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INTERVISTA A TOM VAN AVERMAET, REGISTA DEL CORTO “DEATH OF A SHADOW”, CANDIDATO AGLI OSCAR 2013.

by • 20 Febbraio 2013 • ConcretaMovie, Le interviste di ConcretaMovieComments (0)2723

 

 

 

Intervista a Tom Van Avermaet, regista del cortometraggio candidato all’Oscar “Death of a Shadow” (“Dood van Een Schaduw”)

Tom van Avermaet, al suo secondo cortometraggio, dirige con estrema cura, quasi maniacale, un cortometraggio tecnicamente e visivamente perfetto, qualità alquanto rara per un film di appena 20 minuti.

Il film è stato proiettato in svariati festival in giro per il mondo guadagnando molti riconoscimenti. Tra essi spiccano quelli ottenuti al Los Angeles Shorts Fest (che ha rappresentato il lasciapassare per gli Oscar 2013), e al Festival Internazionale del Cinema di Vallaloid (Miglior Corto Europeo) e agli European Film Awards 2013 (Nomination).

“Death of a Shadow “ è la storia del soldato Nathan Rijcx, morto durante la prima guerra mondiale.

Un insolito collezionista ha imprigionato la sua ombra e gli ha dato una seconda possibilità: vivere una seconda vita in cambio della cattura di 10000 ombre. E’ l’amore che lo spinge ad accettare, essendo il suo obiettivo incontrare un’altra volta Sarah, la donna di cui s’era innamorato prima di morire. Ma scopre che lei è già innamorata di un altro uomo, la sua mente s’appanna spingendolo verso un’amara decisione, indotto dalla gelosia, non senza conseguenze (trailer).

 

Innanzitutto, “Death of a Shadow” spicca tra molti cortometraggi come uno dei più originali e creativi dell’anno.

Da dove viene l’ispirazione ? E’ ispirato da eventi realmente accaduti o cosa ?

First of all, “Death of a Shadow” stands up among many short films as one of the most original and creative of the year. Where does the inspiration come from ? Is it inspired by real events or something ?

Grazie mille per queste gentili parole, lo apprezzo molto. L’ispirazione per “Death of a Shadow” venne principalmente da una mia volontà di fare qualcosa di simbolico e metafisico riguardo alla figura della morte. Nella nostra cultura l’immagine standard di questa figura è un scheletro incappucciato munito di falce. Io, invece, volevo creare qualcosa di diverso, realizzare un differente ambiente attorno a questa figura. E ho sentito che niente del genere fosse stato mai fatto. Così, pensato ciò, venne in me l’idea di rappresentare la morte come fosse un collezionista d’arte, dove invece di dipinti e sculture, colleziona momenti di morte, momenti che critica come un collezionista d’arte, vero, farebbe con un dipinto, all’istante.

Poiché volevo realizzare quest’idea effettivamente e visivamente, l’idea mi venne naturale, essendo amante dei film noir e dei giochi di luce ed ombra. Il mio intento era quello di rendere questi momenti di morte visivi e collegarli all’ombra della persona morente, che a sua volta è collezionata da una persona che voleva guadagnarsi una seconda vita.

Il film è palesemente ispirato al mito greco di Orfeo ed Euridice, ma rivisitato nella maniera opposta.

Posso sottoscrivere che la storia non è basata su eventi reali, nonostante il fatto che, se lo fosse, sarebbe indubbiamente qualcosa di veramente speciale!

Thank you very much for the kind words and the praise, it’s much appreciated. The inspiration for “Death of a Shadow” came mostly from the wanting to do something with the symbolic and metaphysical figure of death. In our culture the standard image of this figure is the hooded skeleton with the scythe, me, I wanted to do something differently and create an environment around this figure that I felt hadn’t been done before. So I pondered this and finally came to the idea of making Death like an art collector, where instead of paintings and sculptures he collects moments of death, moments that he critiques like an art collector would do for a painting instantly.

As I wanted to do this visually, the idea that came natural to me, a great lover of noir films and the game of light and shadow, was to make these moments visual by connecting them to the shadow of the dying person, which in turn could be collected by a person who wanted to earn a second chance at life. The film is also very loosely inspired by the Greek myth of “Orpheus and Euridyce”, but then almost in a reverse form. I can attest that the story of the film isn’t based on real life events, although if it was that would really be something special!

In secondo luogo, questo cortometraggio è ben scritto, ben diretto e ben recitato. Tra gli attori, vediamo Matthias Schoenaerts interpretare il ruolo del protagonista, il Soldato Nathan. Recentemente si è distinto, recitando nel film candidato al Premio Oscar “Bullhead” (Miglior Film Straniero per il Belgio nel 2012) e in “Un Sapore di Ruggine e Ossa”, con Marion Cotillard. Quindi, la mia domanda è, semplicemente, come ti sei sentito a lavorare con lui ?

Secondly, this short film is well written, directed and acted. Among the actors, we see Matthias Schoenaerts plying the leading role, Soldier Nathan. Recently he stood up, starring in the Academy Award Nominated film “Bullhead” and “Rust and Bone”, with Marion Cotillard. So, my question is, simply, how did you fell working with him ?

Lavorare con un attore come Matthias è una benedizione per ogni regista. E’ un attore così a suo agio davanti alla macchina da presa, qualcuno che riesce a usare allo stesso tempo il volto e il corpo per trasmettere la giusta emozione nella giusta inquadratura. Presenta competenze anche dal punto di vista tecnico-registico,il che mi rende il lavoro molto più facile. Ciò si aggiunge al fatto che sia una delle persone più disponibili in giro, cosa che ha reso la mia esperienza di regista tanto tranquilla quanto entusiasmante.

Working with an actor like Matthias is a blessing to any filmmaker. He’s really a cinematic actor, someone who can use his body and face to the perfect detail to convey the right emotion for the right shot. He has a great feeling with the technical side of filmmaking, which makes my job much easier. That fact is combined with the fact that He’s one of the nicest people around, made it quite an experience for me as a young filmmaker.

Prossima domanda. Considerando che nella Short List dei Premi Oscar (categoria “Miglior Cortometraggio”, in inglese “Best Live Action Short Film) v’erano corti del calibro di “when you find me” diretto dall’attrice Bryce Dallas Howard, figlia del regista premio Oscar Ron, e l’italiano “Il turno di notte lo fanno le stelle” di Edoardo Ponti, tratto dal libro scritto da Erri de Luca, te l’aspettavi la nomination all’Oscar ? O hai avuto qualche dubbio a riguardo prima del 10 gennaio ?

Next one. Considering there were short films in the Oscar short-list such as “when you find me” directed by Bryce Dallas Howard, daughter of Ron and the Italian one by Edoardo Ponti, “The Night Shift belongs to the stars, did you expect your Oscar nomination ? Or did you have some doubt before January 10th ?

Onestamente, non me l’aspettavo del tutto. Sapevo del fatto che, dopo l’annuncio della short-list, molti pronosticavano su quali cortometraggi avrebbero effettivamente ottenuto la candidatura, ma mai mi sarei aspettato ce l’avremmo fatta. Questo film ha necessitato di una lunga gestazione prima di essere realizzato (abbiamo impiegato 5 anni). Ero già contento del fatto che fossi stato capace a dirigerlo e realizzarlo. Ma, il fatto che abbia guadagnato così tanto successo in così poco tempo (dato che il film è proposto dai festival solo dallo scorso settembre) è semplicemente impensabile. Quindi sì, non pensavo che l’avremmo fatta, ho veramente dubitato di ciò, ma quando ci siamo accorti di averlo fatto è stato come se un sogno diventasse realtà.

Honestly, I did not expect it at all. I know there was a lot of speculation after the short list was announced about which films would get to the nomination stage, but I never expected us to actually succeed in doing this. This film has been such a hard project to get realized (it took 5 years), that I was already very glad was just able to get made. The fact that it now has been able to garner such success (and so quickly, as the film has only really being doing festivals since past September) is really unbelievable. So yes, I very much doubted we would make it and when we did that was of course a dream came true.

Procediamo con la quarta. Cinque registi, incluso te, proveranno a portarsi a casa l’Oscar. Vediamo insieme gli altri candidati:

*Bryan Buckley per “Asad”;

*Sam French per “Buzkashi Boys”;

*Shawn Christensen per “Curfew”;

*Yan England per “Henry”.

Ultimamente hai dato un occhio a questi altri cortometraggi ? Se si, ti sono piaciuti ?

Here’s the fourth. Five directors, including you will take home the Oscar. See the other ones:

*Bryan Buckley for “Asad”;

*Sam French for “Buzkashi Boys”;

*Shawn Christensen for “Curfew”;

*Yan England for “Henry”.

Have you taken a look of their short films recently ? Have you appreciated them ?

Onestamente, ho visto solo “Buzkashi Boys”, per il fatto che sia “Death of a Shadow” sia il corto di Sam French sono stati in competizione in due festivals, per il resto avrò tempo e modo di scoprire gli altri corti candidati. Credo che per raggiungere la nomination all’Oscar, le pellicole devono veramente distinguersi (non dimentichiamoci che quelli candidati facevano parte d’una selezione di 125 corti selezionati, provenienti da tutto il mondo), penso che ciascuno di questi film nominati abbiano in loro qualcosa di unico e speciale. Sono molto onorato e orgoglioso di far parte di questa cinquina composta da grandi registi e spero che non ci sia competizione, poiché credo che siamo già ora, in questo momento, tutti quanti vincitori, dopo aver ottenuto questa candidatura, indipendentemente da chi si porterà a casa la statuetta. I nostri nomi verranno per sempre ricordati grazie a quell’etichetta, “Candidato al Premio Oscar”, e credo che per tutti noi sia qualcosa da ricordare e tesaurizzare.

Honestly, I have only seen “Buzkashi Boys” as we’ve been in two festival together, the rest I still will have plenty of opportunities to discover in the coming days. I think to get this Oscar stage, the movies really have to stand out (we came from 125 movies of the best short movies in the world), so I think each and every film will have its unique and special quality. I’m very honored that we can be part of a selection of such great filmmakers and I hope it doesn’t have to be a competition, as I feel we’re all winners already with this nomination, regardless whoever takes home the statuette. Our names will forever have that accolade, “Oscar Nominee”, and that’s something to be treasured for all of us I think.

Ecco l’inevitabile domanda. Hai già preparato il discorso di ringraziamento in caso di vittoria dell’Oscar ?

Here’s the inevitable question. Have you prepared your Academy Award Thank You Speech ?

Questa domanda ricorre spesso ma credo che anche nel caso in cui prepari effettivamente qualcosa, sia impossibile prevedere cosa vedrai e dirai, una volta ottenuta la possibilità di parlare di fronte a milioni di spettatori, se non bilioni. Dovrei così fortunato, così protetto in alto per fare ciò, ci sarebbe sicuramente qualcosa da dire, qualcuno da ringraziare, ma è tutto qua.

This question comes quite often but even if you do prepare something, I think it’s almost impossible to foresee what you’re going to see if you do get that win and have a chance to speak in front of millions, if not billions of people. Should I be so lucky and blessed, I have something I would like to say and of course people to thank, but that’s about it.

Infine. Immaginati vincitore dell’Oscar. Quali scenari ti si prospetterebbero davanti a te ? Intendo, ci sarebbero i presupposti per dirigere un lungometraggio ? Magari basato proprio su “Death of a Shadow” ?

Finally. Picture yourself as an Academy Award Winner. What would it happen to you ? I mean, would have the possibilities to make a movie ? Maybe, a movie based on “Death of a Shadow”?

Questa è una difficile domanda a cui rispondere in quanto penso che si possa rispondere in caso di effettiva vittoria e per essere onesti, penso che, per quanto mi riguarda, questa nomination sa già di vittoria. Già questa ti apre molte porte e provvede a portarti opportunità per il futuro. Spero di essere all’altezza delle future sfide che m’attendono, indipendentemente dal fatto che vinca o perda. Ma vincere un Oscar sarebbe effettivamente un grande onore, specialmente per me, che vengo dal Belgio. L’eventuale vittoria di “Death of a Shadow” significherebbe la prima da parte di un Belga in questa categoria. Per quanto concerne la domanda riguardo alla realizzazione di un lungometraggio basato su “Death of a Shadow”, non penso che questo sia in cima alla lista delle mie priorità, per il semplice fatto che ho trascorso già molto tempo in questo “mondo”, ma notando quanto potrebbe essere interessante, non posso escludere nulla. Sarà qualcosa da valutare in futuro.

Difficult question to answer as I think you can only answer those fully if you actually win and to be honest, for me the nomination actually feels like a win already.

This already opens you a lot of doors, for me, and is providing opportunities for the future. I just hope that I will be able to make the most out of these chances, but win or lose, I think these chances will be there regardless. But winning an Oscar of course would be such an honor, as especially as a Belgian, a win would be the first ever for a Belgian in this category. As for a feature length movie based on “Death of Shadow”, at the moment this isn’t high on my priorities list as I’ve spent so long in this “world” already, but seeing as the interest is there, I can’t dismiss it out hand either. It will be something to evaluate for the future.

 

Vedremo cosa accadrà il 24 febbraio, giorno della cerimonia di Premiazione.

 

Luigi Ligato

 

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