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e regole dell'attrazione

LE REGOLE DELL’ATTRAZIONE di Bret Easton Ellis

by • 15 Marzo 2018 • ConcretaBook, evidenza, newsComments (0)489

SCOPRIRE

“-Perché non ci provi con Micheal?

-Forse è omosessuale.

-Come lo sai?

-Ci sono andata a letto.”

 

A una festa l’occhio di Sean, studente del college di Camden, New England, è catturato dal viso di una ragazza che non è mai stata sua. Scopre il suo nome e s’immagina piani per raggiungerla, per portarla a letto. Ma per alimentare il desiderio, l’immaginazione e la riuscita del piano deve scoprire, attraverso quello che gli altri sanno di lei, chi è. E allora inizia il gioco dei ragazzi di Camden, la prima regola è scoprire dove sono gli altri giocatori nella scacchiera. Ogni incontro parte da una scintilla di interesse, da un’occhiata, un nome e s’imbeve di pensieri astratti e mosse e piani di azione per raggiungere la terra nuova, il nuovo mondo dell’altro. La prima regola del gioco guida la loro prima mossa: dai all’altro quello che vuole. Scopri quello che vuole. “Ci dev’essere qualcosa che vuoi da me”.

Scoprire cosa vuole l’altro è anche un modo per capire se stessi, cosa si è capaci di fare e dare, se si è sullo stesso piano, capaci di intrattenere un libero scambio. Scoprire se siamo uguali. E questo è uno dei motivi del gioco, del viaggio alla ricerca dell’altro.

 

AMARE

“…e se non bruceremo insieme, brucerò io sola”

Una ragazza imbuca lettere anonime nella cassetta di Sean. Paul vaga per la notte con Mitchell, Lauren si chiede dove sia Victor, se abbia tradito anche lui il giuramento di fedeltà, se la ricordi ancora. Nel loro delirio del Giovedì dei Morti di Sete, a un party o il giorno dopo nel letto di uno sconosciuto gli studenti di Camden cercano di conquistare l’amore dell’altro.

È difficile capire quando succeda. Se è mentre si tocca terra, prima dell’arrivo, quando tutto è ancora un miraggio o forse molto dopo, quasi nella noia dell’immobile, che la scintilla diventi fuoco e cominci a bruciare. Ma è altrettanto difficile che il fuoco rimanga, che non finisca abbandonato, a consumarsi sempre di più, questo tipo diverso di amore. Le regole dicono non fidarti del tempo, nel tempo l’amore brucia e ti consuma. L’amore dei ragazzi di Camden è una bomba che ci si passa tra le mani. Il gioco ti avverte, dice: non ti adagiare, scopri, conquista, ama e parti di nuovo. Non c’è terra promessa.  Ma cosa devi portarti dietro?

 

RICORDARE

“E mi ricorda molto Lauren. Lauren a pranzo. Lauren che non si toglie gli occhiali da sole”

I ricordi. Le regole sono molto chiare, l’unica cosa che puoi portarti dietro sono i ricordi, perché il ricordo è il dolore necessario per tenere in vita i fili che collegano i ragazzi di Camden, fili a volte a senso unico, fili che girano tutto attorno al Campus e fanno delle piroette immense per collegare due persone a pochi metri di distanza. E i giocatori sono appesi ai fili, aspettando che qualcosa succeda, che qualcuno li muova o che un’azione susciti l’effetto sperato, e non sono mai veramente in un posto, i giocatori, non sono in un momento preciso perché sono sospesi sulla terra a causa dei fili che li riportano indietro o li fanno sporgere in avanti. I ricordi sono il mondo parallelo in cui i giocatori si perdono senza trovarsi.

 

SCEGLIERE

“…dicendomi che potevo fargli quello che volevo. A lui non importava”

“A volte andiamo al cinema in città e non importa a nessuno”

“Non sono innamorata di lui. È troppo vago”

Ma il problema del mondo parallelo è che ti sottrae. È lì che sono, i giocatori, nel mondo dei ricordi, quando non stanno giocando. Questo è il trucco del gioco, le sue regole sono così stringenti, se accettate da tutti, che ti tolgono la scelta. Ed è proprio per questo motivo che non si può fare a meno di perdere, di allontanarsi, di ricordare, proprio perché fa parte del gioco: mettere in circolo l’amore, continuamente.

Come salvarsi dal dolore della perdita, dalla paura del nuovo viaggio? La regola fa leva sul buonsenso del rimanere a galla nel libero mercato di corpi e sentimenti di Camden: non affidarti all’altro, non sceglierlo. Rimanere vaghi, indifferenti, rende l’allontanamento sopportabile e apre a un nuovo gioco, a una nuova conquista.

 

IL GIOCO DELL’ATTRAZIONE

Le storie dei ragazzi di questo libro sono strane. Mancano di un tentativo compiuto di creare un mondo a sé, girano a vuoto senza uno slancio appassionato. Mancano di contatto tra di loro. Di dialogo. Nessuno si conosce perché nessuno è interessato a farlo per una paura incontrollata dell’andare oltre lo strato permesso dalla comunità, lo strato del menefreghismo, in cui tutti sono intercambiabili,  in cui possiamo sempre trovare un surrogato dell’altro. In questo consiste il gioco delle attrazioni.

Ma forse una trama, un percorso c’è. Forse sono le regole dell’attrazione che scompigliano i loro sentimenti, li portano in letti di sconosciuti e si prendono gioco della vita. Forse stanno creando un amore diverso, un amore improvviso, nascosto, tentato in qualche parola e seguito da vuoti, pause. È mai davvero finita?

E una di queste regole, la più chiara, è: può darti la salvezza solo chi te la nega. I ragazzi di Camden devono andare a cercare l’amore più vero tra le braccia di chi non può darglielo. Il gioco delle loro relazione diventa imprevedibile, proprio perché è una strada a senso unico, come la narrazione, monologhi intrecciati che si scontrano, si sfiorano o si tagliano, ma che dopo quel breve contatto divergono.

Anche in questo breve incontro i ragazzi, però, creano nel gioco uno spazio per un loro tipo di amore, un amore che si esaurisce in fretta, un amore che si fa fatica a fissare con le parole, ma un’emozione comunque vera. Questo è già il principio della tragedia del gioco, se qualcuno decide di lasciarsi andare, di abbandonarsi al sogno di un amore diverso da quello che permettono le regole, perché sotto il gioco delle attrazioni, quel telone invitante che dice buttati, non ti farai male, nell’abisso dell’amore non c’è niente, non c’è nessuno che ci salvi. Chi si butta troppo carico di speranze e da troppo in alto, il telone di protezione del gioco non può sostenerlo. È perduto.

Certo questi problemi sono stupidi, sono falsi problemi, ma il dolore che creano, ci dice Ellis, è vero. E fa male. E ce lo si porta lontano, fino alla morte, con cui i ragazzi flirtano continuamente e in cui finiscono o fanno finire. È una tragica leggerezza che manca di direzione, di qualcuno che sappia guidare questo sbandare, di qualcosa che possa spezzare il vecchio gioco e crearne uno nuovo, con meno indifferenza, meno tragedia, meno rassegnazione.

Questo libro non è una risposta, ma è un tentativo di far capire a tutti, ai bacchettoni e ai giocatori, a chi guarda da fuori e a chi c’è dentro, cosa c’è dietro alle dinamiche dell’amore tra i ragazzi, alle loro scelte che non sono guidate dal caso.

I ragazzi di Camden giocano un gioco molto raffinato; per capirli davvero bisogna entrare nelle loro vite e scoprire quali sono le regole dell’attrazione.

 

Federico Mattioli

 

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