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NBA: che abbia inizio il 2016!

by • 4 Gennaio 2016 • TimeOut NbaComments (0)863

 

 

 

Buon anno a tutti dalla redazione di TimeOut NBA! Iniziamo al meglio questo 2016 andando a vedere cosa hanno combinato le squadre questa settimana.
E’ necessario un piccolo preambolo per spiegare le escluse dalla Top&Flop. Ben tre squadre hanno una striscia positiva consistente questa settimana, ma il calendario le ha aiutate. Cleveland è in testa alla Eastern con 3W affrontando Phoenix, Denver e Orlando. San Antonio segue Golden State ad Ovest e ha guadagnato tre vittorie in settimana contro Timberwolves, Suns e Rockets (curiosità: Tim Duncan ha chiuso a 0 punti per la prima volta in carriera dopo 1360 partite). OKC è terza ad Ovest e in settimana ha vinto contro Bucks, Suns e Hornets.

 

TOP

Chicago Bulls
Sicuramente la squadra più in forma della Lega questa settimana. Non ce n’è per nessuno, specialmente per i Raptors che vengono sconfitti due volte. Le altre vittime sono state Pacers e Knicks. La prima contro i Raptors è stata portata a casa grazie ai 22 punti di Gasol e Snell dalla panchina. Da lì in poi è Butler show. Contro i Pacers è top scorer con 28 punti, compreso l’alley-oop ricevuto da Gasol per il vantaggio a 1 secondo dalla fine (per non parlare dell’intercetto da cornerback NFL sul contrattacco di Paul George), contro i Knicks sono 23 in una partita dominata e vinta quasi di 30. Il meglio arriva però nella seconda sfida contro i Raptors, dove segna solo 2 punti nel primo tempo e si riscatta nel secondo mettendone 40. Curiosità: il record di franchigia di punti nel secondo tempo era di 39 e apparteneva a MJ (se avete bisogno di cercare su Google per decifrare le iniziali potete chiudere l’articolo e tornare a guardare il curling).

Los Angeles Clippers
Anche i Clippers non hanno un calendario difficilissimo, ma comunque vincono 4 partite in settimana portando a 6 la striscia, tutto questo senza Griffin. Senza l’ala grande titolare, il backcourt si carica di punti. Contro Washington 23 di Paul e 21 di Crawford, contro Charlotte 26 di Redick e 22 di Rivers, contro New Orleans ancora 26 di Redick, contro Phila non c’è bisogno di commentare. Chris Paul aveva affermato qualche settimana fa che i Clippers non erano ancora una squadra da temere, visti i risultati contro le grandi. Ora, questa settimana di grandissimi avversari non ce ne sono stati, ma la solidità mostrata nel vincere queste partite senza la loro arma più temibile e cambiando sistema di gioco ne fa sicuramente una squadra da temere. Certo, ad Ovest sono un po’ tutti da temere e c’è sempre Golden State, ma a Los Angeles stanno lavorando bene (da questa sponda).

Golden State Warriors
Come non annoverarli fra i Top? Per la prima volta i ragazzi della Baia si trovano a giocare senza Curry e perdono la seconda partita della stagione, contro Dallas. E’ una notizia? Sì, ed è anche una notizia che i ragazzi di cui copra siano capaci di vincere senza Curry. Non avevamo dubbi che fossero capaci di farlo, dato che non stiamo parlando dei Sixers del 2000 senza Iverson, ma Curry è talmente fuori dagli schemi che anche la predizione più banale diventa difficile. Contro Houston Klay Thompson si fa carico della squadra con 38 punti e 6-11 da tre, mentre Draymond Green mette a segno una tripla doppia da 10 punti, 16 assist e 11 rimbalzi. Non finisce qui per Green, che esplode la partita dopo contro Denver, segnando un’altra tripla doppia da 29 punti, 14 assist e 17 rimbalzi (finite di stropicciarvi gli occhi). Questa tripla doppia è la numero 6 in stagione per l’ala da Michigan St., pareggiato il record di Garnett e Barkley giocando la metà delle loro partite. Tutto questo per dire: grazie Curry di esistere, ma hai una discreta squadretta alle spalle. Questi Warriors non la smetteranno mai di stupirci.

FLOP

Houston Rockets
Iniziano male l’anno, con una striscia di quattro sconfitte consecutive, tre delle quali in settimana. Contro gli Hawks la difesa è inesistente da entrambi i lati, Howard segna 30 punti e 16 rimbalzi, Horford e Bazemore la portano a casa con 30 e 26 rispettivamente. Perdono contro i Warriors nella sopracitata partita della sesta tripla doppia di Draymond Green, e perdono il derby contro gli Spurs, merito di Alridge da 24+9 che limita Howard e soprattutto 6-8 da tre di Danny Green. Credo che i demeriti dei Rockets siano da ricercarsi in difesa, hanno infatti sempre concesso più di 110 punti agli avversari in settimana. Harden non è famoso per essere un buon difensore, Howard dipende molto dalla serata. L’unico di ruolo è Ariza, ma da solo ovviamente non può bastare. La tendenza delle squadre NBA è di aumentare la difesa mano a mano che ci si avvicina ai playoff, mi aspetto quindi un’inversione di tendenza (nei limiti delle loro capacità) da qui ad un mesetto.

Denver Nuggets
I Nuggets sono una squadra triste quest’anno, se poi manca anche Gallinari apriti cielo. Le Pepite giocano le prime due partite settimanali (Cleveland e Portland) senza la loro superstar, il risultato è scontato, due sconfitte. Quando poi il Gallo torna, la sorte vuole che sia contro Golden State. Terza sconfitta. Per chiudere in bellezza un altro scontro con Portland sancisce la quarta L settimanale, portando a 6 la striscia. Nell’ultima partita Gallinari segna 29 punti ma le percentuali al tiro dei suoi sono bruttine (34-80) e CJ McCollum guida i suoi alla vittoria con 25 punti e 7 assist. Considerando che la situazione in bassa classifica ad Ovest non è dura come l’anno scorso, questi Nuggets potrebbero anche riprendersi, se si svegliano subito. Attualmente sono 12esimi a 4 partite dall’ottava posizione.

Phoenix Suns
Erano già stati inseriti fra i Flop della settimana scorsa, con la loro striscia aperta di sconfitte che attualmente hanno portato a 9. La loro settimana non è stata nè facile nè corta, con tre avversari del calibro di Cleveland, San Antonio e OKC. Per finire in bruttezza sono arrivate due sconfitte imbarazzanti. La prima è contro i Kings ed è imbarazzante perchè hanno concesso 142 punti a Cousins e compagnia. La seconda è imbarazzante perchè è contro i Lakers ed è finita 77-97. D’accordo che manca Bledsoe, ma proprio non ci siamo.

Nicolò Bonettini

Credits immagini:
ESPN, NBA, Yahoo

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