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Il ragazzo nuovo Tracy Chevalier

Il ragazzo nuovo – Tracy Chevalier (2017,Rizzoli)

by • 3 luglio 2017 • ConcretaBook, evidenza, newsComments (0)1554

“Il ragazzo nuovo non si curava della giostra. Fissava l’edificio che aveva di fronte, la tipica scuola dei sobborghi, due scatoloni di mattoni rossi messi l’uno contro l’altro, a L, senza un briciolo di fantasia”.

 

Il ragazzo nuovo Tracy ChevalierIl ragazzo nuovo è la trasposizione di Otello in cui pregiudizio razziale, invidia e gelosia sono i temi dominanti. L’autrice riesce ad attualizzarli in una scuola americana negli anni Settanta, dove un gruppo di adolescenti rivivono le vicende dei protagonisti del noto dramma shakespeariano. Il romanzo è diviso in cinque capitoli e la storia si svolge si sviluppa all’interno di un istituto scolastico nell’arco di una sola giornata. L’opera è ambientata a Washington nel 1974 e Osei Kokote, tredicenne figlio di un diplomatico ghanese, è costretto per l’ennesima volta a cambiare scuola a causa del lavoro di suo padre. Osei è “il ragazzo nuovo”, l’unico nero in un istituto di soli ragazzi bianchi in un’America che oscilla tra il sogno d’integrazione di Martin Luther King e le idee rivoluzionarie di Malcom X e del Black Power.

“Per certi versi il razzismo spudorato degli ignoranti era più facile da digerire. Lo feriva di più l’ipocrisia dei ragazzi che erano gentili con lui a scuola, ma che poi non lo invitavano alle feste di compleanno. La gente che smetteva di parlare quando entrava in una stanza. Le considerazioni poco lusinghiere sui neri seguite dai distinguo: «Non parlavo di te, Osei. Tu sei diverso»”.

La Chevalier è riuscita a portare alla ribalta un vecchio disagio (il romanzo è ambientato negli anni ‘70) che però è assai vivo ancora oggi. Osei infatti non è altro che il simbolo, la rappresentazione letteraria ed artistica, di una categoria di persone che ancora oggi vengono disprezzate e criticate, persone che ancora oggi subiscono vero e proprio bullismo razziale, a prescindere dal colore della pelle. L’autrice è riuscita a riscrivere in chiave moderna e profonda uno dei classici Shakespeariani: l’Otello. Un classico che grazie a questa autrice torna a far pensare: i pregiudizi non sono mai scemati. La prima giornata di Osei ne è un chiaro esempio: un ragazzino di colore costretto per l’ennesima volta a cambiare scuola e a rivivere il fantomatico primo giorno. Il povero ragazzino si trova quindi a dover affrontare gli sguardi e i bisbigli di chi lo circonda, adulti e ragazzini, sia perché è “quello nuovo”, sia perché è “il ragazzino nero”.

Il racconto è intenso e la storia è riassunta tutta in una sola giornata: il primo giorno di scuola di Osei. È tracy chevalier Il ragazzo nuovoquasi estate, la scuola sta per finire. Ma per Osei Kokote è il primo giorno in un nuovo istituto. Stavolta i suoi compagni sono solo ragazzini bianchi. E quando Osei mette piede nel cortile, quel mattino, per un attimo a muovere l’aria sono soltanto le domande sussurrate a mezza bocca e le occhiate diffidenti. Per sua fortuna trova presto un’alleata in Dee, la ragazzina più popolare della scuola. La complicità tra loro è immediata: un sentimento che nasce e cresce improvviso ma al tempo stesso un sentimento troppo pulito e cristallino per non provocare reazioni invidiose. Come in Otello il vero nemico prende il nome di Iago, in quest’opera l’anti-eroe è rappresentato dalla figura di Ian, il bullo della scuola, il quale riesce a mettere più volte in difficoltà il protagonista  grazie alla propria astuzia e alle molteplici bugie.

“A Ian era giunto all’orecchio che era arrivato un ragazzo nuovo, ma gli era sfuggito un dettaglio cruciale: il colore della sua pelle. […] Si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere, una risata complice per quel gioco che li aveva trasformati di colpo in due lettere dell’alfabeto”.

Questo è un romanzo che ci dà l’occasione per ripensare al concetto di integrazione spesso mascherato da un’ipocrita tolleranza. L’opera infatti tratta in maniera molto ampia ed evidente un tema assai spinoso ed attuale, ovvero il razzismo inserito nel contesto della nostra società e della politica. Osei, inserito in questo contesto, è il rappresentante di tutti coloro che emigrano per cercare fortuna, ma che trovano dagli ospitanti solamente astio e odio. Trasformando il parco giochi della scuola in metaforica fotografia della nostra società, l’autrice è riuscita a rappresentarne in modo molto convincente tutti i suoi difetti.

“Oasi avvertiva sempre qualcosa di più profondo: il conforto di ritrovarsi tra uguali. Quella era la sua gente e nessuno lo squadrava da capo a piedi, giudicandolo per il colore della sua pelle”.

Il razzismo ed il bullismo sono due temi che si intrecciano spesso in questo racconto., formando una vera e propria catena di eventi dagli esiti drammatici sia per il protagonista, sia per le ripercussioni sugli altri personaggi della storia. Uno dei paragoni più evidenti dell’opera è quello volutamente esplicito tra la società moderna, governata da presidenti e ministri, e il cortile della scuola dominato dal bullo dell’istituto. Questo è l’emblema perfetto del mondo attuale, ancora diviso da muri, confini artificiali e guerre ideologiche. Il bullismo infatti spezza i rami più belli che un ragazzo possiede. Poi il tempo passa e nasce un fiore nuovo. Chi non si arrende scarta le difficoltà in favore di un futuro in grado di essere riempito di gioie. Spesso si prova una vergogna tremenda ad essere vittima, perché ad un certo punto si comincia a pensare che ci sua un motivo per cui essere stati presi di mira. Invece no: ogni discriminazione è una violazione, ogni commento è una gratuita violenza. Sta a noi, i più forti, afferma la Chevalier, riconoscere l’ignoranza degli accusatori di credersi superiori, imparare che le voci di altri non definiscono chi siamo. Ma soprattutto dobbiamo imparare che ogni diversità non deve essere omologata come devianza alla normalizzazione ma come risorsa e omogeneizzazione alla normalità di cui l’odierna società ha più bisogno.

 

Luca Chendi

 

 

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