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Hip Hop Top5: aprile 2016

by • 20 Aprile 2016 • ConcretaMusic, evidenza, HIP HOP TOP5, newsComments (0)1070

Hip Hop Top5: aprile 2016

1. Fatfat corfunk – A garden of my fathers

Un viaggio all’interno di un concept ben definito che fa parlare il disco attraverso frasi scratchate e produzioni molto omogenee, mantenendo un mood molto uniforme e che sa avere notevoli sfaccettature. Innumerevoli i ringraziamenti ai “maestri” dell’artista che anche in questo disco lo hanno ispirato, ringraziamenti alla città che vive (la Milano soul vibration, la Milano StateofMind, la Milano StateofConfusion), inoltre presenti dediche alle struggles che lo hanno portato a partorire questo disco. Un disco che esprime tantissime sensazioni unicamente attraverso citazioni. Gli strumenti che hanno portato alla realizzazione di questo LP, non esistente in digitale ma stampato solo in vinile, sono un tappeto di produzioni curatissime, e, come scritto sul retro copertina, ORIGINAL VINYLS.  

 

2. Kendrick Lamar – To pimp a butterfly

Terzo album solista del rapper Kendrick Lamar che si aggiudica il premio di Miglior album rap ai Grammy Awards 2016. Che dire, disco che ha scosso molto la scena HipHop mondiale, riscuotendo l’attenzione non solo da persone facente parte questa cultura, ma ricevendo notevoli lodi anche da musicisti esterni al mondo del Rap. Lp che cela un concetto molto forte, spiegato dallo stesso Kendrick nell’ultima traccia (Mortal Man), già accennato dal titolo e dalla copertina, un disco dove nulla è lasciato al caso. Livello di rap considerevolmente evoluto, disco che da molti è già considerato un nuovo classico. Tutto questo insieme di tracce viene arricchito e reso più dinamico grazie alla varietà del mood delle produzioni e grazie agli interventi della band, con la quale Kendrick performa dal vivo, il tutto accompagnato da note di sassofono tra una canzone e l’altra che aiuta l’ascoltatore ad entrare nel pieno del disco e nei temi che lo caratterizzano, come la modellazione che la società attua sugli individui, denunciando il degrado, la violenza, il razzismo, la corruzione e criticando in maniera molto forte il capitalismo americano.

 

3. Alien army – The difference

Album di scratch music targato dal primo collettivo di dj a livello europeo che sa il fatto suo e ha saputo imporsi sul panorama italiano già da tempo. Il team capitanato dallo storico Dj Skizo e dal giovane e caparbio Dj Mandrayq curano un disco che sa spaziare in differenti groove, grazie anche all’intervento di una serie di musicisti ben scelti sul panorama mondiale, dando tinte a tratti jazzate, sfiorando il funk, tuffandosi in sfumature elettroniche e che soprattutto sa imporre in maniera ben chiara il messaggio che vuole esprime: la DIFFERENZA. La differenza di musica genuina e ben fatta in costante evoluzione sui giradischi.

 

4. Dr. DRE – Compton

Il disco, colonna sonora del film omonimo, è stato annunciato come ultimo progetto da parte del rapper e produttore statunitense, che proseguirà la propria carriera nell’imprenditoria (seguendo il marchio Beats da lui fondato), e ricercando nuovi talenti. Questo album racchiude parecchi elementi di rilievo come M.C.’s già affermati della scuola californiana e non, raggruppando anche nuove leve della scena di Compton. Progetto di gran spessore anche dal punto di vista delle produzioni, molto legate alla costa owest del suolo americano, rendendo così peculiare tutto il disco.

 

 

5. Paura – Darkswing

Terzo disco solista dell’M.C. napoletano appartenente alla crew “13 Bastardi”. Attraverso un’atmosfera cupa garantita da beat tipicamente attuali che ci accompagnano per tutto il disco, Frenk Paura grazie a linee di rap sorprendentemente evolute sa mantenere un filo conduttore compatto per tutta la durata dell’album, rendendo ogni traccia un racconto che si concatena al suo successivo. Rap che sa essere molto legato a temi d’attualità che delinea un profilo artistico che trova molta maturità non solo nelle scelte stilistiche, ma anche per quanto riguarda il voler parlare di alcune problematiche odierne. Degna di nota anche la scelta dei produttori che fornisce al nostro M.C. strumentali che gli permettono di esprimersi a pieno, dando un quadro generale molto coerente.

 

 

Nicholas Zomparelli

 

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