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La Luce sugli Oceani – di Derek Cianfrance (2016)

by • 15 marzo 2017 • ConcretaMovie, evidenza, newsComments (0)377

 

Affranto dagli orrori della Prima Guerra Mondiale, Tom Sherbourne, un ex soldato britannico in cerca di quiete, chiede di essere assegnato come guardiano del faro di Janus Rock. Poco prima di prendere posto a guardia del faro, incontra Isabel, una giovane donna che gli chiede di sposarla. Perdutamente innamorato di lei, decide di accettare e insieme si trasferiscono sull’isola. Stanno facendo di tutto per avere un figlio, ma i due aborti spontanei che hanno dovuto affrontare, rischiano di minare il loro rapporto. Almeno fino a quando una barca con a bordo una neonata e il cadavere di un uomo giunge sulle loro coste. Decisi ad allevare la neonata come se fosse loro, la loro vita riprende nella più totale serenità, finché non incontrano la vera madre della piccola, che ignara di tutto, da anni cerca la figlia senza darsi pace. (trailer)

Tratto dal romanzo omonimo di M. L. Steadman, Derek Cianfrance adatta per lo schermo una storia d’amore tra le più travagliate.

La Luce sugli Oceani, che trova ambientazione sulla sperduta Janus Rock in Australia, pone il pubblico nella stessa posizione del suo faro – spettatore freddo e impassibile al profondo dolore e alla solitudine dei suoi abitanti. Nonostante i personaggi interpretati da Micheal Fassbender, Alicia Vikander e Rachel Weisz (tra i principali) si trovino a dover affrontare una situazione puramente umana nel suo genere, come il dolore per la perdita di un figlio o un amore che sconfigga qualsiasi tipo di barriera morale o sociale – il film fallisce nel tentativo di creare un legame profondo con il suo pubblico. Difatti, l’atmosfera opprimente e carica di disperazione palpabile fin dai primi istanti, in aggiunta ad un dialogo spesso lento e mancante di significato istillano un senso di noia e di distacco.

Il regista di Blue Valentine ci propone un melodramma d’epoca ricco di tematiche importanti, dalla crisi di coppia, all’impossibilità di diventare madre, passando per le terribili conseguenze psicologiche dovute alla Grande Guerra. Purtroppo Cianfrance, questa volta, non centra il bersaglio e pretende troppo da un soggetto già abbastanza pesante di suo. L’estrema lentezza, la grande tristezza – che pervade tutto il film non solo nella trama ma anche nelle immagini, nei colori e nelle musiche – e la durata eccessiva, portano lo spettatore ad essere annoiato e insofferente già a metà film. Degna di nota la fotografia di Adam Arkapaw, che trasforma in momenti poetici tramonti, mareggiate e tempeste, che unite alle musiche suggestive di Alexandre Desplat sottolineano e rafforzano le emozioni che il regista vorrebbe suggerire. Anche ambientazione e costumi sono assolutamente perfetti, ricercati e adatti alla storia, ma non sono sufficienti a rendere il film bello e piacevole.

Dal punto di vista recitativo trionfa Rachel Weisz, con un’interpretazione toccante al punto giusto, mai sopra le righe, davvero convincente. La Vikander si riconferma ottima interprete, così come il misurato Michael Fassbender, ma nessuno dei due spicca.

In definitiva, abbiamo di fronte un buon film che a partire dal titolo e dal trailer risulta molto interessante, ma che purtroppo non riesce per niente a toccare e a far breccia nel cuore dello spettatore, nonostante le premesse. Visivamente ed esteticamente molto bello e affascinante, ma resta poco emotivamente. Peccato, un’occasione sprecata.

VOTO: 5,5/10

 

 

Daniele Bertani

 

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