Privacy Policy
Jamiroquai - Automation

JAMIROQUAI – AUTOMATON

by • 13 aprile 2017 • ConcretaMusic, evidenza, newsComments (0)575

It’s been a long time. Per la precisione sette anni, sette anni dall’ ultima uscita di Mr. Kay & Co, che nel 2010, con Rock Dust Light Star, non avevano propriamente esaltato il mondo musicale. Nonostante ciò, sia i Jamiroquai che i loro fan avevano bisogno di nuova benzina da mettere nelle gambe per tornare a sculettare sulle dancefloor di tutta Europa, motivo per cui l’attesa dietro questo poco preannunciato ritorno della band inglese era alta. Senza dimenticare il contributo che  hanno dato alla musica dance negli ultimi vent’anni, divenendo nel tempo ambasciatori di quelle sonorità disco/funk che ancora oggi li contraddistinguono. Attesa condita poi dalle dichiarazioni dello stesso Jason, che preannunciavano una svolta elettronica nel suono e nelle linee del gruppo, a cui è seguita l’uscita del singolo, nonchè title-track, “Automaton”, la quale bene o male non smentiva le parole del grande leader.

 

 

Come ritroviamo quindi il nostro amato Jay dopo anni di silenzio? Sicuramente ingrassato, ma per il resto le cose non sono cambiate molto. Soliti copricapi spettacolari, solite supercar, solita voglia di divertirsi, tutto immancabilmente molto freak. E solito cocktail in mano. Cocktail indiscutibilmente buono e ben fatto, che difficilmente riesce a stupire ma che continua a piacere. Allora perchè cambiare?  Ed infatti Automaton non risulta essere così elettronico come volevano farci credere: i nuovi, pochi elementi sono più un aggiunta, una guarnizione alla ricetta, al mix di funky/acid jazz/disco/pop che ben conosciamo e che Jay Kay continua a proporci, ben consapevole di quanto questa ricetta ci piaccia.
Si apre quindi con “Shake it on” e con quasi due minuti passati ad ascoltare un intro firmato Justice prima che i Jamiroquai si ricordino che il disco è loro. Ed è subito, veramente loro: linea di basso slap, violini e synth spianati e groove travolgente. Tutto prodotto impeccabilmente, e il piedino non può che cominciare a battere al classico tempo uno-due house che andatealdiavoloportatemiunostrobo. Seguono poi la già citata “Automaton” e “Cloud9”, secondo singolo estratto ma la quale, nonostante video accattivante con bella presenza di Monica Cruz e Jason a voler impartire lezioni di piacioneria, non pare avere il tiro della opener.

 

 

Il pilota automatico è ormai inserito, il trittico successivo ci riporta in qualche modo a quelli che erano i Jamiroquai del passato ma è altresì vero che si ha un evidente calo d’ispirazione. Per l’amor di un dio, sia “Superfresh” che “Hot Property” che “Something About You” sono bel lontane dall’essere canzoni noiose: abbiamo cascate di suoni arrangiate e prodotte in modo sopraffino e un J scintillante. Semplicemente non aggiungono niente di nuovo nè alla vasta discografia degli inglesi nè al disco stesso. Una ventata d’aria fresca arriva con “Summer Girl”, la quale probabilmente, come ci suggerisce il titolo, ambisce ad essere la canzone da piscina ufficiale dell’estate 2017 (anche se difficilmente ce la farà), mentre le successive “Night Out In the Jungle”, “Dr. Buzz” e “We Can Do It” provano ad essere più aggressive e marcate rispetto a quanto sentito nel resto del disco. Si chiude quindi con “Vitamin”, sicuramente la canzone più sperimentale e futuristica (anche la più apprezzabile?) dell’intero lotto, e “Carla”, dedicata alla figlia.

Per quanto riguarda la parte lirica, tra l’originale pensiero, da cui peraltro prende ispirazione l’intero disco, dei problemi dati dall’ iperconnettività e dalla tecnologia, le altrettanto originali scene a base di ragazze, party on boat e corse in macchine ed infine alcune riflessioni politiche, meglio soprassedere. Non ascoltiamo i Jamiroquai per questo vero?

Automaton è quindi un disco che aggiunge poco alla lunga e splendente carriera dei nostri fricchettoni preferiti, che continuano a muoversi con disinvoltura nel loro habitat, quel disco funk anni ’70 nel quale i pochi elementi di evoluzione sembrano purtroppo già vecchi o già sentiti (vedi vocalizzazioni robot e chitarrine stoppate alla Daft Punk versione RAM). Ma è anche un bel regalo ai fan, un disco perfetto dal punto di vista tecnico, con 12 brani di personalità (la loro), già pronti per la radio e che difficilmente riusciranno a lasciarvi col culo attaccato alla sedia. E’ come andare per l’ennesima volta nella stessa discoteca della quale oramai rischiate di stancarvi, ma nella quale finite per divertirvi sempre.

Voto: 7/10

 

Alex Zanni

 

Tracklist:
1. Shake It On
2. Automaton
3.Cloud 9
4.Superfresh
5.Hot Property
6.Something About You
7.Summer Girl
8.Nights Out in the Jungle
9.Dr Buzz
10.We Can Do It
11.Vitamin
12.Carla
.
.
.
Share this...
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this pageEmail this to someone
©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

Related Posts

Privacy Policy