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Il Re Rosa – David B. (Bao Publishing 2014)

by • 7 Gennaio 2016 • ConcretaBook, evidenza, newsComments (1)1223

il re rosa 1Capita che le favole più trasparenti abbiano da dire più del romanzo più complesso, che la semplicità riesca a smuovere emozioni più forti delle architetture più ingarbugliate. È il caso de Il re rosa, di David B., un raccontino di 44 pagine che arriva, dice la sua, e se ne va. Lasciando il lettore attonito e commosso.

David B. è di certo più noto in Italia per opere come Diario Italiano o Il Grande Male, entrambe edite da Coconino ed entrambi libri di un certo spessore (parlo proprio di spessore fisico: siamo a centocinquanta pagine per il primo e quasi quattrocento per il secondo). Sarà forse per questa disparità di dimensioni che, quando nel 2010 Bao pubblicò Il re rosa, il volume passò quasi del tutto inosservato fino a convincere l’editore a ridurne il prezzo di copertina da 14 euro a poco meno di 9.

il re rosa 2Qualche tempo fa questo cartonato sottile sottile mi capitò per le mani quasi per caso, non ne avevo mai sentito parlare, e data la mia attuale fascinazione per i pirati decisi di dargli una letta. Qualche momento dopo ero immerso in una lettura sorprendente, dalla poesia immediata e dai pochi fronzoli, che non credo dimenticherò.

La storia è quella dei pirati maledetti dell’Olandese Volante, condannati da un dio vendicativo a vagare per l’eternità tra i mari come scheletri in una pantomima di vita. Il loro unico desiderio è trovare il riposo eterno, che gli viene instancabilmente negato dal destino malevolo. È durante una tragedia evitata, l’ennesima morte scampata, che la ciurma accoglie a bordo un bambino vivo, il re rosa appunto, e decide di crescerlo per trucidarlo in seguito: il massimo sgambetto possibile per quel dio cattivo che non li lascia all’oblio.

il re rosa 3Ma il tempo fa il suo corso, il bambino cresce e, come si suol dire, al cuor non si comanda (detto che apparentemente vale anche per gli scheletri che, lo si ben sa, un cuore non ce l’hanno. O forse sì?).

il re rosa 4David B. riesce a rappresentare una vicenda che sarebbe potuta essere tanto superficiale e pretestuosa, un banale “tutti hanno dei sentimenti”, con perizia sopraffina. Il lettore si troverà immancabilmente divertito nel vedere una ciurma di incalliti pirati non morti cercare del latte per il pargoletto, proverà una certa empatia nel vederli fingere gesti quotidiani come bere e mangiare, condividerà il loro desiderio di riposo e l’ineluttabile mancanza d’obiettivi. E soprattutto assisterà alla loro crescita, di pari passo con quella del piccolo re che gli fornisce finalmente una ragione di vita.

Le 44 pagine che completano il racconto sono di una delicatezza rara, suscitano grandi emozioni senza bisogno di parole grandi o sentimenti altisonanti. È un racconto che chiunque, dal più piccino all’adulto più cinico, può apprezzare ed amare proprio perché non ha filtri, non ha sovrastrutture. È “solo” la storia di un gruppo di pirati, cattivi e morti, che diventano magari un poco più buoni e un poco più vivi grazie all’ingenuità di un bambino. E nel finale tragico e bellissimo ognuno può vedere il significato che vuole: redenzione, condanna, accettazione…

il re rosa 5

David B. si dimostra incredibile anche nella composizione delle tavole: coloratissime di una palette cromatica insolita, piene di dettagli senza badare troppo a prospettive o proporzioni. Le vignette dirompono nelle pagine solcate da un bellissimo tratto traballante, e ogni angolo nasconde sorprese evocative. Si può perdersi ad osservare i pesci e le navi così come le incredibili espressioni dei pirati-scheletro, comunicativi e vivi nella loro maledizione.

Il re rosa è un racconto leggero che ha il fascino della fiaba o del libro illustrato per ragazzi. È capace di raccontare la propria storia senza sbattere in strutture narrative forzate, e gli eventi scorrono leggeri uno dopo l’altro verso un finale che colpisce inaspettatamente duro, più di quanto le prime pagine lasciassero sospettare.

Iniziata la lettura non mi sarei mai aspettato di trovarmi coinvolto a tal punto nella vicenda né di venir catturato dal macabro fascino della ciurma dell’Olandese Volante, eppure giusto qualche pagina più tardi mi sono trovato col cuore sussultante e un’espressione in volto a metà tra il commosso e il divertito.

Il re rosa, pescato da uno scaffale e letto quasi per sbaglio, si rivela essere un fiore dalla bellezza inusuale, una gradita sorpresa per iniziare un nuovo anno all’insegna di emozioni inaspettate.

Matteo Gaspari

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