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IL DISCO DEI RICORDI: BAUHAUS – IN THE FLAT FIELD (1980 – 4AD/Beggars Banquet)

by • 17 Gennaio 2015 • ConcretaMusic, Il disco dei ricordiComments (0)1980

belalugosisdeadI Bauhaus si formarono a Northampton, un sobborgo di Londra, nel 1978.
Formazione di quattro elementi, con Kavin Haskins alla batteria, il fratello David J al basso, i quali suonavano insieme dal 1977, a cui si aggiunse Daniel Ash alla chitarra e con l’arrivo di Peter Murphy come cantante la band prende definitivamente il nome di Bauhaus, in origine Bauhaus 1919, tributo all’omonimo movimento artistico tedesco degli anni 20.

Si muovono nell’underground londinese, sul palco del Billy’s Club di Soho, fino ad imporsi all’interesse pubblico nell’estate del 1978, dando alle stampe il celebre 45 giri “Bela Lugosi’s dead”.
Bela Lugosi era il primo attore ad interpretare il Conte Dracula e la copertina del disco fu presa da “L’angoscia di Satana” di Griffith per il fronte e “Il gabinetto del Dr.Caligari”, film muto del 1920 simbolo del cinema espressionista tedesco, per il retro.
Tenebre, vampiri, scricchiolii creati dalla sinistra chitarra di Ash, fu così che l’inquietante ballata macabra dei Bauhaus sancì la nascita del movimento dark e la figura diabolica di Peter Murphy , ispirato da Bowie, Iggy Pop e molti altri, sarà l’ideale rappresentante di questo manifesto gotico.

Prima di arrivare alla pubblicazione del  disco di debutto “In The Flat Field”, i Bauhaus fissano le loro sonorità opprimenti con altri due eccezionali singoli, “Dark Entries” e “Terror Couple Kill Colonel”, che non verranno però inclusi nelle nove tracce dell’album, con scarso riscontro commerciale e critico.

Bauhaus“In The Flat Field” esce nell’autunno del 1980 per l’etichetta 4AD ed è la conferma degli intenti della band inglese. In perfetto stile dark si apre a tinte fosche con l’aggressiva “Double dare”, dai ritmi trascinanti e rallentati.
I 4 minuti della title track partono con linee di basso pulsante, il vortice di note della chitarra di Ash disegna oscuri paesaggi sonori e l’assalto vocale di Murphy completa l’opera.

Chitarra graffiante e nervosa in “A God in an Alcove” , frenesia e arrangiamenti derivati dal glam rock di Marc Bolan e dei suoi T.Rex per la successiva “Dive”. La claustofobica “The Spy in the Cab” si presenta ricca di atmosfere glaciali, con pulsazioni che si spengono sopra al grido lacerante di Murphy.

La seconda parte del disco inizia con “Small Talk Stinks”, riempito di strani effetti sonori. “St.Vitus dance” è decisamente più ossessiva e incalzante, sempre in primo piano la voce carismatica di Peter Murphy.
In “Stigmata Martyr” l’elettricità dei Bauhaus è quasi palpapile, chitarre massicce e potenti, un pericoloso manifesto eretico che mette in evidenza l’imponente teatralità della straordinaria formazione inglese. La conclusione è affidata all’alienazione di “Nerves”, in un adrenalinico crescendo finale, a mostrare tutta la fisicità e l’aspra tensione dei Bauhaus.

peter murphy 2Esistevano altri personaggi dell’epoca che avevano un certo fascino, dal corsaro new wave Adam Ant, degli Adam and the Ants, al guerriero tribale Ian Astbury, dei Southern Death Cult, ma Peter Murphy raffigurava una vera e propria icona dark: alto, magro, emaciato, dall’aspetto vampiresco, catalizzava su di sé tutta l’attenzione.
Lo scomodo accostamento con David Bowie fu in parte esorcizzato con la cover di Ziggy Stardust e molti anni dopo il loro scioglimento, avvenuto nel 1983, ripresero “Severance” dei Dead Can Dance: lontani dall’impeto dell’esordio, non ci sono più pipistrelli e scenari da incubo, ma toni epici, eterei , decadenti.
Rimarranno tra i gruppi più influenti di sempre per quello che riguarda la scena gotica musicale.

UNDEAD.

Vittorio Ferrari

 

Tracklist (Versione originale):

  1. Double Dare – 4:54
  2. In the Flat Field – 5:00
  3. God in an Alcove – 4:08
  4. Dive – 2:13
  5. Spy in the Cab – 4:31
  6. Small Talk Stinks – 3:35
  7. St. Vitus Dance – 3:31
  8. Stigmata Martyr – 3:46
  9. Nerves – 7:06

 

BAND:
. Peter Murphy – voce
. Daniel Ash – chitarra
. David J – basso
. Kevin Haskins – batteria

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