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Le mille e una emozioni nella notte del Bahrain, vince Vettel

by • 8 Aprile 2018 • ConcretaBox, evidenza, newsComments (0)552

 

Vettel vince il GP del Bahrain davanti al duo Mercedes, in ordine Bottas ed Hamilton (che sale sul podio dopo essere partito 9°); Raikkonen fuori per un errore al pit stop (che costa anche un grave infortunio ad uno dei meccanici), mentre impressionano Gasly e Magnussen, rispettivamente quarto e quinto con Toro Rosso e Haas. Male le Red Bull entrambe fuori al giro 2.

 

Al termine di una gara incredibile, la F1 si scrolla di dosso, almeno per il week-end in Bahrain, quella nomea di corse noiose e scontate, ideali per fare un pisolino sul divano. E’ stata una gara in cui la precisione matematica e i calcoli strategici degli ingegneri ai box hanno fallito, e a vincere sono state le emozioni umane e le capacità dei piloti, ma detto ciò, andiamo a riassumere la gara:

Pronti, partenza, via ed è subito un pullulare di emozioni, alla prima curva si instaurano molti duelli per guadagnare posizioni: Gasly e Ricciardo per la quarta, Magnussen, Hulkenberg e Ocon per la sesta, e anche dietro partono bene Alonso e Verstappen. Quest’ultimo, al terzo giro è autore di una manovra di sorpasso ai danni di Lewis Hamilton, ma la cosa termina per finirgli contro, dato che in uscita di curva ha un contatto con la Mercedes del britannico che gli provoca una foratura, e un conseguente ritiro. Il suo compagno Ricciardo non se la passa però meglio, poche curve più avanti infatti, l’australiano accusa un Blackout elettrico, il monitor si spegne e così anche le sue chance di podio; tremendo weekend per i piloti RedBull, che se ne tornano a casa con un doppio 0 dopo neanche 5 minuti di gara. Appena il tempo di risistemare la pista dopo i guai tecnici con le lattine, che subito Hamilton si immola in un sorpasso eccezionale, superando in staccata sul rettilineo 3 vetture!!

A 50 giri dal termine inizia uno storico duello tra Mercedes e Ferrari, con le vetture del cavallino in 1° e 3° posizione con Vettel in testa, e con le frecce d’argento a frecce invertite, ovvero secondo Bottas e quarto Hamilton. A questo punto, per la Mercedes una strategia imprevedibile sembrava la mossa giusta per scalzare le Ferrari e vincere la corsa, cioè quella di effettuare una sola sosta, invece delle due soste fortemente ipotizzate da tutti. Così è, e al giro 18 e 19 Vettel e Kimi rientrano per il Pit montando un set di gomme consono alla strategia a due soste; mentre le Mercedes, che come detto puntano tutto su una strategia a una sola sosta montando pochi giri dopo gomme più durature, ma in teoria meno prestazionali di quelle Ferrari. Meno prestazionali solo in teoria però, perché le Mercedes per una ventina di giri sono sembrate anche più veloci delle Ferrari.

A quel punto i calcoli matematici, le proiezioni statistiche e le strategie calcolate sembravano dar per certa la vittoria Mercedes, con le Ferrari sicuramente costrette ad effettuare un’altra sosta, ed è stato in questo momento di grande confusione che  uno dei meccanici è vittima di un grave incidente: Raikkonen decide di rientrare per il 2° pit e montare per l’ultima ventina di giri, gomme nuove e più prestazionali, purtroppo però si verifica un problema a rimuovere uno dei pneumatici, nel mentre il semaforo in piazzola diventa verde e senza rendersi conto di niente Kimi parte, investendo uno dei suoi meccanici ancora alle prese con la rimozione della ruota. Il meccanico, che ha subito un grave infortunio, viene subito soccorso, mentre Kimi è costretto a ritirarsi. Il morale degli appassionati Ferrari a casa e del team in pista sembra sprofondare.

Da questo momento però le strategie saltano completamente, e la Ferrari punta tutto su un’insperata tenuta delle gomme di Vettel per evitare di effettuare un secondo pit e mantenere la prima posizione, nonostante i dati e i pareri dei tecnici Pirelli. La Mercedes si trova impreparata e incredula di fronte a questo gesto, forse più di fede che di strategia, e reagisce soltanto nel finale ordinando a Bottas di recuperare terreno su Vettel per superarlo.

E qui si arriva al momento di massima suspence, gli ultimi 5 giri: i meccanici e gli ingegneri erano col gli occhi sul monitor a valutare ogni parametro, i telecronisti impazziti a commentare quanto si avvicinava Bottas ad ogni curva, i tifosi della Ferrari più in ansia dei tifosi del Napoli oggi contro il Chievo. Alla fine con delle gomme stremate, contro ogni pronostico,  Sebastian Vettel, compie una fatica quasi paragonabile a quelle di Hercules, vince per il secondo anno consecutivo il Gran Premio del Bahrain terminando davanti a Bottas e Hamilton. Una vittoria commovente, tanto che al termine in molti del team del cavallino erano con gli occhi lucidi ad assistere alla cerimonia di premiazione sotto al podio, pensando alla giornata da gioia&dolori che si è appena conclusa.

Le sorprese però non terminano qua, ai piedi del podio infatti si piazzano un immenso Pierre Gasly, che porta per la prima volta un motore HONDA in quarta posizione, e quinto un eccezionale Magnussen che conferma le ottime prestazioni, già mostrate in Australia prima del problema al pit.

Inoltre, tanto per accontentare un po’ tutti, in sesta posizione si piazza la Renault con Hulkenberg, in 7° e 8° la Mclaren con Alonso e Vandoorne (ora la Mclaren è persino terza nella classifica costruttori!!), in nona posizione un ottimo Ericsson con la Alfa Romeo Sauber e in decima posizione Ocon, con la Force india. Questo fa si che dopo appena due gran premi in stagione, già ben 9 dei 10 team (unica ancora a secco è la Williams) abbiano ottenuto punti in classifica costruttori, dimostrando un livello abbastanza omogeneo in gara per la bassa zona punti.


 


Pagelle:

 

Vettel 10 E LODE: Una splendida Follia, così definirei la sua vittoria. Una vittoria però meritata, meritata attraverso una gestione perfetta delle gomme, anche quando a 10 giri dalla fine si erano comunque usurate e nulla era “SOTTO CONTROLLO”. Una vittoria che mostra anche la grande forza mentale del team, che nonostante il terribile incidente appena avvenuto, si è ricompattata ed ha voluto rischiare il tutto per tutto, pur di non lasciarla vinta all’avversario, oltre a qualsiasi previsione e telemetria. La lode perché quando doveva, ha saputo tirare fuori il meglio di sé, includendo in questo anche la pole del sabato, dove ha dato tutto nel momento in cui serviva di più. E’ stato divino, sia in attacco superando Hamilton, sia in difesa tenendosi dietro un arrembante Bottas.

Gasly 10: La seconda splendida follia di questo week-end, una Toro Rosso motorizzata Honda in 4° posizione, roba da far strappare i capelli a Fernando Alonso! Il giovane Gasly è stato comunque sontuoso per tutto il Weekend, soprattutto al sabato in qualifica, dove ha costruito la propria fortuna piazzandosi in 5° posizione.

Hamilton 7.5: un gesto tecnico, quello al 5° giro da 10 in pagella, un triplo sorpasso dal rischio elevatissimo. Peccato per lui aver accusato di problemi al cambio, che lo hanno costretto a partire dalla nona posizione, anche se a dire il vero in qualifica era sembrato essere meno in forma di altre volte.

Magnussen 7.5: conferma la buona prestazione che aveva fatto vedere in Australia prima del pit Stop suicidio. Come già detto comunque, la Haas non è nuova a inizi di stagione roboanti, per poi relegarsi in fondo alla griglia per il resto dell’anno; vedremo se saranno in grado di replicare queste ottime prestazioni nei prossimi impegni.

Bottas 7: sicuramente molto meglio della gara inaugurale a Melbourne, per una volta la Mercedes punta tutto su di lui per la vittoria, ma manca l’appuntamento con la sua grande occasione, per questo sarebbe solo una sufficienza. Un voto in più però per essere stata la Mercedes ad aver impensierito di più le Ferrari in qualifica.

Ericsson 7: Dopo 19 gare a secco di punti nel 2017, ne bastano solo due quest’anno per fargli ottenere i primi punti in campionato e per non etichettarlo il solito bidone da fondo classifica. Ottimo lavoro, soprattutto per aver portato dopo appena due gare quella che l’anno scorso era poco più di un ostacolo mobile, l’innesto Alfa inizia già a dare i suoi frutti.

 

Raikkonen 5: tralasciando il terribile incidente ai box che lo vede protagonista, ma ovviamente incolpevole, il fine settimana del finlandese stava per l’ennesima volta scemando piano piano alla insufficienza, in concomitanza con l’ascesa di quello del compagno. Kimi assolutamente il più veloce in tutte le prove libere, ha mancato, di poco è vero, una Pole position che sembrava già sua, e ancor di più è stato autore di una gara anonima, senza incidere come sembrava potesse fare al venerdì.

 

Verstappen 4: bene i primi 2 giri, poi però al contatto con Hamilton rovina nuovamente tutto, come aveva già fatto in  qualifica al sabato commettendo un errore per eccesso di foga, eccessivamente sprecone.

 

 

 

 

Edoardo Bursi

 

 

Fonte Immagini:

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