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L’estate scorsa – Paolo Cattaneo (Canicola)

by • 7 dicembre 2015 • ConcretaBookComments (1)787

l'estate scorsa 1Ho completato la lettura de L’estate scorsa ormai qualche tempo fa ma, per quanto da subito mi fosse chiaro il valore del fumetto che avevo per le mani, ho comunque aspettato un po’ prima di riorganizzare i pensieri e scrivere questo commento. Perché è un fumetto talmente straordinario che non volevo, preso dalla fretta, trattarlo con eccessiva leggerezza: l’opera di Paolo Cattaneo è così incisiva, suscita delle emozioni così sottili, che è necessario parlarne con una certa attenzione. Farò del mio meglio, sperando di non tradire il proposito di evitare l’eccessiva leggerezza. Quindi ripartiamo.

L’estate scorsa è la prima graphic novel di Paolo Cattaneo, pubblicata nel 2015 da Canicola. Siamo nel 1997, il cielo è solcato dal passaggio della cometa di Hale-Bopp, e in questo scenario temporalmente ben delineato ci vengono mostrate istantanee più o meno brevi della vita di un gruppo di giovani che stanno attraversando quell’età in cui la pre-adolescenza si trasforma in adolescenza vera e propria. E così sullo sfondo del lento cambiamento del cosmo si avvicendano piccoli gesti ed emozioni fugaci.

l'estate scorsa 5Sono le piccole cose, dai primi impacciati amori alle escursioni avventurose nei boschi, a fare di noi quello che saremo da lì in avanti: il mistero di un camion mezzo distrutto e di un cane rabbioso o il tedio di una gita dopo il pranzo di Pasqua diventano punti cardine di una vicenda che non c’è, che non è la grande avventura o il tormentato percorso interiore. Che potrebbe essere stata la vita di ognuno di noi.

Paolo Cattaneo si dimostra infallibile nel riuscire a cogliere l’importanza di quei momenti, di alcuni dettagli e, soprattutto, della straordinaria quotidianità di un’adolescenza rappresentata con perizia e senza filtri che ne smorzino i (naturali) eccessi. Non c’è né la volontà di sorvolare sulle immancabili schifettudini (passatemi il neologismo) che puntellano le giornate di ogni quindicenne, né di calcare la mano sull’immancabile tema “i giovani di una volta” (che poi i giovani sono sempre gli stessi, cambiano solo i tempi), né di enfatizzare chissà quale importantissimo valore o sentimento. Il risultato è un’opera schietta, potentissima, dalla cui onestà non ci si può nascondere. Troppo spesso quando si parla d’adolescenza si finisce per raccontare una storia che, per quanto bella, rimane distaccata dalla realtà idealizzando un periodo della vita d’ognuno ben lontano dall’essere ideale. Non è questo il caso.

l'estate scorsa 2Dopo un incipit un po’ ostico (che però assume tutt’altro peso ad una seconda lettura) l’autore trasporta il lettore in quegli anni ’90 fatti di cellulari con l’antenna che non prendono mai e in quell’età fatta di brufoli, peli sulle gambe e primi incerti amori compulsivi. Ma anche in quell’età genuina e di cambiamento, nella quale si comincia a capire la propria identità e a fare i conti con la propria infanzia, magari senza accorgersene. Il tutto verso un finale durissimo e bellissimo che non può che lasciare senza fiato.

Nelle 208 tavole a matita che compongono l’opera, Paolo Cattaneo dà prova, oltre che di una consapevolezza narrativa eccezionale, di una perizia grafica davvero notevole. Le tavole sono ricolme di dettagli, dai fondali ai volti dei protagonisti, nessuno importante e al contempo ognuno fondamentale per definire esattamente quel preciso istante, quel preciso gesto, quella precisa sensazione. Character design ed espressività, ma anche una certa attenzione a minuti particolari  spiacevoli come sudore e brufoli, tradiscono una sensibilità estetica tipica del fumetto undeground (inevitabile, per dirne uno, pensare a Robert Crumb osservando i volti di Paolo Cattaneo) qui tuttavia opportunamente rimodulata per narrare una storia delicata e leggera più che grezza e aggressiva.

l'estate scorsa 3Forse il lettore di fumetti alle prime armi potrebbe rimanere frastornato dalla schiettezza della narrazione e dalla sapiente minuzia tecnica con cui è rappresentata. Tuttavia non posso che incitare chi è già più avvezzo alla narrazione per immagini a tuffarsi in quest’avventura densissima nella forma e piena e reale nei contenuti, perché l’unione di queste due cose ne fa un’opera indimenticabile.

Nel suo blog (http://paoloimmaginario.blogspot.it/), poco prima dell’uscita del libro, Paolo Cattaneo scriveva: “È un bel fumetto, ve lo giuro che è bellissimo secondo me. 208 pagine tutte fatte con la matitina a scatto. È stato un viaggio lunghissimo e bellissimo e in salita di brutto e con delle palle di spine infuocate velocissime da schivare e piogge di serpenti velenosi, ma bello bello bello.” E non ha mentito: è davvero bellissimo. Una di quelle letture che non idealizzano nulla, non nascondono niente e, alla fine, parlano un po’ di ognuno di noi senza lasciare, in alcun caso, indifferenti.

Matteo Gaspari

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