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NBA Playoffs: Durant stende i Rockets. I Warriors si aggiudicano Gara1

by • 15 maggio 2018 • TimeOut NbaComments (0)340

Western Conference

 

Houston Rockets  – Golden State Warriors 106-119 (0-1)

Inizia finalmente quella che per moltissimi era la finale dell’Ovest annunciata fin da inizio stagione (altrettanti dicono sia la vera finale NBA) e lo spettacolo non delude assolutamente: si inizia ad un ritmo teoricamente molto più congeniale ai Warriors, ma sono i Rockets ad effettuare il primo allungo sfruttando il nervosismo di Draymond Green (tecnico per una spinta ad Harden) e i due falli precoci di Iguodala. Tuttavia la difesa dei campioni in carica è a tratti impressionanti, con cambi continui su tutti i blocchi senza il minimo timore (anche Looney prende coraggiosamente i cambi sul Barba) e forzando spesso lo scadere dei 24 secondi.

Momento di panico per i texani: la caviglia di James Harden gira su un contatto con Looney ed il numero 13 è costretto ad uscire temporaneamente dal campo. A questo punto è Chris Paul a caricarsi tutta Houston sulle spalle con degli eroici ed efficaci isolamenti, ma dall’altra parte inizia a macinare canestri Kevin Durant, che segna 13 punti nel solo primo quarto. Sul punteggio di 30-29 in favore dei Rockets inizia la seconda frazione ma sono i campioni in carica a prendere il controllo sfruttando l’assenza di Harden e l’imprecisione delle seconde linee di Houston. Prima di metà secondo quarto, il leader della squadra di D’Antoni torna in campo e riporta i suoi davanti (24 prima dell’intervallo), il livello di basket espresso dalle due squadre è celestiale e si va al riposo in parità sul 56-56 grazie ad una delle tre triple di Nick Young.

La seconda metà di gara inizia benissimo per Golden State, che sfrutta quella che è invece una pessima notizia per Houston ovvero il quinto fallo di Ariza. Senza uno dei suoi principali marcatori, Durant diventa infallibile come se avesse indossato il Guanto dell’Infinito: è impressionante quanto poco spazio e il tempo gli bastino per segnare un tiro, la forza che mette anche in difesa esalta i compagni, dà l’impressione di piegare la realtà e le anime degli avversari al suo volere, mantenendo sempre una tranquillità mentale fuori dai normali canoni umani. Poi inaspettatamente, con sia Durant che Harden in panchina a riposare, Houston piazza un 8-0 di parziale che riporta i texani a contatto e miracolosamente in partita con il terzo quarto che si chiude 87-80 in favore dei californiani.

L’ultima frazione si apre con Klay Thompson a guidare le operazioni in attacco, mentre Green mette un’energia pazzesca su ogni possesso difensivo e nella lotta a rimbalzo con Clint Capela, a cui deve diversi centimetri ma che supera come posizionamento e tempistiche nei tagliafuori. A questo punto Harden deve tornare in campo e cerca di tenere vivi i suoi con una  prova monumentale (saranno 41 punti con anche 7 assist alla fine), ma i tanti isolamenti che giustamente si prende lo portano ad arrivare sfinito sul finale: è lì che Steph Curry con un recupero e due canestri in fila chiude definitivamente le speranze dei padroni di casa, vanificando il fattore campo e portando la serie dalla parte di Golden State.

La gara giocata dai Warriors impressiona oltre al +13 finale, grazie ad un Durant in versione Thanos da 37 punti con oltre il 50% dal campo ed al contributo di tutti i componenti di quelli che ormai sono stati ribattezzati “Hampton’s Five” ovvero la vecchia “Death Lineup” con l’aggiunta del già citato numero 35. Houston dovrà sicuramente rivedere qualche aggiustamento, per quanto non si può certo dire che abbia giocato una brutta gara: sia in attacco che in difesa sono stati quasi perfetti, è mancato solo il contributo da parte di alcuni gregari, ma se la panchina di Houston sarà in grado di adeguarsi maggiormente al livello richiesto da una simile sfida, la serie potrà essere ancora molto lunga oltre che comunque spettacolare.

 

Redazione TimeOut NBA

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