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Il realismo socialista e il mercoledì di coppa: l’estetica russa del novecento in uno spot di trenta secondi

by • 22 Maggio 2014 • Charley, evidenza, newsComments (0)4754

 

Chi di voi non ha avuto modo in questa stagione calcistica ormai agli sgoccioli, di seguire almeno una delle partite della UEFA Champions League, il torneo calcistico più importante al mondo? Ebbene, vi sarete probabilmente accorti che tra le varie pubblicità che si susseguono prima, durante, e dopo, ve n’è una molto particolare, che non ha molto a che fare con lo stile e il gusto occidentale. È una pubblicità completamente disegnata, non vi è parlato, per trenta secondi si ascolta solo musica classica, e non si capisce molto di cosa l’azienda pubblicizzata faccia.

La pubblicità di cui sto parlando è questa:

http://www.youtube.com/watch?v=HjXfs9L-Lyk

Lenin_na_subbotnike«Gazprom (in russo: Газпром, talvolta traslitterata in Gasprom), è la più grande compagnia russa. Con vendite per 158 miliardi dollari statunitensi nel 2010, conta per circa il 70% della produzione russa di gas naturale e con riserve che ammontano a 18.991 km³, controlla il 18% delle riserve mondiali di gas conosciute. […] Gazprom, con riserve di 119 miliardi di barili, si pone subito dopo Arabia Saudita, con 263 miliardi di barili e Iran, con 134 miliardi di barili, come il maggior possessore mondiale di petrolio e petrolio equivalente in gas naturale. […] L’UE ottiene circa il 25% delle forniture di gas da questa compagnia. Oltre alle sue riserve di gas ed alla rete di condutture più lunga al mondo con i suoi 158200 km, controlla anche società bancarie, di assicurazioni, mediatiche, di costruzioni ed agricole. Con 270 miliardi di dollari statunitensi di capitalizzazione azionaria […], Gazprom è la terza compagnia al mondo seguendo questo criterio di ordinamento.» (Fonte Wikipedia)

Gazprom è un colosso mondiale per la fornitura di gas. Vende gas anche a noi Italiani. Come azienda è salita alla ribalta Popkov-costruttoriRDinternazionale solo recentemente,  da quando ha cominciato una campagna di sponsorizzazione che contempla, tra le varie, FC Zenit San Pietroburgo, di cui è proprietaria, Schalke 04 (campionato di calcio tedesco), Chelsea F.C. (campionato di calcio inglese), e ovviamente, UEFA Champions League, di cui è sponsor ufficiale e a cui la pubblicità qui sopra fa riferimento.

Perché parlare di uno spot pubblicitario? Perché dietro a Gazprom, fiore all’occhiello del capitalismo russo, c’è un’estetica che non va a guardare i dettami imposti dal gusto e dal business occidentale, e si radica invece nello spirito estetico russo più recente, ovvero l’estetica del realismo socialista. Un quadro realista-socialista è un quadro semplice, comprensibile alle masse, lontano dagli eccessi delle avanguardie, e che deve raffigurare gli sforzi del popolo (russo) nella costruzione della società (socialista). Il realismo socialista nacque subito dopo la urssrivoluzione russa del 1917, ma modificò le sue posizioni durante Stalin, e ancora con Chruščev. Al netto della retorica stalinista che voleva l’arte socialista a rappresentare la grande guerra patriottica, il futuro glorioso dell’Urss e la vittoria del Comunismo, esempi antecedenti quali le tante opere di autori anonimi di cui trovate qualche esempio nelle finestrelle qui a fianco, esplicitano il desiderio di mettere il popolo, il lavoratore, e non il partito, al centro della tela. In questi quadri allo sforzo del lavoratore si equipara il progresso del paese e della politica socialista.

A ben guardare la pubblicità della Gazprom, il tratto è marcatamente realista-socialista, ma anche divisionista (basti pensare a Il quarto stato di Pellizza da Volpedo, opera che tematicamente potrebbe perfettamente inserirsi nel filone socialista); lo spot si apre con il compagno russo contemporaneo, ovvero un collettone bianco con maglioncino young-steel-workerspastello davanti ad uno schermo di computer;  attraverso il duro lavoro, opera per trasportare il gas dalle fredde pianure della steppa alle dinamiche metropoli e i loro divertimenti:  il calcio, le televisioni, il popolo in festa; il gas permette di gioire davanti ad un caffè, in casa, così come al ristorante, allo stadio, e ovunque nel mondo. Perché Gazprom accende il pallone.

Infine, la musica classica. Scelta casuale? Non direi, perché si tratta di Pëtr Il’ič Čajkovskij e il suo concerto per pianoforte N°1. Russo, popolare, monumentale, proprio come avrebbe voluto l’estetica socialista. Buona finale di Coppa dei Campioni a tutti.

 

Pieralvise Garetti

 

 

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