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NBA Playoffs: stravincono Cleveland e Golden State in gara 3

by • 21 Maggio 2018 • TimeOut NbaComments (0)474

Eastern Conference

Boston Celtics – Cleveland Cavaliers  86-116 (2-1)

Vittoria in scioltezza dei Cleveland Cavaliers, che nella prima gara casalinga della serie hanno fatto benissimo l’unica cosa che potrebbe aiutarli a ribaltare lo svantaggio nella serie: giocare una grande prestazione corale. È chiaro infatti che se gli uomini di coach Lue vogliono avanzare alla quarta NBA Finals consecutiva, non possono più affidarsi solamente alle sapienti mani di LeBron James.

La cronaca della gara è presto fatta: i Cavs hanno messo la testa avanti sin da subito, e a metà del primo quarto hanno piazzato un parziale di 11-0 firmato LeBron James e JR Smith (che ha finalmente finito di litigare col ferro segnando 3 triple su 4 tentativi),spezzando così l’animo dei Boston Celtics, apparsi ancora una volta un po’ intimoriti nelle partite di post-season in trasferta. I padroni di casa sono davvero entrati in campo con un’altra faccia rispetto alle prime due gare: la difesa non ha mai concesso canestri facili, e il livello di intensità (primo tra tutti quello di LeBron, più che mai attivo nella metà campo difensiva), anche sul +30, non è mai calato.

Alcuni aggiustamenti comunque hanno contribuito a fare la differenza: Cleveland è stata brava a limitare Al Horford sui P&R, a costo di concedere qualche penetrazione in più agli esterni. Togliere dal gioco il vero playmaker dei Celtics ha pagato e l’attacco di Boston si è inceppato più del solito. Inoltre Larry Nance in attacco è stato sfruttato moltissimo come bloccante sui pick&roll col numero 23, e la sua attività ha contribuito a mettere in difficoltà i rimbalzisti di Boston (45-34 il computo delle due squadre alla voce statistica). L’aria di casa ha dato una grande mano ai tiratori di Cleveland (17 triple a bersaglio con il 50%), e il risultato sono stati soltanto 12 tiri tentati da King James, di gran lunga il dato minore di questi suoi playoff. Se le prestazioni del supporting cast rimangono queste (14 punti per George Hill, 10 per Tristan Thompson, 11 per JR Smith, 13 a testa per Korver e Love), allora la serie è ancora apertissima.

Si leccano le ferite i Celtics: l’unico a salvarsi è Jayson Tatum, autore di 18 punti, mentre hanno faticato due giocatori che fin qui erano stati importantissimi: Morris, e Horford (rispettivamente 9 e 7 punti e un combinato di 4/12 dal campo). Vediamo quali contromosse preparerà Brad Stevens per una gara 4 che potrebbe rivelarsi chiave nella serie.

Western Conference

Houston Rockets – Golden State Warriors  85-126 (1-2)

La serie si sposta sulla Baia, con i padroni di casa che hanno strappato il fattore campo e non vogliono di certo farselo scappare alla prima occasione, tuttavia è Houston a partire meglio: Golden State appare distratta in difesa e vede i fantasmi di gara 2, con gli ospiti che si portano in vantaggio e coach Kerr è costretto a chiamare il timeout.Una mossa che fa bene agli Warriors, i quali si riprendono e vanno avanti, pur con Harden che mantiene i suoi a contatto. L’unico che sembra ancora in difficoltà è Steph Curry, il quale parte con un poco esaltante 1 su 6 da 3 punti, confermando inizialmente il momento di scarsa precisione al tiro (spoiler: avrà modo di riprendersi). Sul finire del quarto si mette in proprio Kevin Durant, la difesa degli Warriors sale nettamente di intensità ed una tripla di Nick Young chiude la prima frazione sul 31-22. Il secondo quarto mette in luce la serata estremamente negativa di Eric Gordon, il quale tra palle perse e triple stoppate è deleterio per i suoi, mentre PJ Tucker (ormai una sentenza dall’angolo) prova a tenere Houston a contatto nonostante i padroni di casa vadano stabilmente in doppia cifra di vantaggio.

La terza frazione, come spesso accade quando ci sono di mezzo gli Warriors, è quella che spacca la partita definitivamente e questa non farà eccezione. Houston continua a perdere troppi palloni senza bilanciarli con la consueta precisione al tiro da 3, ma soprattutto Curry si iscrive definitivamente alla partita e alla serie: 18 punti in un quarto con 7 su 7 dal campo e una tripla irreale sparata in faccia a James Harden, senza che gli errori del primo tempo ne abbiano minimamente intaccato la fiducia. Se a questo aggiungiamo che Draymond Green è impressionante per come difende su chiunque e domina a rimbalzo (ne prenderà 17 alla fine), il 14-0 di parziale inflitto ai texani tramortisce definitivamente le loro speranze.

L’ultima frazione continua ad essere uno show gialloblu, con i soliti Green e Curry (che chiuderà a quota 35 punti) a dominare ed un vantaggio che arriva attorno ai 30 punti prima che gli allenatori decidano di svuotare le proprie panchine per circa metà quarto di garbage time, nel quale Quinn Cook e Javale McGee la fanno da padroni e portano lo scarto finale a +41: miglior vittoria di sempre ai playoff per Golden State, peggiore sconfitta per Houston. Detto che la Oracle Arena è praticamente inespugnabile (nuovo record di 16 vittorie casalinghe consecutive ai playoff, spodestando i Bulls di Jordan), i Rockets dovranno necessariamente presentarsi in gara 4 ritrovando la fiducia nel proprio attacco e soprattutto l’organizzazione difensiva che così bene avevano funzionato sia durante la regular season che in gara 2, altrimenti avere la meglio di questi Warriors adesso che anche Curry è definitivamente tornato se stesso sarà quasi impossibile.

 

Redazione TimeOut NBA
Immagini: Facebook, pagine ufficiali

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