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IL DISCO DEI RICORDI: INXS – SHABOOH SHOOBAH (WEA, 1982)

by • 15 Maggio 2015 • ConcretaMusic, evidenza, Il disco dei ricordi, newsComments (0)1905

inxs-tile-620Come nelle più importanti vicende del rock, è bello pensare che la storia degli INXS inizi in riva al mare, sulle spiagge di Sydney. Lì si incontrarono verso la fine degli anni 70, già compagni di scuola, un giovane promettente Michael Hutchence e Andrew Farriss, futuro musicista della band australiana, anche se in realtà passarono la maggior parte del loro tempo a provare in garage. Assieme ai fratelli di Andrew Farriss, Tim e John e agli amici Gary Beers e Kirk Pengilly formarono un primo gruppo, “The Farriss Brothers” che cambiò successivamente nome in modo definitivo con INXS.

Dopo l’uscita di un paio di dischi, arrivano alla pubblicazione nel 1982 di “Shabooh Shoobah” , titolo strambo per un album che conteneva le prime grandi canzoni della formazione australiana.
dvd INXS LIVE Shabooh ShoobahLa produzione è affidata a Mark Opitz (già al lavoro con AC/DC) e nonostante gli iniziali timori, gli fu data piena fiducia per la registrazione dell’intero lavoro che iniziò ai Rhinoceros studios, i più avanzati di Sydney per quell’epoca.
Fu il primo disco degli INXS di respiro internazionale ad uscire dai confini dell’Australia. Per la sua pubblicazione si interessarono le più autorevoli etichette, come la Wea in Australia, l’Atco Records (Atlantic) negli Stati Uniti e Polygram per l’Europa.
La band acquista una certa personalità ed evolve musicalmente dagli esordi pub rock di matrice tipicamente inglese, trascinati anche dall’energica presenza di Michael Hutchence. Non creano particolari innovazioni, ma hanno un forte impatto sul pubblico, consolidato nel successivo tour con Adam and the Ants, Stray Cats e Kinks.
inxs-1987L’apertura di Shabooh Shoobah è affidata alla robusta The One Thing, dal classico suono 80’s, a cui fa seguito To Look at You che inizia con un lento assolo di Hutchence, su tappeto di synth. Entrambe sono pubblicate come singoli e vengono accompagnate da appassionanti videoclip, che decisamente riportano indietro nel tempo.
La creatività non manca di certo alla formazione australiana e anche in Spy of Love per completare le bellissime linee melodiche, viene prodotto un video clip dai toni surrealistici, citando Magritte, che appare con una sua opera, il suo classico uomo con bombetta.
La voce sinuosa di Hutchence introduce Soul Mistake con chitarre ben in evidenza, Here Comes ha un ritmo risoluto e muscolare, mentre la frenetica Black and White, terzo singolo dell’album, è un gioiello che brilla della luce dei Clash con aggiunta di tastiere elettroniche.
In Golden Playpen traspare quell’atmosfera australiana presente nei conterranei The Church, con scintillanti chitarre e l’aggiunta di un assolo di sax, che ritroviamo anche nella successiva Jane song’s.
La trionfale Old World New World fa da preludio al capolavoro finale, la chiusura memorabile di Don’t Change.
Singolo irresistibile, dai toni epici, ripreso da numerose band anche in tempi più recenti, dai “Bravery “ a Bruce Springsteen, consegnò agli INXS il primo vero successo commerciale.
Il videoclip è girato all’interno di un hangar dal regista australiano Scott Hicks e mette in mostra tutta la prestanza e l’abilità degli Inxs, che scendono veloci dal cassone di un fuoristrada per eseguire il brano, tra virtuosismi di chitarre, voce e batteria.
Indimenticabile.

Spiccheranno il volo poco tempo dopo con il brano Original Sin, ma soprattutto nel 1987 con l’album Kick, raggiungendo le vette della musica pop con super singoli del calibro di Need You Tonight, New Sensation e Devil Inside.
La formula vincente degli INXS univa l’immagine accattivante di Michael Hutchence ad un suono maturo e definito, un potente ibrido di funky e dance rock.
L’epopea della band è raccontata nella biografia ufficiale “INXS – STORY TO STORY” (2006), in cui si racconta anche della tragica fine del frontman Michael Hutchence, che fu trovato morto il 22 novembre 1997 in una stanza d’albergo a Sydney.
Il vuoto che lasciò fu incolmabile per la band, i fan e gli amici, tra i quali Simon Le Bon dei Duran Duran, che a lui dedicò Michael, You’ve Got A Lot To Answer For.
Le emozioni della musica rimangono per sempre.

TRACKLIST
1. The One Thing
2. To Look at You
3. Spy of love
4. Soul Mistake
5. Here Comes
6. Black and White
7. Golden Playpen
8. Jan’s Song
9. Old World New World
10. Don’t Change

BAND
. Michael Hutchence – voce
. Tim Farriss – chitarra
. Jon Farriss – batteria
. Andrew Farriss – tastiere
. Kirk Pengilly – chitarra, sassofono, voce
. Garry Beers – basso, voce

 

Vittorio Ferrari

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