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NBA Playoffs: delusione OKC, Toronto la chiude, sarà Gara 7 per LeBron e Antetokounmpo

by • 28 Aprile 2018 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)490

Eastern Conference

Toronto Raptors – Washington Wizards 102-92 (4-2) 

Fine della corsa per i Washington Wizards, che ancora una volta hanno mostrato lacune troppo grandi nel supporting cast per resistere a questi Toronto Raptors. La prima parte della gara, però, sembrava tutta a favore dei padroni di casa: John Wall e i suoi infatti hanno giocato decisamente meglio nei primi 24 minuti, toccando la doppia cifra di vantaggio diverse volte, dominando le plance e mostrando una buona circolazione di palla. La fluidità vista nel primo tempo è andata spegnendosi nella seconda parte di gara, quando le due stelle dei Raptors hanno iniziato a fare la voce grossa: DeRozan nel terzo, e Lowry nel quarto quarto, si sono infatti dati il cambio trascinando i propri compagni ad una rimonta e ribaltando lo svantaggio in doppia cifra rimediato nel primo tempo. Un dato solo basta a spiegare bene il crollo dei Wizards: soli 9 punti segnati nel secondo tempo per i compagni di Beal e Wall, contro i 28 del primo. Le speranze di Scott Brooks si sono quindi aggrappate, ancora una volta, ai 32 punti di Beal e ai 23 punti con 8 assist di John Wall, ma tutto questo non è bastato: Toronto avanza meritatamente, e ora per la dirigenza dei Wizards inizia una lunga estate: Washington è infatti la quinta franchigia della Lega per spese nel salary cap, ma dopo tutti questi anni pare ormai chiaro che questo assetto non funzioni, e c’è da aspettarsi un deciso cambio di rotta.

 

Boston Celtics – Milwaukee Bucks: 86-97 (3-3)

Servirà gara-7 tra Milwaukee e Boston per decretare il passaggio del turno. Spalle al muro, i Bucks sfoderano una grandissima prestazione e si prendono il punto del 3-3. La sesta partita della serie però, giocata nel proprio fortino del BMO Bradley Center, non parte subito in discesa per Milwaukee. I padroni di casa infatti soffrono l’avvio spumeggiante dei Celtics, che guidati da Rozier e Tatum scappano fino al 19-10. Da lì in poi però Antenkounmpo e compagni si sciolgono e trovano ritmo in attacco, accorciando la forbice fino al 24-22 di fine primo quarto. Dopo quel momento l’inerzia cambia totalmente e complice l’esplosione dello stesso greco (saranno 31 i punti alla fine, conditi con 14 rimbalzi), la squadra di coach Prunty prende il controllo delle operazioni. I cervi non si voltano più indietro e conducono in porto la preziosa vittoria con una tranquillità disarmante. A nulla servono gli assalti di Tatum (migliore dei suoi a quota 22) e Brown (14), finisce 97-86. A fianco di “The Greek Freak” si sono messi in evidenza i soliti Middleton (16) e Brogdon (16), mentre Bledsoe (9) è stato prezioso con una fiammata nel momento decisivo del 2° periodo. Ora si aspetta solo il verdetto finale del TD Garden, con Philadelphia spettatrice interessata che vede il prossimo avversario stancarsi fino alla bella.

Cleveland Cavaliers – Indiana Pacers 98-95 (3-2)

Non poteva che andare così, francamente: troppo spesso questi Cavs ci hanno abituato ad alti e bassi, e la loro versione dei playoff 2018, certamente la peggiore da quando LeBron è tornato nell’Ohio, non fa eccezioni. Gara 6 dura infatti all’incirca un quarto e mezzo: dopo questa prima parte combattuta (in tutti i sensi: Love si prende una gomitata in faccia da Turner, LeBron si ritrova con un taglio al sopracciglio su un contatto sotto canestro, e in generale ancora una volta le due squadre non se le mandano a dire), la difesa di Cleveland concede una serie di canestri in fila ad Indiana, che ne approfitta portandosi alla pausa lunga già in doppia cifra di vantaggio. Nella seconda metà la marea dei Pacers è inarrestabile: i padroni di casa, sostenuti da un Bankers Field Lifehouse in delirio, fanno canestro da tutte le posizioni del campo (chiuderanno con il 56% dal campo e dall’arco), e lo spirito, già fragile, dei Cavs si spezza. LeBron e soci sprofondano fino al -35 e coach Lue annuncia la ritirata con largo anticipo. Nel quarto periodo, infatti, James, Love e Korver non mettono piede in campo, mentre dall’altra parte Lance Stephenson festeggia ogni canestro a modo suo, e fa valere il prezzo del biglietto. Tripla doppia per Victor Oladipo (28 punti 13 rimbalzi e 10 assist), che si concede il lusso di posterizzare King James un paio di volte, e persino servire un assist a Thaddeus Young con un tunnel al numero 23. Cosa aspettarsi dall’ultima partita di questa serie? Nessuno può dirlo, l’imprevedibilità di Cleveland è ai massimi storici, e di certo questa squadra non ha le ambizioni degli anni scorsi, ma per Gara 7 forse dipende ancora tutto da loro.

Western Conference

Oklahoma City Thunder – Utah Jazz 91-96 (2-4)

La serie di questi playoff che sin dall’inizio era sembrata essere una delle più instabili ed interessanti si è rivelata tale. Gli Utah Jazz infatti sbancato la Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City e chiudono anzitempo la serie sul risultato del tutto inaspettato di 4 a 2, avanzando nel torneo e lasciando OKC con un pugno di mosche e molti rimpianti. Utah, guidata dal suo vero e proprio trascinatore Donovan Mitchell (38 punti per il Rookie) riesce con la difesa e la lunghezza del proprio roster a sopperire alla totale assenza di Ricky Rubio, soprattutto dal punto di vista offensivo (0 punti per lui in soli 7 minuti di utilizzo). Oltre ai meriti degli Utah Jazz però, sono palesi e lampanti le responsabilità di OKC per questa eliminazione: Westbrook a parte, abbastanza costante per tutta la serie (46 punti 10 rimbalzi 5 assist per lui stanotte) e aiutato solo da Steven Adams (19 punti 16 rimbalzi per il neozelandese) anche questa notte a mancare sono state le “stars”. Carmelo Anthony si conferma il giocatore abbastanza in difficoltà che abbiamo visto durante tutta la regular season e nonostante i 25 minuti in campo il suo tabellino recita 7 punti 3 rimbalzi in una partita tutto fuorché ben giocata. La nota più stonata è però quella fornita dalla prestazione di Paul George: proprio nel momento del bisogno, infatti, PG13 ha deluso le attese con una brutta prestazione: 5 punti 3 rimbalzi e 8 assist in 45 minuti di utilizzo per l’ala piccola in maglia Thunder con un misero 12,5% dal campo su 16 tentativi.
Avanza al turno successivo sicuramente la squadra meno attesa, eppure quella apparsa certamente più pronta delle due in queste 6 gare del primo turno di playoff.

 

Redazione TimeOut NBA

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