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NBA Playoffs: Cavs e Warriors chiudono la serie. Boston, Atlanta e Utah pareggiano i conti. Vittoria importante per i Rockets.

by • 25 Aprile 2017 • TimeOut NbaComments (0)774

Continuano senza sosta le partite dei NBA Playoffs. Golden State e Cleveland chiudono le rispettive serie contro Portland e Indiana con uno sweep. Grande vittoria dei Rockets che espugnano l’arena dei Thunder portandosi in vantaggio sul 3-1 e avendo la possibilità di giocarsi il primo match point in casa propria. Vincono anche Boston, Atlanta e Utah che riescono a pareggiare le proprie serie.

Eastern Conference

 

Boston Celtics – Chicago Bulls 104 – 95 (2-2)

Quarta partita della serie e per la quarta volta salta il fatto campo. Boston infatti impatta la contesa sul 2-2 grazie alla W ottenuta allo United Center per 104-95 e ribalta totalmente l’inerzia della serie.

L’infortunio di Rondo ha tolto circolazione e certezze tra le fila di Hoiberg, così i Celtics dominano senza repliche il match rimanendo avanti per tutto il tempo sospinti dall’impatto iniziale letale. Il primo quarto infatti si chiude con il +12 ospite sul 30-18, e il margine rassicurante verrà gestito da Thomas e soci. Oltre alla solita prova decisiva del play col numero 4 sulla schiena, 33 punti e 7 assist anche se col neo di un 1/9 da 3, è fondamentale l’apporto di Horford (15p e 12r) e di Green (18p e 7r), mentre continuano le difficoltà di Bradley (appena 8 punti).

Ai Bulls non basta il tentativo di trascinare la squadra sulle proprie spalle di Butler (33p e 9a, anche se da dietro l’arco rimane il tabù 0/3) coadiuvato da Mirotic (13p e 7r) e un redivivo Canaan dalla panchina (13p). Da Wade e Lopez i tori invece si aspettano di più, per poter completare il loro tentativo di upset. Ora rimane una mini-serie da 3 partite, in cui sarà vietato sbagliare per entrambe perché ogni passo falso verrà pagato a caro prezzo.

Cleveland Cavaliers – Indiana Pacers 106-102 (4-0)

Cleveland chiude la serie con l’ennessimo sweep di Lebron James (33 punti, 10 rimbalzi e 4 assist e 4 recuperi), segnando il record di lega con 10 serie senza aver mai perso una partita. Insieme al suo compagno Kyrie Irving (28 punti) il re combina 61 punti e manda a casa i Pacers, che sono costretti  a concludere la stagione.

Grande intensità sin dall’inizio della partita con Indiana che vuole dare ai suoi tifosi la gioia di una vittoria. Ma dall’altra parte c’è Lebron James che riesce a penetrare abbastanza facilmente grazie al suo fisico. Il primo parziale si conclude con Indiana avanti di due. Nel secondo la panchina di Cleveland fa la voce grossa con Lebron che guida il tanto amato quintetto piccolo. Grazie all’apporto di Deron Williams (14 punti, 12 nel primo tempo) e Channing Frye (7 punti) costruisce un vantaggio di 6 punti. Indiana resiste e ci pensa Lance Stephenson (22 punti) a segnare, sfruttando la libertà che gli viene concessa dagli uomini di Cleveland.

Avanti di 6, Cleveland allunga ulteriormente nel secondo tempo grazie alle sue due stelle. Irving e James guidano i propri compagni fino al +13 ad inizio dell’ultimo quarto. Indiana non si arrende e Cleveland non amministra. I Pacers tornano avanti a 1:30 dalla fine grazie al loro parziale di 19-4. Ma quando conta Lebron entra in scena e segna l’unica tripla della propria serata riportando Cleveland avanti. Indiana ha la palla del pareggio ma spreca ben due volte (dopo un recupero Jr Smith perde ingenuamente palla), e l’ultima tripla di Paul George (15 punti, 7 rimbalzi e 6 assist) non va segno.

Cleveland vince 4 a 0 la serie, ma, a parte la grande rimonta in gara 3, non con poche difficoltà. Sono arrivate spesso rimonte ed errori difensivi che altre squadre non lasceranno sicuramente passare. Nonostante ciò, Cleveland ha dimostrato che ad Est è lei la potenza da battere perché quando c’è bisogno del talento i giocatori rispondono presente. Ora la città dell’Ohio può concedersi qualche giorno di riposo in attesa di sapere la prossima avversaria, che sarà Toronto o Milwaukee.

Toronto Raptors – Milwaukee Bucks 118-93 (3-2)

Nei playoff NBA accade spesso l’impensabile, e l’eroe di gara 5 per Toronto è proprio l’uomo che non ti aspetti: Norman Powell, che già nella partita precedente era stato promosso in quintetto da coach Casey, chiude la partita come top scorer dei suoi, con 25 punti e 4/4 da tre.

Partita che già dai primi minuti prende una direzione ben precisa, con tutti i Raptors pericolosi in attacco (chiuderanno con il 58% dal campo), e Ibaka che suona la carica per i suoi nel primo quarto. Nella seconda frazione la musica non cambia: per gli ospiti ci prova Monroe a dare una scossa con un buon impatto in attacco; anche Antetokounmpo è autore di una buona prova (30 punti con 12/19 dal campo) ma continua a faticare dalla lunetta (6/9 nella notte, ma supera appena il 50% nella serie), mentre l’attacco dei Bucks è insolitamente caotico (già 9 perse nei primi 20 minuti). Al contrario i Raptors sono in una serata di grazia, in particolare dall’arco (45% da tre), dominato la sfida a rimbalzo (40-23) e sembra che il canestro attiri il pallone come il miele le api. I Raptors volano oltre il +21 già nel secondo quarto e per i Bucks è notte fonda.

Nella terza frazione Milwaukee ci prova, e si riavvicina, ma è un break momentaneo: un contro parziale dei padroni di casa ripristina il vantaggio e negli ultimi 15 minuti la sensazione è quella che i Bucks non abbiano le forze per impensierire questi Raptors.

Grande prova dei canadesi che riescono a vincere due partite in fila e spingono Milwaukee sull’orlo del baratro. Coach Kidd dovrà tirare fuori il classico coniglio dal cilindro per fermare l’entusiasmo degli avversari e sovvertire l’esito di questa serie.

Washington Wizards- Atlanta Hawks 101-111 (2-2)

Montagne russe nella sfida tra Hawks e Wizards, che vede prevalere Atlanta 111-101 e riportare la serie in parità.

La partita è un continuo sali scendi di emozioni e cambia di padrone senza soste, e serve la fiammata di Schroeder per indirizzare la W verso i ragazzi di coach Budenholzer. Il tedesco chiude con 18 punti, di cui 10 negli ultimi 4 minuti, utili a spezzare l’equilibrio che fin li aveva regnato sovrano. Segnali di vita anche da Dwight Howard (16p e 15r) e Kent Bazemore (16p e 7a), mentre Millsap si conferma in crescita (19p, 9r e 7a).

Tutto da rifare quindi per Washington, che dopo il dominio casalingo si è inceppata in trasferta. Questa notte non è bastato il dynamic duo formato da Beal (32p) e Wall (22), perché Gortat si ferma a soli 2 punti (conditi almeno da 18 rimbalzi) e oltre i 13 punti di Porter la squadra della capitale ha ben poco. Già domani la serie tornerà di scena nei pressi della Casa Bianca, e sicuramente ci attenderà altro spettacolo e colpi di scena.

Western Conference

Golden State Warriors – Portland Trail Blazers 128-103 (4-0)

Se vi chiedevate che cosa succede quando ad una squadra fortissima, che sta dominando la sua serie, si aggiunge Kevin Durant, beh la risposta è la più ovvia: dominano ancora di più! Pur limitato a soli 20 minuti di utilizzo, il ritorno di KD è sufficiente (sono ancora fuori coach Kerr, Livingston e Barnes) per garantire una partenza devastante su entrambi i lati del campo con un parziale monstre di 14-0 propiziato dal già citato Durant, Klay Thompson e Draymond Green. Guidata da quest’ultimo, autore di 3 stoppate nel solo primo quarto (e viaggia a 4,7 di media nei playoff, meglio di chiunque altro), la difesa di Golden State sembra davvero insuperabile, infatti Portland riesce a trovare la via del canestro solo dopo 4 minuti di vani tentativi. L’assenza di Nurkic tra i Blazers, sommata all’infallibilità dell’attacco gialloblu (inizio surreale con 15/18 dal campo) e alla pioggia di triple che si abbatte sul Moda Centre, porta a chiudere il primo quarto sul punteggio astronomico di 45-22, record di franchigia per gli Warriors ai playoff.

Nel secondo quarto Lillard prova a recuperarla con un parziale tutto suo da 12-4 (saranno 16 i suoi punti nella seconda frazione), ma gli Warriors spengono ogni fiammella di entusiasmo tenendo il loro vantaggio sempre oltre i 20 punti. Da segnalare l’inizio estremamente negativo di CJ McCollum con 0/7 e 0 punti nei primi 2 quarti. Si va dunque a riposo sul 72-47, con gli Warriors che tira il  58% dal campo e 12/18 da 3, grazie a ben 18 assist totali e non concedendo alcun punto da seconda opportunità agli avversari.

L’inizio di terzo quarto è sulla falsariga del primo, parziale di 6-0 Warriors e vantaggio portato a +30. Da li in poi si manifesta lo show di Steph Curry, che vanifica ogni sforzo dei Blazers: 12/20 dal campo, 7/11 da 3, 8 assist e 37 punti in meno di 3 quarti: decisamente troppo per Portland che non riesce ad aiutare Lillard in attacco se non con Aminu (25 punti per lui con 5/7 da 3) e a tenere in difesa. La frazione si chiude quindi sul 106-80, con l’ultimo quarto di sostanziale garbage time e come unico higlight la standing ovation del pubblico per Damian Lillard, ultimo ad arrendersi e che con 34 punti in 42 minuti di quasi ininterrotto utilizzo ha veramente dato tutto alla causa. Il 128-103 non rende a sufficienza il dominio mostrato da Golden State in questa occasione, che adesso avrà l’opportunità di riposare e migliorare la condizione fisica in attesa della vincitrice tra Clippers e Jazz.

Houston Rockets – Oklahoma City Thunder 113-109 (3-1)

Quarta nonchè fatidica partita per le sorti della serie che si gioca alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City fra i Thunder di Russell Westbrook e i Rockets di James Harden. Serie che, dopo la importantissima partita di stanotte, è condotta dai Rockets per 3 a 1, rimettendo il gap di 2 patite di vantaggio.

Partita al cardiopalma terminata 113 a 109 per la squadra del Texas che ora vede vicino il traguardo del passaggio del turno. Non bastano ad Oklahoma il tifo casalingo, un ottimo Steven Adams da 18 punti 7 rimbalzi e 2 assist (uno dei quali con una giocata clamorosa su tiro libero volutamente sbagliato ) e un Russel Westbrook straripante da 35 punti 14 rimbalzi e 14 assist per vincere la partita che era il vero e proprio bivio su una serie che si è dimostrata molto più combattuta del previsto. Per Houston grandi prestazioni di Nenè autore di 28 punti e 10 rimbalzi e del solito Lou Williams uscente dalla panchina con 18 punti. Un pò sottotono Harden che chiude una prestazione di squadra sopra ai 100 punti come questa con uno score che recita 16 punti 8 assist 7 rimbalzi.

Partita all’insegna della stabilità fra due squadre che oramai si conoscono bene. Basti segnalare il secondo ed il terzo quarto chiusi esattamente con gli stessi parziali. il primo quarto è terminato 26 a 22 per Oklahoma e per l’ultimo è decisivo terminato 40 a 32 per i Rockets. È proprio nell’ultimo quarto che i Rockets provano e riescono a dare una zampata alla partita guidati, neanche a dirlo, da James Harden che con lo step back regala il vantaggio 108 a 103 alla sua squadra dopo che Westbrook aveva riavvicinato i Thunder a -1 con una penetrazione canestro+fallo sul 94 a 90 per i Rockets. In questo momento accade qualcosa che, se i Thunder avessero vinto poi la partita, sarebbe entrato di diritto nella storia. 108 a 104 Rockets, 2 tiri liberi per Adams che segna il primo e sbaglia volutamente il secondo, prende il rimbalzo, scarica per Westbrook che da lontanissimo segna la tripla del meno uno a 21 secondi dalla fine. Nonostante la grande giocata Houston chiude la partita con Nenè, vero protagonista di questa partita e della serie, e i Thunder vengono sconfitti in casa ed ora sono costretti ad una grande rimonta a partire dal Toyota Center.

Nel dopo partita un piccato Westbrook risponde ad un giornalista dicendo quale sia il suo concetto di squadra e, tali dichiarazioni, la fanno vedere lunga su quanto Oklahoma proverà fino all’ultimo a rimontare gli avversari per aggiudicarsi la serie ed il passaggio del turno

Los Angeles Clippers – Utah Jazz 98 -105 (2-2)

Prosegue l’alternanza tra campo ed infermeria per i giocatori di questa appassionante serie: i Jazz ritrovano finalmente Rudy Gobert, ma dopo soli 9 minuti di tentato utilizzo perdono Gordon Hayward vittima di un’intossicazione alimentare che non è riuscito a smaltire prima della partita. Va invece molto peggio ai Clippers, che devono rinunciare a Blake Griffin per tutto il resto dei playoff a causa di un infortunio al piede: è ormai una triste tradizione negli ultimi anni per la franchigia californiana quella di perdere una o più delle sue stelle durante la postseason.

Tutto questo si traduce in campo nel ribaltamento delle difficoltà avute da Utah in occasione dell’assenza del proprio centro titolare: Speights trova posto in quintetto e prova ad aprire il campo, ma questo cambio costa a Los Angeles la sfida a rimbalzo (40-50) oltre ad una minore presenza in area sul fronte offensivo. In ogni caso i Clippers reggono bene l’inizio di gara, trascinati dal solito Chris Paul che sfiora la tripla doppia (27 punti, 9 rimbalzi e 12 assist) e da Jamal Crawford a punire dalla distanza (25 punti, 5/7 da 3).

Tuttavia col proseguire della gara il ritorno di Gobert con i suoi 15 punti (6/6 dal campo) e 13 rimbalzi mantiene Utah sempre a contatto prima dell’affondo finale piazzato da una coppia di omonimi: Joe Johnson segna o assiste 20 punti consecutivi nel parziale decisivo, mentre Joe Ingles registra 8 punti e soprattutto 11 assist. Fondamentale anche l’apporto di Rodney Hood con 5 punti importantissimi nell’ultimo minuto.

A questo punto la serie sembra aver preso una netta piega in favore dei Jazz: la perdita di Griffin rischia di essere troppo pesante da superare per i Clippers, che probabilmente recupereranno Austin Rivers per gara 5 ma si troveranno anche di fronte degli avversari definitivamente al completo, col morale in crescita ed una solidità ritrovata.

 

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