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NBA Finals: Durant è implacabile. 3-0 Warriors.

by • 7 Giugno 2018 • TimeOut NbaComments (0)366

Golden State Warriors – Cleveland Cavaliers 110-102 (2-0)

Gara 3, come la prima di queste NBA Finals, è già negli annali: i Cavs giocano un’ottima partita corale ma devono ancora una volta soccombere ai canestri devastanti di un KD in versione assassino.

L’inizio è tutto a favore dei padroni di casa: in una Quicken Loans Arena più che mai on fire, Cleveland si porta quasi subito sulla doppia cifra di vantaggio. Love e Smith segnano con continuità gli ottimi tiri che l’attacco dei Cavs produce con fluidità, grazie in particolare a agli assist di LeBron James (già 5 nei primi 12 minuti): il Re si occupa perlopiù di innescare i compagni, ma si toglie la soddisfazione di eseguire una remix devastante nel momento in cui si trova in accoppiamento contro Javale McGee, di nuovo in quintetto e autore di un’ottima partita (10 punti in 14 minuti di utilizzo). I Warriors sembrano tremendamente in apnea, e l’unico che li tiene a galla è Kevin Durant: il numero 35 dei Warriors infatti paga ancora una volta la cauzione per tutti con una precisione chirurgica dal campo (13 punti senza errori nella prima frazione), evitando che i suoi escano dalla partita nonostante le serate al tiro disastrose di Klay Thompson e Steph Curry (3/15 il combinato da oltre l’arco degli Splash Brothersche soffrono tremendamente la difesa fisica e a volte un po’ oltre il limite dei Cavs).

 

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Nel secondo quarto, di nuovo, Cleveland allunga fino al massimo vantaggio di +13. Sono ancora LeBron e Love a tenere alto il ritmo per i Cavs, mentre KD dall’altra parte è costretto agli straordinari. Tyronn Lue, a sopresa, decide di giocarsi la carta Rodney Hood, nei minuti che sarebbero del disastroso Jordan Clarkson: contrariamente alle aspettative, l’ex Jazz gioca un’ottima partita offensiva (15 punti con 7/11 al tiro, con canestri anche importanti in momenti in cui l’attacco dei suoi batteva in testa). Non è tutto oro quel che luccica, però, perchè Hood è l’ennesimo giocatore dei Cavs che dà un contributo in attacco ma toglie ancora di più in difesa e il plus/minus di -15 a fine gara rispecchierà bene questa sua condizione. I Cavs comunque arrivano alla pausa lunga sul punteggio di 58-52, che visti i 7 punti totali di Thompson e Curry, sono un ottimo affare per Steve Kerr.

Il terzo quarto, come se non l’avessimo già visto, è territorio dei Golden State Warriors. La pausa lunga fa raffreddare le mani dei Cleveland Cavs, che non sembrano più così infallibili dall’arco, e Golden State è attentissima nel controllare i tabelloni, non concedendo rimbalzi offensivi nel terzo quarto (anche qui ottimo l’impatto di McGee). Per la prima volta nella gara i Warriors si prendono quindi la testa della gara e non si guarderanno più indietro. Draymond Green è fenomenale nel leggere quello che gli concede la difesa di Cleveland, e nei possessi non gestiti da KD serve ben 4 assist, 3 dei quali sono alley oop per Javalone. Aggiungete le disattenzioni della difesa di Cleveland, e LeBron in calo atletico dopo la distorsione alla caviglia rimediata sul finale del secondo quarto, e la rimonta è servita.

Nell’ultima frazione LeBron getta il cuore oltre l’ostacolo ancora una volta, e tiene i suoi attaccati alla gara. Quando mancano 3 minuti alla fine della gara, Kevin Love segna 2 tiri liberi per il +1 Cavs. I 180 secondi rimanenti sono fantascienza. Prima Curry infila un layup e una tripla (prima e unica della sua gara), entrambi su assist di Draymond Green, James risponde con un altro canestro pazzesco da 3 punti, con la partita in bilico Kevin Durant decide di mettere la parola fine alla questione. Prima serve l’assist a Iguodala che va per la schiacciata, e poi segna uno dei canestri più belli dell’anno per ferire gravemente la bestia dei Cavs, che verrà definitivamente messa al tappeto dalla schiacciata di Green sulla quale pesa come un macigno la disattenzione difensiva di JR Smith (ancora una volta, non l’unica nella partita).

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Career high nei PO per Durant, che segna 43 punti con 15/23 dal campo (6/9 dall’arco), 13 rimbalzi, 7 assist, e il sangue freddo di un serial killer. Grande partita del solito Iguodala, rientrato nonostante il grosso problema al ginocchio e bravissimo a giocare nelle pieghe della partita in difesa e in cabina di regia. Cleveland “spreca” una tripla doppia del Re (33, 10, 11), e una grande partita offensiva di Love (20 con 6/13 e 13 rimbalzi), e paga certamente il calo del secondo tempo (17% da tre contro il 42 abbondante del primo tempo, 10 e poi solo 5 i rimbalzi offensivi catturati, 9 e poi ben 18 gli assist concessi all’attacco dei GSW).  Per i Cavs, questa appare come la seconda occasione sprecata. Se in Gara 1 era stato aver buttato via un possesso decisivo, qui Cleveland, ancora una volta, deve fare i conti con una difesa davvero ballerina, anche e soprattutto nei momenti decisivi della gara. Il numero di canestri concessi su disattenzioni gravi è inammissibile a questo livello, e i Warriors sono stati bravissimi a sfruttarli. La serie ora è quindi sul 3-0, il chè di fatto la rende ormai quasi del tutto chiusa. Per noi che guardiamo è un peccato, perchè Cleveland in gara 1 e 3 ha dato decisamente tanto filo da torcere ai campioni in carica e con qualche disattenzione in meno avrebbe regalato a noi appassionati una serie certamente più lunga.

 

Niccolò Battolla

Crediti immagini: Facebook, pagine ufficiali delle Squadre

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