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Morte di Galeazzo Ciano photo Teatro Due Parma

MORTE DI GALEAZZO CIANO AL TEATRO DUE DI PARMA

by • 12 Aprile 2018 • evidenza, QuartaPareteComments (0)514

Cella numero 27, nel Carcere degli Scalzi di Verona: qui c’è un celebre prigioniero, condannato dallo stesso Mussolini e sorvegliato perennemente dai nazisti.

Galeazzo Ciano, genero del Duce ed ex Ministro degli Esteri durante il regime fascista.

Il testo del drammaturgo e scrittore Enzo Siciliano qui incontra la regia documentaristica di Gianfranco Pannone, che unisce dramma scenico e storici inserti audiovisivi.

In una scena organizzata su più piani, possiamo seguire, in un flusso temporale non sempre continuo (ma assolutamente comprensibile, grazie alle indicazioni della nostra guida narrativa interna, il carceriere Mario Pellegrinotti, interpretato da Nicola Nicchi) le vicende della caduta politica e della condanna a morte di Ciano.

Il dramma qui presentato non si limita, tuttavia, a una cronaca di eventi, bensì ha il suo più genuino focus in una riflessione sul compromesso, sui rapporti fra intimo e pubblico, sull’eterogeneo modo di affrontare l’ineluttabile.

Non solo Ciano, dunque, ma soprattutto chi con Ciano (Francesco Siciliano) ha un passato o un futuro, che sarà negato dai diktat tedeschi: l’amico fraterno Zenone Benini (Emanuele Vezzoli), la moglie Edda (Paola De Crescenzo), l’amante e spia nazista Felicitas Beetz (Alice Giroldini).

E, poi, in primo piano e attraverso epifanie quasi fuori dal tempo, il grande “regista” politico: Benito Mussolini (Roberto Abbati), risoluto nel volere vedere la rovina del proprio genero traditore. Un desiderio di vendetta assoluto, alimentato a partire dai fatti del 25 luglio 1943, quando Ciano stesso votò per la deposizione del Duce.

A poco servono le preghiere di Edda, le richieste che mirano al prevalere di un bene famigliare sulla questione politica: “Mussolini non può non volere ciò che Hitler vuole”.

Il testo di Enzo Siciliano parla, dunque, di lacerazioni.

La lacerazione di Edda, fra il padre amato (a cui chiede “un atto politico”) e il marito che non vuole abbandonare.

La lacerazione di Frau Beetz, fra istituzione e cuore; la donna che sa “rimettere una decisione alla parte peggiore di sé”.

La lacerazione dello stesso Pellegrinotti, fra adesione fascista per necessità e ruolo del carceriere dei suoi ex padroni.

Il fascismo non più come argomento storico scolastico, ma come frutto di relazioni umane, di contesti interni da sviscerare: Ciano è, in fondo, un uomo davanti alla morte.

Un condannato che sa salutare chi lascia, che vuole scegliere come andarsene per sempre.

Lacerazioni e ferite nostre, di un’Italia apparentemente così remota, pragmaticamente (e tragicamente) così contemporanea.

Lacerazioni fuori dal tempo, ma con unico, universale messaggio: “la pietà è difficile”.

 

Clizia Riva

 

MORTE DI GALEAZZO CIANO

di Enzo Siciliano

con

Francesco Siciliano Galeazzo Ciano
Emanuele Vezzoli Zenone Benini
Nicola Nicchi Mario Pellegrinotti 
Paola De Crescenzo Edda Ciano
Alice Giroldini Felicitas Beetz
Roberto Abbati Benito Mussolini
e con la voce registrata di
Massimiliano Sbarsi voce del Generale Karl Wolff

luci Luca Bronzo

musiche Goffredo Petrassi 

consulenza musicale Gabriele Bonomo

regia Gianfranco Pannone

produzione Fondazione Teatro Due
un ringraziamento speciale per la collaborazione a Fondazione Campus Internazionale di Musica

Foto Fondazione Teatro Due

 

 

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