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NBA Playoffs: Miami, Cleveland, Utah pareggiano. Le altre serie sul 2-0

by • 19 Aprile 2018 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)391

Never underestimate the heart of a champion! Con due prestazioni da campioni veri, LeBron e Wade ci ricordano che il valore delle superstar negli NBA playoffs può fare la differenza. Entrambi sotto 0-1, infatti, hanno pareggiato la serie e messo le premesse per quelle che potrebbero essere le due sfide più interessanti di questo primo turno. Anche Utah pareggia in casa di OKC, e la prestazione di Westbrook e compagni ancora una volta fa alzare più di un sopracciglio sulla continuità di questa squadra. Le altre serie invece si portano tutte sul 2-0, ma lo scenario è meno scontato di quello che si possa pensare.

Eastern Conference

Toronto-Washington 130 -119 (2-0) 

Coach Casey era stato molto cauto nel pre partita: Washington giocherà col coltello tra i denti per reagire alla sconfitta in Gara 1, e i suoi Raptors dovevano esserne consapevoli. Ma nella gara andata in scena all’Air Canada Centre è bastato il primo quarto per mandare in ghiaccio una partita senza storia. Se si esclude il primo canestro del match, infatti, segnato da Porter Jr, Washington non è mai stata davanti nel punteggio per tutti e 48 i minuti, soccombendo sotto i colpi di un DeRozan in forma smagliante (37 con 14/23 al tiro) e di una panchina dei Raptors che ha firmato una serata storica dal punto di vista offensivo (i 44 punti nel primo quarto, 76 nel primo tempo e 130 a fine partita sono tutti record di franchigia nella postseason). I canadesi hanno mostrato un gioco a tratti scintillante, ma la difesa degli avversari non è senza colpe: sebbene sfiniti dalle rotazioni molto corte, John Wall e soci hanno mostrato evidenti lacune sulle situazioni di pick & roll e nella difesa lontano dalla palla. La situazione per i Wizards sembra irrisolvibile, e neppure un’ottima prestazione di Wall (29 punti e 9 assist) è in grado di sopperire alle mancanze degli altri giocatori chiave (0 punti per Gortat, 9 per Beal con 3/11 al tiro). Senza questi, Washington non può sperare di rimettere in piedi questa serie.

Boston-Milwaukee: 120-106 (2-0)

Boston si sbarazza facilmente di Milwaukee e porta la serie sul 2-0. Tutt’altra partita rispetto a gara-1: questa volta non serve l’overtime e Boston deve solo guardarsi dal tentativo di rientro degli ospiti dopo il 33-18 del primo quarto. Ottima prova come sempre di squadra, con punti distribuiti e attacchi veloci. Una spanna sopra tutti stavolta è stato Brown, che ha chiuso con la bellezza di 30 punti. Bene anche Horford (16) e Rozier (23). Dal lato Bucks invece la situazione si fa complicata, perché Antetokounmpo e Middleton continuano a predicare nel deserto: anche nel secondo atto i due si sono caricati di peso la squadra sulle spalle, chiudendo rispettivamente con 30 e 25 punti, ma non è bastato. Adesso la serie si sposta e Milwaukee è chiamata a rispondere subito tra le mura amiche, per non scivolare sul pesante 3-0 che sarebbe difficile da recuperare.

 

Phladelphia 76ers – Miami Heat 103-113 (1-1)

Dwyane Wade gioca a fare il Benjamin Button e gli Heat pareggiano la serie. Guidati dallo straordinario 36enne, i ragazzi di coach Spoelstra dimenticano la batosta di gara-1 e si prendono di forza il fattore campo. Il secondo atto della serie finisce 103-113 e ora le ostilità si trasferiscono in Florida. Serata da dimenticare per i Sixers, che vedono interrompersi la striscia di 17 vittorie consecutive proprio sul più bello. L’arma micidiale del primo atto si inceppa, ovvero quel tiro da tre punti che aveva fruttato 54 punti con 18/28. Nella seconda gara invece Philadelphia non va oltre il 7/36, merito anche di una grande difesa degli ospiti. Tra le fila dei padroni di casa si salvano Simmons (24 punti), Saric (23) e Belinelli (16), mentre tutti gli altri hanno fatto più fatica rispetto alla precedente uscita.

Tra gli Heat invece tutti i riflettori sono puntati su Wade: a 36 anni e 89 giorni Flash fa registrare 28 punti, 7 rimbalzi e 3 assist, seconda miglior prestazione all-time per numero di punti ed età, secondo solo a Magic Johnson nel 1996 (36 anni e 257 giorni). Al suo fianco altri 5 giocatori in doppia cifra, capitanati da Dragic (20) con al seguito Johnson (18), Richardson (14), Olynyk (11) ed Ellington (11).

Cleveland Cavaliers – Indiana Pacers 100-97 (1-1)

Dopo la bruttissima figura di gara 1, la reazione di LeBron James non si è fatta attendere: il Re ha segnato i primi 16 punti della sua squadra (20 nel primo quarto che diventeranno 46 a fine partita, con 12 rimbalzi e 5 assist) e ha messo la sua firma su una partita che, fosse andata diversamente, avrebbe gettato i suoi Cavs nel baratro dello 0-2. Nonostante la prestazione incisiva del numero 23, e gli aggiustamenti azzeccati di Lue (Kyle Korver in quintetto con Kevin Love da numero 5, che forse vedremo più spesso nel proseguo della serie), i Cavs non sono stati però bravi ad amministrare il vantaggio di 15 punti con cui hanno chiuso la prima frazione: gli Indiana Pacers, con grande costanza, hanno infatti giocato la loro partita rosicchiando punti fino ad arrivare a impattare la gara nel finale. Con 30 secondi sul cronometro, però, Oladipo (22 punti, e limitato da problemi di falli) ha sbagliato la tripla che avrebbe pareggiato la partita, e così i padroni di casa hanno potuto festeggiare la vittoria che vale il pareggio nella serie. Ora ci si sposta a Indianapolis, e credeteci: sarà molto più combattuta del previsto.

Western Conference

Houston Rockets – Minnesota Timberwolves 102-82 (2-0)

I Minnesota Timberwolves di coach Thibodeau ospitavano, questa notte, gli agguerriti Houston Rockets. Nonostante i Rockets fossero considerati, già prima di gara 1, i favoriti per la vittoria della serie, la performance di squadra brillante dei Timberwolves e alcuni automatismi non ancora eccellenti dei Rockets avevano dato speranze ai tifosi e agli appassionati che speravano in una serie abbastanza equilibrata.
Questa notte Harden e compagni hanno messo le cose in chiaro già a metà secondo quarto quando, con l’ingresso dei “secondi quintetti”, si è creato, nel giro di pochi minuti, un divario incolmabile fra le due squadre in termini di punteggio.
Un grande Chris Paul da 27 punti 3 rimbalzi e 8 assist e un Gerald Green da 21 punti (uscendo dalla panchina) hanno infatti guidato il Secondo quintetto di Houston verso il momentaneo + 17 di fine secondo quarto che si è poi trasformato in un + 20 finale.
Al contrario di ciò che si era visto in gara 1, questa notte Harden ha potuto “riposarsi” e delegare il grosso del lavoro offensivo ai compagni.
Minnesota, colpevole di essere rimasta in partita per soli 15 minuti, non ha trovato punti né dai propri leader tecnici Butler (11 punti per lui) e Towns ( 5 punti e 10 rimbalzi) né dalla panchina.
Sul 2 a 0 la serie per questi Timberwolves sembra già essere compromessa: ci si aspetta però una minima reazione soprattutto da Towns che sta attraversando, sino a questo momento, una serie veramente degli orrori da un punto di vista statistico.

Golden State Warriors – San Antonio Spurs 116-101 (2-0)

Gregg Popovich aveva chiesto un cambio di mentalità e la squadra ha risposto nell’immediato. I San Antonio Spurs rientrano in campo e si mostrano più aggressivi della partita precedente. Golden State ne risente e nel solo primo quarto ci sono 7 palle perse da parte della squadra di Kerr. Gli Spurs ne approfittano e a fine della prima metà di gioco la squadra guidata da Popovich è avanti di 6 punti. Lamarcus Aldridge è on fire e nei primi 24 minuti ha già segnato 24 punti. Si rientra negli spogliatoi e Golden State si presenta con un’altra faccia, la faccia di quelli che hanno vinto 2 titoli negli ultimi 3 anni. Con un parziale di di 14-3 si riportano in vantaggio. Ma Aldridge non ci sta e con 11 punti consecutivi tiene in partita la sua squadra. Un grande Kevin Durant che chiude i primi tre quarti con 28 punti (finirà con 32) permetterà ai suoi Warriors di essere avanti di 5 punti prima dell’inizio dell’ultimo parziale. Nel quarto quarto è Klay Thompson show con la guardia americano che non sbaglia un colpo. Per lui ci sono 16 punti che chiudono definitivamente la partita e portano avanti 2-0 i Warriors nella serie. A fine partita Thompson avrà a referto 31 punti e 5 assist. Non bastano per gli Spurs i 32+12 di Aldridge e 21 di Patty Mills. Con un gran secondo tempo da 69 punti Golden State si aggiudica anche gara2. Ora la serie si sposta a San Antonio dove non sono più ammessi errori per la squadra di Pop.

 

Portland Trail Blazers – New Orleans Pelicans  102-111 (0-2)

Seconda vittoria consecutiva per i Pelicans in casa dei Blazers. Anthony Davis mette a segno 22 punti, 13 rimbalzi e 2 stoppate. Ma non è lui il protagonista di serata. Jrue Holiday gioca un’altra grande prestazione e conclude la partita con 33 punti e 9 assist a referto. La partita è combattuta fino al terzo quarto, quando Portland deve rinunciare a Nurkic che esce dal campo per un infortunio. L’impatto della sua assenza è immediato e Portland subisce un parziale di 33-19. Nel quarto quarto i Blazers tentano una rimonta difficile e riescono anche a riportarsi in vantaggio. Ma gli sforzi fisici e mentali portano ad un calo difensivo che permette a New Orleans di ricostruire il proprio vantaggio grazie alle triple di Holiday e Rondo. Rajon manca di poco la tripla doppia: per lui ci sono 16 punti, 10 rimbalzi e 9 assist. Lillard e McCollum faticano ancora e insieme combinano 39 punti. I Blazers si trovano nella peggiore delle situazioni con due partite da vincere per recuperare il fattore campo.  Ora la serie si sposta in case dei Pelicans, che avranno la possibilità di chiudere i conti nelle prossime due partite.

Oklahoma City Thunder – Utah Jazz 95-102 (1-1)

Gli Utah Jazz si dimostrano una squadra solida e in ottima forma, sia mentale che fisica e in gara due strappano in rimonta ai Thunder la vittoria.
Giocando infatti un quarto quarto da 28 punti e lasciando la OKC dei big 3 a soli 14 punti segnati Utah si aggiudica la seconda partita e pareggia la serie. Guidata dal solito, incredibile, Donovan Mitchell (28 punti per il Rookie) e da un Derrick Favors da 20 punti e 16 rimbalzi riesce a segnare con continuità ad una difesa, quella di Oklahoma, abbastanza caotica e superficiale.
La difesa di Utah al contrario riesce ad ingabbiare i big 3 di Oklahoma (nessuno sopra ai 20 punti per i Thunder) e, una volta passati in vantaggio, a mantenere il manubrio della partita sino allo scadere del tempo. Non bastano infatti i 19 punti 9 rimbalzi e 13 assist di Westbrook o 18 punti 10 rimbalzi di Paul George per superare il pressoché totale assenteismo statistico di gran parte della panchina di Oklahoma. OKC si conferma una squadra temibile ma altamente instabile ed ondivaga che troppo dipende dalle percentuali al tiro dei suoi 2/3 uomini di riferimento.
Con la serie in parità ora più che mai è tutto apertissimo per il passaggio del turno e ciò che sembra essere sicuro è che gli appassionati vedranno una serie molto bella e combattuta fino all’ultimo.

 

Redazione TimeOut NBA

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