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La Torre vince in casa della Bibbianese

by • 7 Novembre 2014 • TimeOutComments (0)1021

 

Campionato di Pallacanestro Maschile Promozione Girone B

Pol. Bibbianese – US Dil. La Torre 47-56

 

 

I tabellini

Bibbianese: Zaccaria 6, Salati 3, Reni 2 , Ghirardini 4,  Gala 5, Vignali 5, Francia 2, Bartoli 7, Camurri 3,  Farioli 10.All. Reverberi

La Torre: Galassi 5,  Panciroli 2, Mazzi, Vezzosi 17, Bochicchio 5, Pezzarossa 8, Nizzoli, Bertolini 14, Margaria 5. All. Spadacini

Parziali: 8-12 / 10-12 / 21-15 / 8-17

Arbitri: Ghillani e Neri

 

Pol. Bibbianese 2013-2014“Un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi ma tre indizi fanno una prova, mon ami!”. Così era solito dire Hercule Poirot, celeberrimo personaggio nato dalla penna e dal genio della famosa scrittrice Agatha Christie.

Scomodiamo il famoso investigatore belga per spiegare cosa (e come) è successo nella 5° giornata di andata del campionato di promozione fra la Bibbianese e La Torre, finita con il punteggio di 47-56 per i cittadini: 3 quarti con un la miseria di 9 punti di media segnati in una partita di basket sono infatti tre indizi lampanti che portano ad una ovvia e schiacciante prova cestistica. Per i Reverberi Guys ieri sera non c’era altro destino al di fuori della sconfitta.

Non si può dire che La Torre del grande dirigente Andrea Bagnacani parta in quinta ma basta poco per gli ospiti per comandare fin dalle prime batture: Pezzarossa nel primo quarto è il più in palla di tutti e segna i primi due, Vignali in penetrazione capitalizza un libero che sblocca i suoi ma è sempre il numero 11 ospite che segna a ripetizione nel primo parziale. Nonostante il contributo di Farioli e ancora Vignali i locali sono inermi offensivamente e  alla fine dei primi 10’, grazie  anche a Margaria, il tabellone dice 8-12.La TorreIl (brutto) copione per la Bibbianese non cambia purtroppo nel corso del secondo quarto: la sterilità in attacco rimane una costante, i tiri presi sono , spesso e volentieri, frutto di ansia e confusione piuttosto che degli schemi di gioco impartiti dal coach locale. D’altro canto la squadra di Spadaccini, che non fa nulla di trascendentale, è più viva e “pimpante”: Vezzosi  (MVP) sale in cattedra e ne realizza diversi in diversi modi. Reverberi le prova tutte per trovare una soluzione e ordina una zona 2-3 ma, come la potenza è nulla senza controllo, la fase difensiva efficace è poca cosa se non si segna: Camurri realizza ma è una fiamma isolata e il fuoco offensivo è ben lontano dall’ accedersi. Il coach bibbianese cerca anche di invertire la tendenza ruotando tutti i suoi effettivi ma se una mini reazione c’e’ (due liberi di Salati e uno di Ghiradini, intervallati da un canestro di Francia) la bomba a fil di sirena (di tabella!) di Bertolini manda tutti alla pausa lunga sul 18-24 esterno.

Reverberi tira le orecchie ai suoi nell’intervallo e la reazione dei locali, finalmente, non tarda ad arrivare: il terzo quarto  dice che Bibbiano contro La Torre (rimaneggiata per altro dall’importante assenza di Mazzi) può (e dovrebbe…) vincere. Zaccaria apre con una bomba, Farioli nel pitturato ne fa cinque quasi consecutivi e prima Reni (un po’ in ombra, come suoi compagni, il guerriero Bibbianese) e poi un solidissimo ed efficace Bartoli creano il primo (e unico ) vantaggio locale sul 34 a 30. Vezzosi però non ci stà e aiutato dal bravissimo Bertolini riporta sotto gli ospiti; Gala in un lampo ne realizza 5 (liberi e bomba) prima che un’altra conclusione dai 6,75 di Bertolini porta le squadre sul 39 pari all’ultimo mini intervallo.

Ma nell’ultimo parziale  ricala il buio realizzativo nel cielo della Bibbianese: l’attacco si inceppa di nuovo, Reverberi le ri-prova tutte per trovare la luce (difese utilizzate ed effettivi in campo) ma il risultato purtroppo cambia poco. Panciroli , Galassi , Vezzosi e Bochicchio portano La Torre a condurre (saldamente e definitivamente) di nuovo e le bombe, nel mezzo, di Ghirardini e Zaccaria non fanno altro che alimentare la speranza vana di una rimonta locale.

Per la Bibbianese la “prova” della sconfitta è inevitabile e forse Poirot questa volta aggiungerebbe anche… “meritata, mon ami, meritata”.

 

Fabio Francia

 

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