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NBA Christmas amaro per i Cavs, festeggiano Washington e l’immenso Nowitzki

by • 28 Dicembre 2015 • TimeOut NbaComments (0)886

 

Si sa che agli americani piace molto associare lo sport alle festività o a particolari momenti dell’anno: il Ringraziamento con il football, settembre con il baseball, a marzo la madness del college basket ed ovviamente il Natale con la NBA. Anche quest’anno la tradizione è stata confermata, dopo un raro giorno senza partite la Vigilia, il 25 dicembre è stata la festa del basket con eventi, maglie speciali e l’attesissima rivincita delle Finals 2015 tra Cavs e Warriors (un tantino deludente, non verrà ricordata tra le partite natalizie più spettacolari di sempre ecco…). Ma basta dilungarci come ai pranzi con i parenti ed andiamo ad analizzare i migliori ed i peggiori di questa settimana festiva.

TOP

ATLANTA HAWKS

Evidentemente il clima di festa fa bene agli Hawks, che si ritrovano ad occupare la seconda piazza ad Est dopo una striscia attualmente aperta di 6 vittorie consecutive. Ad onor del vero il calendario ha decisamente aiutato la squadra di Atlanta che ha così vinto facilmente contro 76ers, Celtics, Blazers, Pistons e Knicks con l’unica eccezione della trasferta in Florida a casa dei Magic dove la squadra della Georgia ha faticato non poco nel 103–100 finale. Questa serie di risultati positivi ha riportato la truppa di Coach Budenholzer indietro ai fasti della scorsa regular season, quando il sistema mutuato da quello degli Spurs seminava il panico in tutta la Eastern Conference. Attualmente infatti l’attacco degli Hawks è il secondo della NBA in termini di assist distribuiti (dietro soltanto ai soliti Warriors e davanti proprio alla squadra di Popovich) ed anche la difesa ha ritrovato le antiche certezze piazzandosi seconda nella classifica delle palle rubate. Tutto ciò come sempre senza individualità che spiccano particolarmente tra le superstar NBA ma grazie alla guida del solito trio TeagueMillsapHorford e al sempre meno sorprendente contributo in termini di punti da parte di Kent Bazemore.

WASHINGTON WIZARDS

C’è luce in fondo al tunnel per i Wizards? A giudicare dai risultati di questa settimana sembrerebbe proprio di si, visto che in 7 giorni sono arrivate 4 vittorie molto nette e con gli avversari tenuti sempre sotto i 100 punti (tranne che contro gli Hornets 109-101). Da segnalare soprattutto la partita nel Boxing Day a Brooklyn, non tanto per  la vittoria 111-96 contro dei modesti Nets o i 25 punti di un ritrovato Gortat, ma perché il successo è arrivatoin concomitanza con quelli dei Redskins in NFL e i Capitols in NHL: era dal 17 Dicembre 1983 che le 3 squadre professionistiche della capitale non vincevano nello stesso giorno. Tuttavia è presto per lasciarsi andare a facili entusiasmi, visto che nonostante i quasi 10 asssist a partita di John Wall i Wizards sono il quart’ultimo attacco della lega in termini di punti segnati, la peggior squadra a rimbalzo e anche nelle stoppate occupano l’ultima piazza. In vista soprattutto della prossima free agency e del sogno di portare a casa Kevin Durant, i tifosi di Washington sperano che questo sia l’inizio della risalita dopo il precipitare di inizio stagione per i Wizards.

DALLAS MAVERICKS

Chiudiamo la sezione Top con la franchigia texana, ma non tanto per i pur buoni risultati ottenuti in settimana (Vittorie contro i Nets in overtime e i Bulls 118-111, sconfitta a Toronto 103-99). La principale motivazione per cui è necessario menzionare i Mavericks è l’ennesimo traguardo raggiunto dal loro giocatore più forte e rappresentativo: parliamo ovviamente di Dirk Nowitzki, che mercoledì nella partita contro i Nets ha superato Shaq al sesto posto tra i migliori marcatori nella storia NBA. Una pietra miliare incredibile, raggiunta con uno dei suoi mitici jumpshot dalla media che l’hanno reso immarcabile per 18 stagioni. All’inizio della sua carriera, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quel biondo ragazzone tedesco sarebbe diventato il lungo tiratore più puro ed ineffabile del miglior campionato di basket mondiale. Fa veramente impressione leggere in fila i nomi del club del quale è entrato a fare parte: Kareem, Malone, Bryant, Jordan, Chamberlain e adesso Wunder Dirk.

 

FLOP

PHOENIX SUNS

Come già accaduto per i Lakers, non si può non mettere tra le squadre più deludenti della settimana chi si macchia del crimine di perdere contro i 76ers. Un 111-104 che lascia molto poco spazio alle recriminazioni, considerando anche l’assenza di Okafor per Philadelphia e il fatto che giocatori come Caanan, Stauskas ed il rientrante Ish Smith abbiano fatto quello che volevano con la difesa dei Suns. Dulcis in fundo il miglior giocatore di Phoenix, Eric Bledsoe, ha subito una distorsione al ginocchio che lo terrà fuori dai giochi fino probabilmente alla pausa per l’All-Star Game. Oltre a tutto questo il posto tra i Flop sarebbe comunque stato garantito dalle 3 sconfitte consecutive precedenti, contro non propriamente delle corazzate come i Bucks 101-95, i Jazz 110-89 e i Nuggets 104-96. Purtroppo per i suoi tanti tifosi anche in Italia, c’è ben poco materiale per essere ottimisti ultimamente in Arizona.

CLEVELAND CAVALIERS

Settimana non esaltante anche per la migliore squadra della Eastern Conference, nonostante siamo ben lontani da situazioni drammatiche o problemi insormontabili. La presenza in questa sezione è giustificata dal fatto che in una conference molto equilibrata e fatta di alti e bassi come quella orientale, due sconfitte consecutive di James e compagni fanno molto rumore. In particolare quella di Natale nel rematch delle scorse Finals contro i Golden State Warriors aveva gli occhi del mondo addosso ed ha messo a nudo tutte le piccole imperfezioni che coach Blatt dovrà sistemare se vorrà che i Cavs possano davvero sperare di competere contro Curry e soci (non brillantissimi neanche loro ad onor del vero nel match natalizio) o le altre potenze dell’Ovest in un’eventuale Finale NBA. Per quel che riguarda le altre partite, le vittorie contro 76ers e Knicks non sono particolarmente significative a differenza della pesantissima sconfitta contro una Portland priva di Damian Lillard: 105-76, 29 punti di distacco tra cui 26 concessi ad Allen Crabbe (non esattamente un fenomeno…) non dovrebbe essere possibile per una contendente al titolo che ha anche recuperato Kyrie Irving oltre a Love e ovviamente King James.

Alessandro Sciaboni

Crediti Immagini: Facebook

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