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NBA Finals: Warriors con il colpo del KO sui Cavs. Durant è l’MVP delle Finali 2018

by • 9 giugno 2018 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)265

Golden State Warriors – Cleveland Cavaliers 108-85 (4-0)

I Golden State Warriors questa volta non hanno alzato le mani dal volante. Dopo aver ferito a morte i Cleveland Cavaliers in Gara 3, gli uomini di Kerr hanno sentito l’odore del sangue e chiuso la pratica in fretta. Il titolo NBA 2018 è già loro, dopo appena 4 partite.

Curry e compagni hanno approcciato la gara da veri killer, iniziando subito a macinare canestri: pronti, via, e dopo nemmeno 4 minuti di gioco il vantaggio era già di 10 lunghezze (13-3) grazie a 3 triple del baby-faced assassin in maglia numero 30. La difesa di Cleveland, ancora più che nelle altre gare, ha tentato di raddoppiare Steph e Durant letteralmente in ogni posizione del campo, ma sono spesso sembrati tentativi indotti dalla disperazione più che dal piano partita, e l’attacco degli avversari ne ha sempre approfittato: nel solo primo quarto, infatti, ben 4 triple a bersaglio per il supporting cast, ovvero Iguodala, Green e Young, che hanno punito queste situazioni estreme della difesa avversaria. Dall’altra parte ottimo inizio di Love (9 punti), che ancora una volta però si spegnerà con l’avanzare della gara, e inizio “lento” di LeBron che comunque mette a referto 8 punti e 3 assist.

La gara prosegue nel secondo quarto con la risposta di Cleveland: il livello fisico della difesa gold wine sale di colpi, e i Cavs riescono a spingere l’acceleratore in contropiede, sicuramente il loro territorio preferito. LeBron e compagni mettono quindi la testa avanti per un paio di possessi, ma non dura molto: il rientro in campo dell’insospettabile Javale McGee (secondo miglior plus/minus della gara con +21, dietro al +30 di KD) ferma ancora una volta l’emorragia sotto alle plance e consente ai Warriors di schierare un rim protector in più oltre a Green e Durant. Il risultato: le penetrazioni di Cleveland si perdono nella foresta di braccia lunghissime che gli ospiti mettono in campo, e Golden State ricomincia a correre. Steph Curry fa il resto, e con altre 2 triple risistema il punteggio mandando i suoi alla pausa lunga sul 61-52.

nba finalsIl terzo quarto comincia ancora con l’assolo di Golden State, e nel timeout che ne scaturisce, LeBron alza la voce con i compagni, ripreso dalla telecamere. Al rientro in campo, questo sembra dare una scossa alla sua squadra, ma è un effetto che non durerà più di qualche possesso, e al quale Klay Thompson risponde con 10 folgoranti punti (gli unici della sua partita, peraltro), dopo un primo tempo nel quale era stato quasi invisibile. È il colpo di grazia definitivo alla partita, e alla serie. Cleveland non ha la forza di reagire, evidentemente demotivata dal trovarsi sotto 3-0 nonostante l’essersi giocata alla grandissima 2 gare su 3, contro ogni pronostico, e Golden State infierisce sul cadavere: il ritmo si alza, la palla sembra pesare la metà quando è nelle mani dei Warriors, che segnano da ogni punto del campo. Il quarto quarto è quasi completamente garbage time: Lue prova a rimettere dentro LeBron quando mancano 9 minuti. Il Prescelto ne giocherà altri 5, e poi abbandonerà il campo, prendendosi forse l’ultimo applauso dalla Quicken Loans Arena, mentre Golden State allungherà fino a sigillare la partita sul +23 finale. Game, set and match. Steph chiude guidando i suoi con 37 punti e 7 triple, KD mette a referto una tripla doppia in pantofole (20, 12 rimbalzi, 10 assist), Iguodala aggiunge 11 punti, e tutti giocatori scesi in campo vanno a segno con almeno un canestro. Dall’altra parte 23 punti, 7 rimbalzi e 8 assist e 6 palle perse per un James decisamente ma comprensibilmente sotto al par, 13 per Love, e 10 per JR Smith, tutti nel primo tempo. Ancora una volta, tanta fatica per George Hill (1/7 dal campo) e Kyle Korver (0/6).

Si tratta del terzo titolo in quattro anni di quella che ormai non può che essere considerata una grande dinastia all’interno della National Basketball Association, e Kevin Durant è per la seconda volta consecutiva vincitore del premio di MVP delle Finali (sulle 4 partite Curry avrebbe forse meritato di più, ma la prestazione trascendentale di Gara 3 ha fatto certamente la differenza). Non si vedeva uno sweep nelle finali da quando i Cavs lo subirono dai San Antonio Spurs nel 2007, ma forse è un risultato bugiardo: l’overtime di Gara 1, e quello che si è dovuto inventare KD in gara 3 dimostrano che i Cavs possono comunque uscire a testa alta, avendo fatto forse anche più di quello che era stato pronosticato all’inizio di questi playoff. Ora che la stagione è finita, aspettiamo la sera del Draft, prevista per la notte tra il 21 e il 22 Giugno, e poi prepariamoci: sarà un estate di free agency caldissima, che ruoterà principalmente attorno alla prossima destinazione di LeBron James. Alcuni possibili scenari, tra i quali Phila e Houston, sembrano essere già essere usciti allo scoperto, ma non mancheranno colpi di scena. Quel che è certo, è che il Re ha ancora tanto da dare a questa Lega e vorrà ritrovarsi ai blocchi di partenza con una squadra in grado di dare battaglia a questi Warriors che, come ormai appare chiaro, saranno ancora una volta la bestia da sconfiggere per riconquistare l’anello.

 

Niccolò Battolla

Crediti immagini: Facebook, pagine ufficiali delle Squadre

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