Privacy Policy

NBA Playoffs: débâcle di Cleveland. Esordio da superstar per Harden, Davis e George

by • 16 aprile 2018 • TimeOut NbaComments (0)136

Le due notti appena trascorse ci hanno già regalato grandi emozioni in questo inizio di NBA Playoffs: una prestazione esaltante di Victor Oladipo e dei suoi Pacers getta non poche ombre su una Cleveland che quest’anno dovrà faticare parecchio per arrivare in fondo. Nella Conference opposta, invece, le serie si rivelano forse più combattute di quel che pensavamo. Niente è mai scontato nei playoff: continuate a seguirci per avere notizie di tutte le partite giocate!

Eastern Conference

Toronto-Washington 114 – 106 (1-0) 

Gara convincente di Toronto, che manda un messaggio forte e chiaro a tutti quelli che aspettavano conferme sulla tenuta della squadra nei playoff. I Raptors vincono la loro prima Gara 1 degli ultimi 17 anni grazie ad una grande prova di squadra, con ben 6 giocatori in doppia cifra: miglior realizzatore Serge Ibaka con 23 punti e 12 rimbalzi. Eroe inaspettato della gara un Delon Wright da 18 punti in uscita della panchina: ed è proprio la panchina a risultare decisiva per i canadesi (9 giocatori sopra ai 15 minuti, mentre i Wizards danno minuti significativi a soli 7 uomini). Il match è equilibrato e divertente nei primi 3 quarti, con le squadre che si alternano alla guida della gara. Da un lato John Wall (23 punti e 15 assist) lotta fino alla fine, ma negli ultimi minuti la freschezza dei padroni di casa incide sul risultato e Toronto, grazie a un secondo tempo col 58% dal campo, porta a casa Gara 1.

Boston-Milwaukee: 113-107 (1-0)

I Celtics conquistano gara-1 al termine di una vera e propria battaglia. Il match inaugurale della serie regala subito i fuochi d’artificio e c’è bisogno di un overtime per permettere a Boston di mettere in cascina il primo punto. Dopo 48 minuti equilibrati e sempre costellati da distanze minime, lo step back di Rozier con tripla a 0.5 secondi dalla sirena sembra aver condannato i Bucks. Però mentre Bledsoe rimuginava sulla propria pessima ripresa, la preghiera di Middleton trova il fondo della retina e porta tutti al prolungamento. Qui però la maggiore esperienza dei ragazzi di Brad Stevens guidati da Horford (24 punti e 12 rimbalzi) e Morris (21 punti e 7 rimbalzi) fa la differenza, con Milwaukee che può recriminare sulle scelte affrettate nell’ultimo minuto. Per i padroni di casa, oltre ai già citati capipopolo, da segnalare le prove delle giovani stelle Tatum (19p + 10r) e Brown (20p + 4a). Dall’altra parte della barricata invece, i Bucks trovano ottime risposte dalla verticalità di Henson sotto canestro, ma il peso dell’attacco grava sulle spalle del nuovo dynamic duo Middleton-Antetokounmpo: il primo oltre alla tripla sulla sirena mette a segno 31 punti, mentre il secondo ne aggiunge 35 con 13 rimbalzi. Prossimo appuntamento nella notte tra martedì e mercoledì, dove entrambe le squadre dovranno salire di un ulteriore gradino nella prestazione se vogliono portare a casa la vittoria.

Phladelphia 76ers – Miami Heat130-103 (1-0)

Tutto fin troppo semplice all’esordio per i nuovi Sixers ai playoff. Miami resta in partita fino all’intervallo, prima di subire la furia dei padroni di casa. Sotto una pioggia di triple (18 su 28 alla fine) Philly prende il largo con un 74-43 nei due quarti conclusivi. Il momento di rottura è segnato dal 56-63 del 25’, dopo il quale i ragazzi di Brett Brown si scatenano e si portano sul 79-66. Da lì in avanti Miami non avrà più la forza di reagire e i 76ers possono segnare la vittoria. Sugli scudi il nostro Marco Belinelli, a segno con 25 punti, secondo solo a J.J. Redick che raggiunge quota 28. Ottime prova anche per Simmons, che con 17 punti, 9 rimbalzi e 14 assist ha fatto segnare la seconda prestazione all-time per assistenze di un giocatore al debutto nella post-season (dietro solo a Magic Johnson che nel 1980 ne fece 16). Per Miami non è sufficiente un Kelly Olynik in grande spolvero (26 punti) seguito a ruota da Goran Dragic (15p): per impensierire Philadelphia servirà ben altro già a partire da gara-2.

Cleveland Cavaliers – Indiana Pacers 80-98 (0-1)

I Pacers dominano senza mezzi termini nella gara di apertura alla Quicken Loans Arena: grazie ai 32 punti di Oladipo e ai 16 punti di un ottimo Miles Turner, Indiana porta a casa una vittoria che getta tanti dubbi su questi Cleveland Cavaliers. La gara è a senso unico fin da subito, e il primo quarto gli ospiti spengono subito la luce, segnando ben 33 punti. Nel secondo quarto LeBron suona la carica e prova a riportare i suoi in partita, ma predica nel deserto: Kevin Love è tremendamente spaesato (3 / 8 al tiro alla fine, anche se catturerà 17 rimbalzi: un buon tabellino per un onesto mestierante, ma non di certo per il secondo violino di una squadra che punta al titolo), JR litiga col ferro, e l’unico che risponde presente sembra essere Larry Nance JR, che ormai ha preso definitivamente il posto che negli ultimi anni era di Tristan Thompson.
Nella ripresa i ritmi si abbassano, Indiana spreca tante occasioni di portarsi addirittura sul +30, e i Cavs ne approfittano, ma non sono mai davvero in grado di impensierire gli avversari, e la partita si spegne così nel quarto periodo senza particolari sorprese. Grande merito di Indiana, che con un’intensità pazzesca ha forzato tante palle perse e sfruttato le pessime transizioni difensive di Cleveland, che sembra sempre meno squadra.

Western Conference

Houston Rockets – Minnesota Timberwolves 104-101 (1-0)

Un mostruoso James Harden da 44 punti 8 assist e 4 rimbalzi aiuta i suoi Houston Rockets ad uscire vincitori dalla prima partita di una serie che, viste le premesse, sarà sicuramente divertente e non scontata come ci si sarebbe potuti attendere a fine regular season.
Minnesota infatti oppone una grande resistenza vendendo carissima la pelle e lottando su ogni pallone: Wiggins guida con 18 punti dei T-wolves in grado di portare ben 5 giocatori in doppia cifra.
A far veramente la differenza in questa singola parità è stato (oltre l’apporto di Harden) il dominio sotto i tabelloni di Capela che con 24 punti e 12 rimbalzi ha nettamente oscurato un Karl Anthony Towns da soli 8 punti e 12 rimbalzi in 40 minuti di utilizzo.
I Rockets restano favoriti per la serie ma Minnesota ha dato idea di essere una squadra compatta (cosa non affatto scontata se guardiamo alla loro regular season) e, se Butler e Towns riusciranno a giocare al massimo in questo serie, nulla sarà poi così scontato.

Golden State Warriors – San Antonio Spurs 113-92 (1-0)

Partita senza storia all’Oracle Arena di Oakland. Steve Kerr fa partire Andrè Iguodala come point guard e Javale Mcgee (15 punti) prende il posto di Zaza Pachulia. Come al solito l’head coach fa una scelta azzeccata perché le lunghe braccia del centro mettono in grande difficoltà Lamarcus Aldridge, che chiude con solo 14 punti. I Warriors dilagano già nel primo quarto chiudendo la prima parte di gioco con un vantaggio di 11 punti. L’unico che cerca di tenere in piedi la squadra è il 40enne Manu Ginobili che prima ottiene un fallo per sfondamento e poi dopo aver rubato la palla segna la tripla sullo scadere. Nel secondo quarto arriva una timida reazione Spurs che riduce il distacco a soli 6 punti. Ma è una Golden State diversa da quelle delle ultime giornate di regular season. La squadra campione in carica ritrova solidità difensiva e la spietatezza offensiva che le ha caratterizzate negli ultimi anni e San Antonio non ha più modo di sbagliare perché i Warriors non perdonano niente. Nel secondo tempo la storia non cambia con Golden State che continua a dominare in entrambi lati del campo. Thompson chiude la serata con 27 punti a referto e Durant ne segna 24. Ottima prova di Draymond Green che va vicino alla tripla doppia (12+8+11). Dopo la partita Gregg Popovich si è reso protagonista di uno dei suoi siparietti in cui risponde ai giornalisti a monosillabi, ma ha usato le parole perfette per descrivere la serata della sua squadra: “Sembravano dei cerbiatti impauriti dai fari di un auto”. Affermazione che dovrà portare ad una reazione degli Spurs sennò assisteremo ad una serie davvero corta.

 

Portland Trail Blazers – New Orleans Pelicans  95-97 (0-1)

Dopo una sola partita New Orleans ribalta il fattore campo. Il protagonista è sempre Anthony Davis che chiude la quinta partita consecutiva di playoff sopra i 25 punti. Il monociglio di New Orleans mette a referto 35 punti, 14 rimbalzi e 4 stoppate e ottiene così la prima vittoria nella postseason. Bisogna sottolineare il grande lavoro della difesa dei Pelicans che ha limitato il duo McCollum-Lillard. Nel primo tempo le due guardie di Portland hanno chiuso con un pessimo 1/15 dal campo. New Orleans sfrutta questi numeri per dilagare nei primi tre quarto di gioco, ma nell’ultimo parziale viene fuori l’orgoglio di una città come Portland che si porta addirittura sul -1 grazie alla tripla di McCollum (19 punti). Lillard (18+7+7) ha la possibilità di portare i suoi avanti nel punteggio, ma sbaglia e Portland concede due liberi a Davis che con grande freddezza mette a segno e si porta sul +3. C’è ancora speranza per i Blazers, ma una grandissima giocata di Jrue Holiday che stoppa Connaughton nei secondi finali chiude definitivamente la partita. Si proprio Holiday si è reso protagonista di una grande prestazione da 21 punti, ma sono state le giocate difensive su Lillard e McCollum che hanno fatto la differenza. Anche Rajon Rondo e Nikola Mirotirc hanno fatto vedere di che pasta sono fatti: il primo ha distribuito ben 17 assist, mentre il secondo ha messo a referto 16 punti e 11 rimbalzi. New Orleans vince così sul campo avversario e, come da pronostico, rendono il confronto con Portland uno dei più interessanti da seguire.

Oklahoma City Thunder – Utah Jazz 116-108 (1-0)

Alla prima partita dei playoff 2018 per Russell Westbrook e i suoi Oklahoma City Thunder si intravedono già quelle che sono le vere possibilità della squadra di coach Billy Donovan.
Un Paul George in serata di grazia e il solito Westbrook trascinano Oklahoma ad una vittoria senza troppe sofferenze.
36 punti e 8 rimbalzi in 38 minuti per George, 29 punti 13 rimbalzi 8 assist per il numero 0, vero leader tecnico e carismatico della squadra, che si è dimostrato già pronto alla prima partita di questi suoi playoff.
Lo scarso apporto di Carmelo Anthony (15 punti 7 rimbalzi con percentuali tutt’altro che idilliache) non è stato sfruttato a dovere dai Jazz che, Mitchell a parte (27 punti alla sua prima gara di playoff in carriera) hanno opposto scarsa resistenza.
Questo inizio di serie unito alle percentuali di Utah non possono che far presagire una serie tutta sbilanciata verso Oklahoma City che, vincendo in maniera solida, si confermerebbe vera e propria outsider per il titolo nonchè squadra da evitare per la sua pericolosità.

 

Redazione TimeOut NBA
Immagini: Facebook, pagine ufficiali delle squadre

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

Related Posts

Privacy Policy