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NBA Playoffs: Houston e Boston guadagnano il primo match point

by • 25 Maggio 2018 • news, TimeOut NbaComments (0)448

Eastern Conference

Boston Celtics – Cleveland Cavaliers  96-83 (3-2)

La dura legge del Garden colpisce di nuovo e Boston rimette il naso avanti nella serie. I Celtics sfruttano il fattore campo ancora una volta e trovano la vittoria in gara-5 grazie al 96-83 finale. Gli ospiti rimangono in partita poco meno di un quarto, perché i ragazzi di Brad Stevens sono determinati fin da subito nel voler vendicare le due sconfitte consecutive patite nell’Ohio. LeBron e Love provano a tenere a galla il più possibile i Cavaliers, ma i biancoverdi sotterrano gli avversari sotto una pioggia di triple. Ben 6 tiri realizzati con i piedi oltre l’arco solo nella prima frazione e 32-19 alla prima sirena. Da lì in avanti Boston controlla senza patemi il timido tentativo di rientro dei Cavs, che prima scivolano anche a -16 e poi si riavvicinano fino al -8. Non abbastanza per riaprire la partita o quantomeno dare la sensazione di essere in grado di vincerla.

Dopo l’intervallo lungo Boston scappa nuovamente e il +18 scrive la parola fine sul match. Lue non ci prova nemmeno e lascia spazio alle seconde linee, che ricuciono nel garbage time fino al divario finale. Ancora una volta problemi evidenti per i Cavs, dalla circolazione di palla alla mancanza di alternative affidabili a Lebron, con il solo Kevin Love in doppia cifra.

Brown in conferenza stampa post partita ha detto che Boston ha espresso la miglior difesa della stagione e vanno dati i meriti al lavoro dei Celtics, ma dall’altro lato Cleveland si è sciolta come neve al sole alla prima difficoltà, con un crollo psicologico. Ciò non sminuisce la partita perfetta della franchigia del Massachusetts e anzi ne sottolinea la qualità e costanza, con i soliti Tatum (24 punti) e Brown (17) a guidare la truppa. Appena un passo dietro di loro i veterani Horford (15) e Morris (13), senza dimenticare il contributo di Smart (13), Rozier (8) e Baynes.

Ora la serie torna alla Quicken Loans Arena e la truppa di James è con le spalle al muro: confermare il fattore campo e giocarsi tutte le proprie carte in gara-7 oppure incappare in una caduta rumorosa. I Celtics sono pronti per strappare dalle mani del Re il pass per le Finals.

Western Conference

Houston Rockets – Golden State Warriors  95-92 (3-2)

Incredibile a Houston: non tanto per il risultato, comunque si incontravano le due squadre oggettivamente migliori della NBA ed ogni risultato è possibile, quanto per la quantità di stravolgimenti, emozioni e colpi di scena che questa partita ha regalato.

Al Toyota Center la partita inizia con gli attacchi bloccati, in particolare quello dei campioni in carica che per reggono l’urto in difesa e non permettono ai texani di scappare nel punteggio.

Houston è insolitamente imprecisa da tre punti, finchè Trevor Ariza e poi Gerald Green non sbloccano la situazione portando così i Rockets oltre la doppia cifra di vantaggio. Steve Kerr a questo punto prova a modificare la rotazione inserendo David West e Quinn Cook, fino ad oggi usati solo in garbage time e la mossa dà i frutti sperati: parziale positivo e svantaggio ricucito.

 

Nel secondo quarto però si accumulano le palle perse per Golden State e Houston ne approfitta grazie anche alla presenza intimidatoria di Clint Capela, mostruoso a protezione del ferro. Tuttavia i Rockets si bloccano in attacco soprattutto con James Harden che sembra davvero in serata negativa (0 su 11 da 3 punti alla fine, nonostante i suoi tiri vengano presi quasi sempre sfruttando i cambi contro il difensore più debole) e i Warriors ne approfittano trovando la parità sul 45-45.

La terza frazione vede gli attacchi salire decisamente di colpi, in particolare Chris Paul che fino a quel momento aveva sbagliato praticamente ogni tiro preso, diventa inarrestabile: un canestro impossibile dopo l’altro, di cui una tripla senza senso sparata in faccia a Steph Curry con tanto di provocazione successiva imitando la sua classica esultanza. Tuttavia ciò non basta ai Rockets per scappare e la tavola viene apparecchiata per un finale punto a punto.

 

L’ultimo quarto è un susseguirsi di emozioni, che culmina nel finale: Kevin Durant sbaglia, Eric Gordon segna una tripla a cui risponde Draymond Green, poi dopo un errore di Paul che rimane a terra infortunato Cook si ritrova tra le mani il tiro più importante della sua vita per portare avanti i suoi ma lo sbaglia. Si arriva poi all’ultimo possesso, con Houston avanti di due punti e gli Warriors che chiamano il timeout a meno di 7 secondi dalla fine: ne esce però una palla persa terribile su un passaggio tra Curry e Green, che costa a Golden State le residue speranze di rimonta.

Ma la vittoria di Houston che ora è ad un passo dalle Finals, ha un retrogusto amaro: l’infortunio di Paul, fondamentale ben oltre i 20 punti segnati in una partita in cui non ha potuto contare sul contributo di Harden, se dovesse tenerlo fuori dalla prossima partita renderebbe ancor più difficile espugnare la Oracle Arena e potrebbe portare la serie alla decisiva gara 7.

 

Redazione TimeOut NBA
Immagini: Facebook, pagine ufficiali

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