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Io le pago – Chester Brown (Coconino, 2011)

by • 27 Agosto 2015 • ConcretaBookComments (0)1487

 

 

io le pago coverQuante volte si ironizza sull’incomprensibilità dei rapporti uomo-donna, quasi fossero dei macchinari complicati di cui nessuno capisce davvero il funzionamento? A riguardo c’è un’ampia cinematografia, da Woody Allen alle più svariate commediole americane e non, e probabilmente con romanzi e romanzetti che partono da questo luogo comune ci si potrebbe riempire una biblioteca.
Tuttavia per quanto questo sia e rimanga un luogo comune, per quanto in un certo senso robusto, se preso con le giuste misure può dar luogo a riflessioni interessanti. È quanto fa, in senso lato, il candese Chester Brown con il suo Io le pago, pubblicato in Italia da Coconino nel 2011.
Deluso dall’istituzione del rapporto sentimentale romantico, Chester racconta con onestà il suo percorso nel mondo del sesso a pagamento. Ad una prima analisi potrebbe sembrare che l’autore confonda sesso e amore e che sia alla ricerca di una scorciatoia per arrivare al secondo partendo dal primo. Ma in realtà per lui sono due cose ben distinte, pur appartenendo alla stessa sfera semantica e riconoscendo che uno può generare o sottintendere l’altro. Non sono, insomma, due facce della stessa medaglia.
io le pago 2Nel rapporto fisico a pagamento con le svariate prostitute che compaiono nel volume il protagonista non cerca alcun tipo di coinvolgimento sentimentale “amoroso”, pur non essendo impermeabile ad affetti e coinvolgimenti emotivi, ma solamente la soddisfazione di un bisogno ed il raggiungimento del piacere fisico. È interessante notare, inoltre, come Chester non escluda dalla sua vita l’intimità affettiva, che anzi è ben presente nelle sue amicizie e frequentazioni, ma la tenga fortemente separata dalla componente fisica del rapporto spogliandola quindi da gelosie e spirito di possesso.
io le pago 3Ben presto il racconto autobiografico assume, tanto per il lettore quanto per l’autore, i connotati di una riflessione e una discussione pratico morale sull’argomento “prostituzione”. Non senza una certa ironia e leggerezza a rendere il volume piacevolmente scorrevole e a tratti genuinamente divertente, Chester Brown analizza con raziocinio i tipici argomenti anti-prostituzione e li smonta con la sua espressione imperscrutabile e risposte posate ma puntuali, mai venate da ideologie morali o fervore religioso fuori controllo.
È un esercizio dialettico di fronte al quale è impossibile rimanere impassibili, in primo luogo per via del fatto che il narratore sa di cosa sta parlando e lo fa con insolita cognizione di causa, ed in secondo luogo perché si ha la costante sensazione che non ci sia una cieca presa di posizione a priori a rendere difficoltoso il dialogo. Di tanto in tanto il protagonista si confronterà sui temi della legittimità morale e legale della prostituzione sia con i suoi amici che con le stesse prostitute e le discussioni che ne escono sono molto interessanti. Dagli amici che gli dicono che “non ha rispetto per sé stesso” alla escort che ammette che rimarrebbe delusa se scoprisse che altre sue amiche fanno il suo stesso lavoro.
io le pago 4Dal luogo comune del “è sbagliato perché è come se fosse una violenza” si passa a riflessioni più elaborate sul dualismo depenalizzazione-regolamentazione e sulla percezione della prostituzione come pratica sessuale deviata. A chiusura del volume si trova una cinquantina di pagine di note e appendici ad approfondire questi temi, esposti con il raziocinio non eccessivamente distaccato visto nel corso del volume.
La tesi di Chester Brown è semplice e chiara fin dal titolo dell’opera: il sesso a pagamento non è dissimile da un qualsiasi rapporto occasionale gratuito, e pertanto non dovrebbe subire un diverso trattamento legale e sociale. In un contesto di libera scelta, sia da parte del cliente che della prostituta, non c’è nulla di moralmente sbagliato nel pagare per una prestazione sessuale. E lo stesso pagamento non dovrebbe essere regolamentato (né, per l’autore tassato) in quanto tutto ciò rientra nella libertà personale di esprimere la propria sessualità.
io le pago 5Lo stile sia narrativo che grafico di Chester Brown è preciso e sistematico, a tratti quasi matematico, con disegni asciutti e schietti, una certa attenzione ai dettagli e un tratto corposo. Le pagine sono divise in una griglia stabile di 8 vignette di ugual dimensione la cui immutabilità sottolinea lo stile metodico e razionale del racconto. Quest’ordine generale facilita non solo la fruizione della storia, che appare chiara e ben scandita nelle sue tempistiche, ma anche la riflessione sui temi trattati, esposti in modo funzionale e tecnicamente convincente.
io le pago 6A prescindere da come la si pensi su quest’argomento d’eterna attualità, Io le pago è una lettura sorprendente che non ha paura di prendere una posizione, per quanto scomoda e generalmente osteggiata dai più. Dialetticamente è ammirevole la pazienza con cui Chester Brown esprime la sua linea di pensiero in modo del tutto razionale, rispondendo a tono e non facendosi trarre in inganno da argomentazioni superficiali o imprecise. Narrativamente invece è il piacevole racconto di un uomo che ha trovato il proprio equilibrio, ha fatto pace con la propria sessualità e con il proprio desiderio, e si racconta senza vergogna né volontà di giustificarsi.
Io le pago è una lettura interessante, che può far riflettere, consolidare le proprie opinioni o far conoscere l’altra campana. Una volta terminato il corposo volume (di 280 pagine), stampato sull’inconfondibile “carta Coconino”, vi rimarrà un piacevole senso di soddisfazione: Chester Brown si dimostra un eccellente narratore, consapevole nella costruzione della tavola e nella gestione dei tempi narrativi, nonché pacato ma fermo nelle sue convinzioni con un’onestà fuori dal comune.

Matteo Gaspari

 

 

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