Se gli altri sono sempre riusciti a mettersi in mostra durante la stagione, per Bottas il 2018 è stato un anno scialbo, senza mai essersi messo in mostra, se non per cose negative. In gran parte è infatti colpa di quei ‘team order’, ridefiniti come ‘tattiche’, che lo han portato ad essere il maggiordomo di Sir. Lewis per più occasioni. Tattiche a parte però, resta l’unico che con una vettura idonea, a vincere una gara, non ci è riuscito. (ok a Baku non ha vinto soltanto per una maledetta foratura subita al penultimo giro.

TOP: gara a Baku

FLOP: ogni gara con un ordine di scuderia

 

Leclerc 7.5:

il giovane talento del vivaio della Ferrari era chiamato alla grande prova, con una vettura per niente grande come la Sauber. Dopo aver faticato le prime gare per adattarsi ad una F1, ha ingranato la marcia giusta ed è migliorato di domenica in domenica sempre più: prima una qualificazione in Q2, poi un qualche punticino, fino ad arrivare costantemente in Q3 con la Sauber, che l’anno scorso era poco più di un ostacolo in movimento. Negli ultimi 3 anni ha ricevuto soltanto complimenti, riuscendo a vincere le categorie di Gp3 e F2, chissà che dopo aver fatto faville con la Sauber quest’anno, non riesca ad ottenere già grandi successi in Ferrari l’anno prossimo. Sarà anche ricordato come il pilota ad aver zittito tutti i dubbi sulla sicurezza dell’Halo, che lo ha protetto nello scontro in Belgio contro la vettura di Fernando Alonso.

TOP: gara a Sochi

FLOP: gara in Bahrain

 

Alonso 8

L’ultima gara in F1 per il principe delle Asturie, l’ultima di un calvario cominciato 4 anni fa, quando iniziava la sua era in McLaren. Forse la scelta peggiore dai tempi di chi pensò di invadere la Russia d’inverno. Ma battute a parte, Alonso nella sua carriera è sempre stato fenomenale, dando sempre il massimo e ottenendo sempre di più di quanto si potesse sperare. Nelle ultime stagioni non è mai stato nelle posizioni che contano, ma questo non gli ha tolto la voglia di gareggiare. un esempio? L’aver asfaltato il compagno Vandoorne, battendolo sempre in qualifica e conquistando 5 volte i suoi punti.

TOP: gara in Australia

 

 

 

 

EDOARDO BURSI

 

Fonte immagini:

https://www.facebook.com/MercedesAMGF1/

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