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NBA Playoffs: bene Golden State, Isaiah Thomas ne segna 53 e guida la rimonta di Boston

by • 3 Maggio 2017 • TimeOut NbaComments (0)637

Un’altra impresa eroica per il piccolo grande Isaiah Thomas: nonostante il lungo intervento per risistemare la mandibola e il dente perso in Gara 1, il folletto verde ne segna 53 (29 tra quarto quarto e overtime), guidando la rimonta dei suoi Celtics sui Washington Wizards. Tutto semplice invece per Golden State, che nonostante la serata storta al tiro da fuori (24% da tre), controllano la partita e si portano sull’1-0.

Eastern Conference

 

Boston Celtics – Washington Wizards 129 – 119 OT (2-0)

Boston impara dai propri errori e non si scompone più dei suoi tipici inizi ad handicap, ribaltando Washington in overtime per 119-129. Proprio come contro Chicago le prime due gare sono complicate e i primi quarti sono una mattanza ospite. Stanotte i Wizards addirittura segnano 42 punti nei primi 12 minuti, guidati da un John Wall scatenato (19 nel periodo col 70% dal campo). Nel giorno in cui sua sorella avrebbe dovuto compiere 23 anni, Isaiah Thomas non demorde e decide di dedicarle vittoria e career-high. Dopo aver risposto a Wall con 15 punti nella frazione iniziale, guida la rimonta dei biancoverdi e chiude a quota 53, di cui 9 nell’overtime. Il tutto dopo aver passato 11 ore complessive sotto i ferri del dentista per il ri-posizionamento del dente perso in gara 1, più assestamento della mandibola, scendendo in campo con una protezione speciale che gli impediva quasi completamente di parlare. Ma Thomas è stato più forte di tutto ciò e non si è fermato davanti a nulla per continuare la sua missione: dedicare il titolo a Chyna. E questa notte ha avuto tutto il supporto possibile dai suoi compagni, con un’ottima prova corale e altri 4 giocatori in doppia cifra, a partire da Al Horford (15p e 12r) e Bradley (14) fino a Crowder (14p) e Rozier (12). Anche per Washington la prestazione complessiva è stata eccellente, con ben 7 giocatori in doppia cifra guidati da un magistrale John Wall (40p e 13a). È stata una sfida tra due pistoleri che ha visto il folletto di Boston prevalere e consegnare il 2-0 nella serie, con tanto rammarico per la doppia occasione sprecata dai Wizards. Oltre all’iniziale primo quarto già citato, gli ospiti hanno avuto per ben due volte la palla della vittoria nei regolamentari, fallendo il jumper dalla media sia con Wall che con Beal. Poi nel supplementare hanno condotto nuovamente, prima del blackout con quel 7-0 subito nell’ultimo minuto che li ha condannati.

Ora la contesa si sposta nella capitale e per Scott Brooks servirà recuperare Beal dopo la prima “stecca” di questi playoff (14punti ma con 1/9 da 3 e tanti errori) anche se il rientro mentale di Gortat (14p e 10r) e fisico di Morris (16p e 6r) lasciano ben sperare e soprattutto hanno mostrato che la differenza è veramente minima fra le due squadre. Già domani sarà il campo a parlare, e per Washington il tempo degli errori è finito.

 

Western Conference

 

Golden State Warriors – Utah Jazz 106 – 94 (1-0)

Come da pronostico Gara 1 se la aggiudicano gli Warriors che, dopo lo sweep rifilato ai Blazers, hanno avuto modo di riposare e sfruttano le fatiche dei Jazz, impegnati fino a gara 7 contro i Clippers. Il primo match, in virtù del miglior record, si disputa nella baia.

Golden State non lascia scampo ai Jazz e parte subito forte con un parziale di 9-0, un vantaggio che verrà mantenuto fino alla fine della partita. Utah è evidentemente stanca per le fatiche della serie precedente e non entra mai in mai partita. Ottima prestazione di squadra per i Warriors che non si fanno influenzare dall’assenza del proprio allenatore. Infatti, ricordiamo che Steve Kerr è fuori per i continui problemi alla schiena che lo affliggono. Al suo posto c’è Mike Brown. La grande prestazione di squadra lo si vede dalla statistiche con Golden State che distribuisce ben 32 assist, e con tutto il quintetto iniziale che va in doppia cifra. Il top scorer di serata è Steph Curry con 22 punti a cui aggiunge 7 rimbalzi e 5 assist. Seguono Kevin Durant e Draymond Green con 17 punti a testa e l’ala grande/centro registra anche 8 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate e 2 stoppate. Infine si aggiungono Klay Thompson con 15 punti e Zaza Pachulia 10. C’è un dato che deve davvero preoccupare molto le altre squadre: i Warriors hanno segnato solo 7 triple su 29, ma nonostante questo hanno dominato la partita dall’inizio alla fine.

Serata da dimenticare invece per Utah. Gli uomini di coach Snyder segnano il primo canestro solo dopo 4 minuti e subiscono un parziale di 9-0 che di fatto chiude la partita, perché i Jazz non riusciranno mai ad impensierire i propri avversari. La squadra di Salt Lake City ha in Rudy Gobert il top scorer con 13 rimbalzi. Il grande assente è Gordon Hayward che è limitato a soli 12 punti (26,7% dal campo). Con questi numeri è davvero difficile poter impensierire la squadra più forte della lega.

I Warriors hanno avuta solo una preoccupazione quando Steph Curry si è seduto in panchina per un problema alla caviglia. Sono bastati solo alcuni accertamenti e dopo pochi minuti il numero 30 era già in campo. Per gara 2 si rimane nella baia con i Jazz che hanno bisogno di fare un reset totale per poter spaventare questi Warriors.

 

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