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NBA Playoffs: Est in totale equilibrio. Houston spazza via Minnesota con un quarto da 50 punti

by • 24 Aprile 2018 • TimeOut NbaComments (0)493

Eastern Conference

 

Toronto-Washington 98-106 (2-2) 

Bradley Beal e John Wall hanno iniziato a fare sul serio. Dopo la scintillante prestazione di Gara 3, il dynamic duo della capitale ha messo a referto 58 punti mettendo la firma su una gara che sembrava invece scivolare via. Il match inizia infatti con Toronto pienamente in controllo, che domina le plance grazie ad un buon primo tempo di Ibaka e si lascia trascinare dai soliti DeRozan e Lowry, costruendo un vantaggio che sul finire del secondo quarto tocca le 14 lunghezze. Washington è pigra, e pare non avere le energie per recuperare, ma quest’impressione sfuma totalmente nella seconda parte della gara, quando si accende Bradley Beal. La guardia ex Florida Gators infatti è un rompicapo irrisolvibile per la difesa di Washington, che non riesce a stare dietro al suo dinamismo e si vede segnare da tutte le zone del campo (il suo box score dirà 31 alla fine, 20 dei quali nel terzo e quarto quarto, con 5/7 dall’arco): nella metà campo difensiva invece sono Gortat e Wall a fare la voce grossa. Il primo, ancora più che in gara 3, riesce a tenere Valanciunas fuori da questa serie (come era già successo ai playoff dello scorso anno, infatti, il lituano sta giocando minuti limitati per la difficoltà nei matchup sui due lati del campo), il secondo è autore di una grande prova negli ultimi minuti in marcatura su DeRozan. I 5 minuti finali sono infuocati: i Wizards si prendono per la prima volta la testa della gara, ma a 5 minuti dalla fine Beal commette il sesto fallo ed è costretto ad uscire dal campo. Nessun problema, perchè ci pensa John Wall: il numero 2 sale in cattedra e segna o assiste dieci degli ultimi 14 punti dei suoi, per assicurarsi una vittoria che vale il pareggio nella serie. Ora si torna in Canada, dove tutto sarà più facile per i Raptors, ma queste due partite potrebbero avere creato una crepa nella fiducia di questa nuova versione dei canadesi, che fino a gara 2 pareva indistruttibile.

Boston-Milwaukee: 102-104 (2-2)

Incredibile epilogo in gara-4 tra Milwaukee e Boston. I Bucks la spuntano a 5 secondi dalla sirena con il tap-in vincente di Antetokounmpo. Il greco corregge il tiro di Brogdon e fissa il 104-102 finale, dato che sull’ultimo possesso con Marcus Morris non trova il fondo della retina. I padroni di casa devono vincerla due volte, perché dopo l’avvio perentorio e il 51-35 dell’intervallo, il match si riapre. Sotto la guida di uno scatenato Brown (34 punti) i Celtics si riavvicinano di prepotenza e con Tatum (21) trovano anche il nuovo vantaggio. I cervi riescono però a raddrizzarla nell’ultimo minuto, sotto la guida dei soliti Antetokounmpo (27) e Middleton (23). Adesso la serie torna nel Massachusetts, con il punteggio in assoluta parità. D’ora in avanti parte una nuova mini-serie con sole tre partite in ballo: non sono più ammessi errori da entrambi i lati.

 

Cleveland Cavaliers – Indiana Pacers 104-100 (2-2)

Ancora una partita fisica, a Indianapolis, e ancora le schermaglie tra LeBron James e Lance Stephenson. Le due squadre si sono date nuovamente battaglia in una gara 4 che per certi versi è stata molto simile alla partita precedente ma ha avuto esito opposto. Anche qui infatti, per buona parte della gara è Cleveland a condurre, e stavolta il supporting cast di LeBron risponde presente: i Cavs infatti gestiscono, e nonostante un Kevin Love trasparente (5 punti in 29 minuti di utilizzo) dominano la parte centrale della partita, arrivando anche al +16. Jordan Clarkson segna 12 punti nel primo tempo, e JR Smith ne aggiunge 9, con la ciliegina della grande attenzione in difesa su Victor Oladipo. LeBron e soci però tolgono le mani troppo presto dal volante e i Pacers ancora una volta rimontano lo svantaggio con l’ennesima grande prestazione di squadra (ben 7 giocatori in doppia cifra) regalandoci un finale teso in cui spicca il solito Lance Stephenson: il numero 1 in maglia Pacers infatti continua a provocare James, e questa volta riesce a strappargli un fallo tecnico. I Cavs vanno sotto nel punteggio, ma questa volta LeBron non è solo, e trova in Kyle Korver il suo scudiero: l’ex Hawks infatti confeziona un finale di gara pazzesco, con 8 punti segnati negli ultimi 6 minuti di gara, per rimontare nuovamente lo svantaggio e mettere la firma sul pareggio della serie. Nei minuti finali si segnala una presa da MMA di Lance Stephenson, che atterra Jeff Green nella lotta a rimbalzo e rimedia un fallo tecnico con 9 secondi sul cronometro. Priceless. Altra prestazione maiuscola per James, che sfiora la tripla doppia con 32 punti, 13 rimbalzi, 7 assist e una sola palla persa. Per i Pacers, prestazione opaca di Oladipo (17 punti con 5/20 dal campo) e soli 10 punti per Bogdanovic, che aveva letteralmente dominato gara 3. La serie è ancora lunga, ma Indiana deve sistemare in fretta il problema delle “false partenze”: dover rimontare ogni sera contro la squadra di LeBron James non è il più facile dei compiti.

Western Conference

Houston Rockets – Minnesota Timberwolves 119-100 (3-1)

La reazione degli Houston Rockets dopo la sconfitta (e brutta prestazione) di gara 3 non si è fatta attendere molto.
La squadra di coach D’Antoni infatti ha aggredito la partita sin dal primo minuto mettendo alla prova una Minnesota che, come molti sospettavano già prima dell’inizio della serie, forse non è ancora sufficientemente equipaggiata per giocare a questi livelli.
Butler e compagni infatti resistono “solo” due quarti sotto i colpi di Harden e compagni.
Nel terzo periodo infatti i Rockets hanno semplicemente spezzato la partita in due con un mostruoso quarto da 50 punti che ha messo 30 punti di distacco fra le due squadre.
Vero mattatore della serata il solito “barba” James Harden che chiude con 36 punti (22 nel terzo quarto) perfettamente assistito da Chris Paul (25 punti 6 rimbalzi 6 assist) e da Clint Capela che chiude la partita con 14 punti e 17 rimbalzi.
A poco sono serviti i 22 punti e 15 rimbalzi di Karl Anthony Towns e i 19 punti di Jimmy Butler per tenere in partita dei T-wolves troppo arrendevoli che sono stati schiacciati dalla superiorità tecnica del roster di Houston.
Da segnalare l’ennesima buona prestazione di Derrick Rose che chiude il match con 17 punti entrando dalla panchina.

 

Golden State Warriors – San Antonio Spurs 90-103 (3-1)

In un momento estremamente triste per la grande famiglia che sono i San Antonio Spurs, ci pensa il campo a portare una piccola gioia ai tifosi, ai giocatori e agli allenatori: i texani riescono ad imporsi contro i Golden State Warriors tra le mura amiche, dando così ancora una volta dimostrazione della qualità, dell’organizzazione e della grande tradizione vincente di questa franchigia. Probabilmente si tratta di una vittoria che non basterà a ribaltare le sorti della serie, ma ha comunque permesso di aggiornare alcune pagine del libro dei record: ovviamente prima vittoria ai playoff per un allenatore italiano grazie ad Ettore Messina (per quanto ufficialmente venga comunque assegnata a Gregg Popovich), mentre Parker e Ginobili diventano la coppia più vincente della storia dei playoff NBA. Il ricomporsi del sodalizio bolognese tra Ginobili e Messina a distanza di 17 anni riporta indietro le lancette dell’orologio per il quarantenne argentino, che sfodera una prova spettacolare da 16 punti, di cui 10 nel quarto periodo fondamentali per arginare la rimonta dei campioni in carica ed assicurare la vittoria dell’orgoglio neroargento. Ottima prova anche per un sontuoso LaMarcus Aldridge da 22 punti e 10 rimbalzi, mentre dall’altra parte non bastano i 34 punti di Kevin Durant, ottenuti però con ben 28 tiri ed un non esaltante 4/13 da 3 punti. A questo punto la serie ritorna ad Oakland, dove sarà ancora Messina a sedere sulla panchina degli Spurs mentre i Warriors vorranno chiudere la serie per non concedere troppo riposo di vantaggio ai New Orleans Pelicans che attendono la vincente di questa serie nel turno successivo.

 

 

 

Oklahoma City Thunder – Utah Jazz 96-113 (1-3)

Quella che poteva essere una delle serie più scontate di tutto il bracket Nba si sta trasformando in una delle più grosse sorprese dell’anno.
Gli Oklahoma City Thunder di Russell Westbrook infatti stanno lentamente ed inesorabilmente crollando per i difetti strutturali che si erano palesati già durante la regular season. La squadra infatti sembra non avere un vero e proprio gioco: vive e sopravvive grazie ai lampi di Westbrook e gli isolamenti di Paul George. Tutto ciò, in contumacia alla caduta libera che stanno avendo le statistiche e percentuali di Carmelo Anthony durante l’arco di tutta la stagione, sta facendo si che Oklahoma rischi seriamente di venire eliminata nella prima serie di Playoff da una squadra che, a livello di talento puro, non vale nemmeno la metà della squadra di coach Donovan.
I 32 punti di Paul George (nettamente il migliore della squadra in questa serie) e i 23 punti conditi da 14 rimbalzi di Westbrook non bastano ad arginare gli straripanti Utah Jazz che portano tutto il quintetto in doppia cifra, guidati dal fantastico Donovan Mitchell (33 punti 7 rimbalzi). Utah si porta sul 3 a 1 ed ora ha in mano la serie. Resta da vedere se i Thunder riusciranno a far valere il loro maggior talento o se verranno inesorabilmente sconfitti da quella che è, a tutti gli effetti, la squadra rivelazione di quest’anno cestistico.

 

Redazione TimeOut NBA

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