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Molinella-Baiocchi, finisce una lunga (e incredibile) storia d’amore

by • 4 Giugno 2019 • Serie C Gold, Serie C Silver, TimeOutComments (0)41

Molinella e Baiocchi si separano dopo 7 lunghi anni.

Riportiamo il comunicato della società bolognese, pubblicato stamane su www.molinellapallacanestro.it:

 

“Provate a pensare a quante cose sono cambiate in questi ultimi anni, pensate a dove eravate, cosa facevate, a come passavate i vostri weekend.

Il lento e inesorabile trascorrere del tempo metteva in fila le stagioni, più o meno tutte uguali, con le stesse difficoltà di sempre, le preoccupazioni, i timori, le aspettative.

Ora tornate a 7 anni fa, al 2012, alla rinascita di una società che cercava – con fatica e coraggio – di ripartire per dare un futuro al basket rossoblù, in difficoltà e alle prese con grandi e sostanziali cambiamenti.

 

Pensate alle facce e alle persone, che cambiano, vengono e ripartono in una girandola infernale: pensateci a quelle facce, e chiedetevi se ricordate quella di Matteo Baiocchi,

allenatore alla prima esperienza, con il cuore fasciato dal rossoblù sin da quando in campo ci correva lui.

L’inizio di un amore, di un orgoglio condiviso, di una fiducia reciproca nel tempo in cui le bandiere non durano, svolazzano, senza mai sedimentarsi nel cuore di chi le vede passare davanti a sè come lancette impazzite di un tempo ormai incontrollabile.

Baio no: ha creduto in noi, in sè stesso, e tutti coloro che hanno lavorato con lui sono stati trasformati dal suo modo di vedere le cose, di vedere la vita.

E se non i risultati, quasi subito sono arrivati i segnali di una capacità innata di capire la pallacanestro, sostanzialmente da autodidatta, senza esperienze in campionati giovanili, tanto meno senior – se non da giocatore.

Da leader e uomo che accetta le sfide, Matteo si è rimboccato le maniche, e con l’aiuto di una società di dimensioni piccole-medie (ma dalla grande tradizione) ha trovato l’ambiente ideale, senza pressioni e pretese, in cui poter lavorare e concedersi 24 ore al giorno per crescere giovani (giocatori e allenatori), attirare l’interesse di senior per un ultimo giro di giostra, collaborare insieme alla realtà cittadina che più di chiunque altro lo ha riconosciuto come comandante da seguire, fra le tempeste fino agli orizzonti di vittoria.

Sempre con i piedi per terra, perchè lui, il suo staff e le sue squadre hanno sempre viaggiato sui binari del pragmatismo, del fare esperienza, delle idee unite al talento, della difesa arcigna unite alla capacità di interpretare il match e le stagione.

Piccoli obiettivi, mai passi più lunghi della gamba, con l’ambizione di migliorarsi partita dopo partita, stagione dopo stagione.

Capace di comunicare dentro e fuori dal campo, di interpretare gli umori e le necessità dei suoi ragazzi (come piace chiamare a lui i propri giocatori), Baio ha condiviso tutto sè stesso con una marea di persone, lasciando a tutti qualcosa di sè, ma anche privandosi di granitiche certezze pur di continuare a maturare come allenatore, come uomo.

E’ complicato, ma è così: i risultati ottenuti sono stati conseguenza di lavoro, passione, struttura e ambiente, non tanto una causa – si sa che vincere aiuta a vincere, ma vincere e costruire allo stesso tempo è tutt’altro che semplice.

Mentalità, orgoglio e appartenenza: tre delle tante cose che stanno fuori dalle statistiche e dai palmares, ma che costituiscono le fondamenta di un pensiero elaborato, sempre sostenuto dalle azioni.

Tanta pratica, tantissimo impegno, tantissima pianificazione e lungimiranza: Baio ha creato un modo di lavorare unico, efficace ed efficiente, lasciando liberi i propri giocatori di esprimersi secondo caratteristiche personali e del match: una difficile tensione emotiva, mantenuta tramite il confronto in parallelo alla capacità di decidere, di prendersi responsabilità.

Un rapporto intenso con la pallacanestro, una dedizione unica, infinita e spasmodica: questo è il modo in cui Baio è diventato quello che è.

Il rispetto, l’etica del lavoro, l’attenzione ai dettagli, la generosità: sono queste le basi su cui il coach di Idice, classe 1978, si è mosso in tutti questi anni, dalla Promozione alla C Gold.

Sì, perchè non servirebbe ribadirlo oltre, ma è doveroso un esercizio di memoria: 7 anni, più di 200 partite da allenatore, 3 promozioni (Serie D, C Silver e C Gold), numeri che proiettano Baio di diritto nella storia di questa piccola cittadina di provincia.

Piccola sulla carta, grande nei cuori di chi ne ha portato addosso i colori.

Dopo 7 anni, dopo più di 200 partite, dopo 3 promozioni sul campo, finisce l’avventura di coach Baiocchi a Molinella; una scelta professionale, di vita, di futuro, nonostante la conferma e la volontà di continuare in C Gold ricevuta dalla Pallacanestro Molinella.

Baio allenerà in una delle migliori società del territorio, con prospettive di crescita ma soprattutto di conciliazione fra basket, lavoro e famiglia.

Per la Pallacanestro Molinella, oltre a rimanere un simbolo di passione e professionalità, Baio rimarrà un amico sincero, una persona forte e caratteriale, nonchè il nostro allenatore.

Speriamo possa essere per lui un passo avanti nella sua vita, con la speranza di rivederci (perchè no) di nuovo in maglia Molinella.

Potremmo stare giorni ad elencare risultati, classifiche e innovazioni portate da coach Baio, ma sappiamo che lui non lo vorrebbe.

Raccontare un allenatore che in 7 anni ha contribuito a fare la storia di questa società non è facile a parole: se lo avete vissuto, se lo state vivendo, ma soprattutto se lo vivrete, avrete l’occasione di conoscere un uomo che ha il mulino tatuato sul petto, nonostante le strade oggi si dividano.

E sicuramente imparerete qualcosa, sarete scossi, entusiasti o in estremo disaccordo: di sicuro non rimarrete indifferenti.

Con Baio no, non è possibile restarlo.

 

In bocca al lupo, coach.”

 

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