Cookie Policy

Horses – Nicolò Pellizzon (Canicola Edizioni)

by • 30 Ottobre 2016 • ConcretaBookComments (0)1169

horses-pinup-1Il lettore più pragmatico, se vogliamo più materialmente interessato alla storia e al suo dispiegarsi come serie d’eventi concatenati in modo più o meno evidente, potrebbe certamente imputare a Nicolò Pellizzon una certa mancanza di solidità narrativa. Nei suoi lavori ci si trova spesso a seguire intrecci fatti d’eventi imperscrutabili nelle cause e, soprattutto, a giungere a conclusioni che sembrano mancare il punto. Succedono cose, ma difficilmente si riesce ad inanellare in maniera razionale le informazioni che l’autore fornisce e a costruire un quadro che punti deciso verso una direzione chiara. E Horses, il suo ultimo lavoro pubblicato quest’anno da Canicola Edizioni, non fa eccezione.

horses-pinup-2Ma ci sono almeno due aspetti che contraddistinguono la produzione di Pellizzon che vanno riconosciuti e che nemmeno il detrattore più accanito (categoria alla quale non mi associo, anche se l’introduzione di questo pezzo potrebbe suggerire il contrario) può negare: la sublime raffinatezza del tratto accompagnata da una potenza visiva straordinaria e l’innata capacità di creare quell’aura di mistero, quasi di esoterico misticismo, che permea costantemente la narrazione. E questi due aspetti vanno a braccetto, pagina dopo pagina, dandosi forza l’un l’altro: i disegni contribuiscono a costruire quell’aria di mistero di cui sopra e ne giovano loro stessi, con l’autore che può così permettersi divagazioni visive anche ardite.

E, anche in questo senso, Horses non fa eccezione.

horses-3Seguiamo le peripezie di due ballerini in una New York perennemente crepuscolare che ricorda, quantomeno per l’impatto cromatico, la Twilight Town di Kingdom Hearts 2 (unica location veramente riuscita, visivamente, del gioco prodotto da Square-Enix nel 2005). Entrambi i giovani sono in fuga, in una sorta di ribellione adolescenziale contro il mondo, inseguiti da loschi figuri mascherati o cangianti, metafore di dubbi ed errori passati che infestano il presente di ognuno. Nel corso del (breve) volume impareremo a conoscere i due ragazzi, le loro fragilità e la loro forza, ad intuirne motivazioni e speranze.

Ma di nuovo, per quanto la narrazione in questo caso sia ben più chiara che, per esempio, nel precedente Gli amari consigli (Bao Publishing, 2014), è necessario frenare il proprio desiderio di analitica consequenzialità causa-effetto e piuttosto lasciarsi trascinare emotivamente dallo scorrere degli eventi. Si può di certo leggere il tutto, ed interpretarlo, come un romanzo di formazione: due giovani che, assieme, riescono infine a trovare la propria strada.

horses-4Ma sarebbe certo riduttivo, perché gran parte del fascino dell’opera sta nel senso di angoscia e di mistero che accompagna personaggi e lettori, senza una reale ragione dal punto di vista narrativo (fatto salvo per la presenza degli implacabili metaforici inseguitori). Insomma, è più una questione emotiva che una razionale analisi dei pericoli e delle opportunità. E, per quanto posso immaginare il disagio provato da chi cerca un racconto più diretto fatto di inizio-svolgimento-fine, devo dire che sono sempre più affascinato dal modo che Pellizzon ha di raccontare.

Il volume, per quanto mi riguarda emotivamente coinvolgente e quindi completamente riuscito, è stampato in una deliziosa (e talvolta squisitamente leziosa) bicromia nei toni del rosa, da tinte più spente a sprazzi più decisi, che sospende città e personaggi in un mondo che sembra senza tempo. Per il resto il volume è visivamente molto solido, fedele a sé stesso e allo stile del suo autore, dal character design (immancabilmente un po’ emo) alla gestione degli spazi caratterizzati dall’assenza di cornici e da una griglia mutevolissima per quanto rigorosa.

In conclusione, se cercate un racconto quadrato, causale, esplicito, probabilmente Horses non fa per voi. Ma se volete lasciarvi trascinare dall’atmosfera, se vi piace un certo tipo di simbolismo e di significato più suggerito che raccontato, troverete nel lavoro di Pellizzon pane per i vostri denti.

Matteo Gaspari

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

Related Posts

Privacy Policy