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NBA Playoffs: fuori Spurs, Heat e T-wolves. Cavs, Raptors e Celtics sul 3-2

by • 26 Aprile 2018 • TimeOut NbaComments (0)398

Eastern Conference

Toronto-Washington 108-98 (3-2) 

Una vittoria importante, quella dei Canadesi, che riscoprono un Valanciunas finalmente decisivo in questa serie, e sulle ali del solito DeRozan mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno. Gara 5 si rivela essere fin qui la più equilibrata della serie: nessuna delle due squadre prende il largo nei primi 3 quarti e a fine partita si conteranno ben 19 lead changes. Le stelle delle rispettive squadre si danno battaglia: da un lato i soliti Wall e Beal con 26 e 20, mentre DeRozan e Lowry ne segnano 32 e 17. Quello che ai Wizards manca, ancora una volta, è il contorno: nel quarto periodo infatti Valanciunas (che per la prima volta nella serie mette piede in campo negli ultimi 12 minuti) segna 6 punti e cattura 7 rimbalzi, e soprattutto Delon Wright ne mette a referto 11, pesantissimi, all’interno del parziale di 14-5 che chiude il match. Con i Wizards spalle al muro, ora si torna nella Capitale per una gara 6 che si annuncia infuocata.

Boston-Milwaukee: 92-87 (3-2)

Boston torna avanti nella serie grazie alla vittoria in gara-5 per 92-87. I Bucks reggono in vantaggio i primi 8 minuti, poi subiscono la furia di Smart (9 punti) e Rozier (16) per trovarsi ad inseguire. I padroni di casa a quel punto hanno preso il comando delle operazioni e guidati da un grande Horford (22+14 rimbalzi) hanno ucciso la partita. Nonostante lo svantaggio non sia mai stato incolmabile e Milwaukee sia tornata anche a -3 nell’ultimo periodo, i Celtics non hanno mai dato l’impressione di poterla perdere. Per una sera sotto i suoi standard Antetokounmpo (16 punti con 10 tentativi dal campo), impegnato più in difesa che nell’altra metà campo. A quel punto i cervi si sono aggrappati a Middleton (23) e Parker (17), con Bledsoe che è riuscito a dare una mano (16) nonostante le solite storie tese con Rozier. Per Boston solido contributo anche da Morris (10) e Brown (14 più due stoppate da highlights). Ora la serie torna a casa di Milwaukee per la decisiva gara-6.

Philadelphia-Miami: 104-91 (4-1)

Philadelphia non si lascia sfuggire l’occasione di chiudere la serie ed elimina Miami. I Sixers trovano la vittoria sul proprio parquet per 104-91, andando sul 4-1 dopo il doppio colpo esterno. Dopo due quarti di sostanziale parità, gli uomini di Brett Brown cambiano marcia e guidati da JJ Redick (27 punti) ed Embiid (19+12) trovano lo strappo decisivo. Nulla da fare per gli Heat a quel punto, nonostante i 5 uomini in doppia cifra, a partire dai 18 di Olynyk, seguito a ruota da Johnson (16), Dragic (15), Winslow (12) e Wade (11). Ancora una volta ha marcato visita Whiteside, il grande atteso alla vigilia della serie. Gli uomini di Spoelstra chiudono qui una stagione comunque sopra le righe, al quale è mancato l’acuto finale. Ora è già tempo di pensare all’annata 2018-2019, con il primo dubbio da sciogliere che riguarda il futuro di D-Wade: nel dopo partita Flash ha glissato sulle voci che lo vorrebbero prossimo al ritiro. Dal lato Philadelphia invece l’attenzione resta vigile su questa corsa playoff che può regalare ancora più soddisfazioni: con Simmons che continua a infrangere record su record nella sua stagione da rookie e il contributo di Belinelli (16.6 punti di media con il 37% da tre nella serie) nessun limite è precluso.

Cleveland Cavaliers – Indiana Pacers 98-95 (3-2)

Lunga vita al Re! LeBron James aggiunge l’ennesima prestazione leggendaria alla sua già straordinaria carriera e con un tiro da tre sulla sirena allunga le mani su una serie che senza di lui questi Cavs non potrebbero neanche iniziare a giocare. È un’altra partita di saliscendi, quella giocata alla Quicken Loans Arena: i Cavs faticano nel primo tempo, e sono letteralmente aggrappati a James. Ogni possesso della squadra di casa non generato dalle sue invenzioni è sostanzialmente un pessimo tiro quando non una palla persa. Ad ogni allungo di Indiana, che tocca in 3 momenti diversi la doppia cifra di vantaggio, segue sempre una sfuriata del numero 23 che riporta i suoi a contatto. Nel secondo tempo la musica cambia, grazie soprattutto a Kyle Korver, probabilmente il vero secondo violino di questa squadra in questo inizio di playoff: i suoi 11 punti nel secondo tempo sono secondi solo ai 24 di LeBron. Ma Indiana, ormai si sa, è dura a morire: nel finale è Sabonis a trascinare i suoi ad una rimonta che non si completa soltanto per le prodezze del leader avversario: i possessi finali sono infatti tiratissimi, e nelle ultime tre azioni pensa a tutto James: prima, con il punteggio in parità e meno di un minuto da giocare, perde una palla sanguinosa (che sarebbe dovuta rimanere a Cleveland, e qui il primo errore degli uomini in grigio). Sul possesso avversario, il 23 si redime subito con una stoppata su Oladipo (anche se irregolare ma non vista dagli arbitri). Infine, sulla rimessa nella metà campo offensiva, segna la tripla decisiva, terminando così la partita a quota 44 punti segnati, conditi da 10 rimbalzi e 8 assist. Ora si torna nell’Indiana per gara 6: i Pacers sono appesi a un filo, i Cavs, letteralmente aggrappati al loro leader.

Western Conference

Houston Rockets – Minnesota Timberwolves 122-104 (4-1)

Nonostante gli sforzi i Minnesota Timberwolves devono cedere anche in casa e uscire anzitempo dalla serie.
Gli Houston Rockets si dimostrano cinici e chiudono la serie grazie all’apporto notevole di quasi tutti i membri della squadra.
Un Harden da “soli” 24 punti 5 rimbalzi e 12 assist viene aiutato da gran parte della squadra (soprattutto da un notevole Clint Capela da 26 punti 15 rimbalzi).
A nulla sono servite le prestazioni di Karl Anthony Towns (23 punti 14 rimbazi) e di Jamal Crawford (20 punti uscendo dalla panchina per l’ex sesto uomo dell’anno).
Finita la serie si possono finalmente tirare le prime somme su ciò che abbiamo visto.
Gli Houston Rockets chiudono una serie che, nonostante le premesse, si è dimostrata meno complicata del previsto.
Purtroppo o per fortuna però non è tutto oro quello che luccica: i Rockets infatti si sono dimostrati particolarmente altalenanti durante tutta la serie, e ben due partite sono state vinte grazie alle prestazioni incredibili di James Harden, poco supportato dai propri compagni di squadra in più di una occasione.
Con il primo turno ormai alle spalle il livello di gioco tenderà certamente ad alzarsi e a Houston servirà ritrovare quei meccanismi perfettamente oliati che, durante la regular season, hanno fatto sì che venisse etichettata come una delle squadre più compatte della lega.
Tanti rimpianti per Minnesota che si dimostra talentuosa ma acerba e che paga un posizionamento al termine della regular season non adeguato al proprio roster.

Golden State Warriors – San Antonio Spurs 99-91 (4-1)

I campioni in carica chiudono la serie sul proprio campo, faticando più del previsto contro una versione non certo ottimale dei San Antonio Spurs (guidati ancora una volta da Ettore Messina come sostituto di Gregg Popovich) ma che ha saputo onorare al meglio la propria tradizione giocando una serie al di sopra delle proprie attuali possibilità. La partita ha visto condurre per quasi tutto il tempo Golden State, che ha però avuto bisogno dei 25 punti di Kevin Durant e dei 24 di Klay Thompson per respingere la rimonta Spurs che a meno di un minuto dalla fine si erano portati sul -2 grazie ai 30 punti di LaMarcus Aldridge e ai 10 con 7 assist del solito Manu Ginobili. Proprio il fenomeno da Bahia Blanca ha catalizzato su di sè l’attenzione di tutti al termine della partita, poichè potrebbe essere stata la sua ultima in assoluto nonostante la richiesta diretta da parte di Steve Kerr ed un’opzione in suo favore per il prossimo anno di contratto: il diretto interessato ha fatto sapere di non aver ancora deciso e che rifletterà con calma. Adesso mentre per gli Spurs inizia una offseason incerta con il caso Kawhi Leonard su tutti da risolvere, per gli Warriors arriva il momento di pensare al prossimo ostacolo che si frappone tra loro ed il quarto appuntamento con le Finals consecutivo, ovvero i New Orleans Pelicans di Anthony Davis..

Oklahoma City Thunder – Utah Jazz 107-109 (2-3)

Dopo una gara quattro governata dagli Utah Jazz e dal nervosismo dei Thunder,
Westbrook e compagni scendono in campo con forze e compattezza rinnovate e portano a casa una vittoria molto importante per le sorti della serie.
OKC si conferma una squadra imprevedibile e incredibilmente altalenante. Nonostante il solito Donovan Mitchell da 23 punti e un ottimo Crowder da 27 punti e 8 rimbalzi uscendo dalla panchina infatti, questa notte gli Oklahoma City Thunder si sono dimostrati cinici e a tratti ingiocabili.
34 punti e 8 rimbalzi per Paul George e 45 punti 15 rimbalzi e 8 assist per un mostruoso Russell Westbrook spaccano la partita in due e riportano la serie sul 3 a 2.
Risulta chiaro che se i Thunder riescono ad esprimere il proprio gioco per gli Utah jazz la serie si prospetta più dura del previsto, tuttavia la squadra di coach Billy Donovan dovrà continuare ad esprimersi in questa maniera senza cali di tensione e di attenzione, problema che ha contraddistinto la squadra per tutta la regular season e tutto l’inizio di questi playoff.
La serie resta aperta e non vediamo l’ora di vedere come reagirà Utah a questa brutta sconfitta rimediata in casa davanti ai propri tifosi.

 

Redazione TimeOut NBA

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