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NBA Playoffs: LeBron non basta più. Boston 2-0. Houston pareggia la serie

by • 17 maggio 2018 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)318

Eastern Conference

Boston Celtics – Cleveland Cavaliers  94-107 (2-0)

nba playoffsIl solito mostruoso LeBron James non basta a Cleveland e gara-2 è ancora dei Celtics. Boston e Brad Stevens impongono un duro stop ancora una volta agli uomini del re, spiegando una lezione di vita e di sport importantissima: il basket è sport di squadra ed è l’insieme che vince. Non serve quindi essere un alieno catapultato sulla terra (42 punti alla sirena per LBJ, di cui 21 nel primo quarto e alcuni canestri semplicemente irreali) o avere una forza di volontà ferrea (il Re si è presentato ore prima degli altri sul parquet per redimere gara-1, con seduta supplementare di tiro). Alla fine vince il collettivo e le idee. E così accade anche nel secondo atto della serie, dove sul campo di casa i biancoverdi trionfano per 107-94. Cleveland parte meglio, con la rabbia in corpo di chi ha tutto da dimostrare dopo la sconfitta di 48 ore prima. Il massacro di gara-1 viene scongiurato, ma come sempre i Cavaliers devono ricorrere allo straordinario per segnare, lanciati in campo senza costrutto da (coach?) Lue. Dall’altro lato Boston con la sua trama di passaggi trova sempre il varco nelle enormi disattenzioni difensive degli ospiti, rimanendo a contatto quasi senza faticare.

Quando poi, dopo la pausa lunga, i Celtics cambiano registro sulle due metà del campo, il parziale è inevitabile. Dopo Brown nel primo quarto, è Rozier che viene costantemente lasciato solo ad ogni minimo ribaltamento di azione dalla svagata retroguardia wine-and-gold, diventando una sentenza (14 punti nel solo terzo quarto). I Cavaliers rispondono come solo sanno fare, aggrappandosi cuore e anima a James, ma non è sufficiente per chiudere il gap in doppia cifra. Nel finale c’è tempo giusto per il fallaccio di JR Smith, che decide di iscriversi alla partita nel modo peggiore, rischiando di fare male per davvero ad Al Horford. Caduta per fortuna senza conseguenze per il centro dominicano, e mini rissa sedata in fretta. Al fianco della prestazione super (ma vana) di LeBron si erge come Robin solamente Kevin Love (22 punti), anche se il lungo ex T-Wolves continua a soffrire terribilmente in difesa. Tutti gli altri hanno marcato visita, e nemmeno Kyle Korver si salva nella disfatta (11 punti, ma tutti in un’unica fiammata nel primo tempo, costruita quasi totalmente grazie a James). Per Boston invece tutto il quintetto vola in doppia cifra, a cui si aggiungono gli 11 di Smart e i 9 di Baynes in uscita dalla panchina. Ancora una volta i due giovanissimi leader della squadra non mostrano alcun timore reverenziale, con Brown che chiude con 23 punti e 6 rimbalzi e Tatum a quota 11. Del resto portano il proprio contributo anche i soliti Horford (15), Morris (12) e Rozier (18).

Ora l’ago della bilancia comincia a pendere verso i Celtics, con anche le statistiche che si schierano a favore dei ragazzi di Brad Stevens: in 37 precedenti, Boston non è mai stata eliminata quando è andata in vantaggio per 2-0. Nell’Ohio invece dovranno cambiare registro: LeBron sta riscrivendo la storia (3^ tripla doppia in carriera con più di 40 punti), ma da solo non basta.

Western Conference

Houston Rockets – Golden State Warriors  105-127 (1-1)

La missione, per i Rockets di coach Mike D’Antoni, in questa gara casalinga era quella di riprendersi dalla severa sconfitta rimediata in gara uno contro i favoriti Golden State Warriors. Chi si aspettava una partita come la prima vista in questa serie deve tuttavia essere rimasto deluso: una pioggia di triple si è abbattuta su Golden State, e Houston, già alla fine del secondo quarto di gioco, aveva saldamente il controllo della partita. Con un Chris Paul in regia ispiratissimo (16 punti 4 rimbalzi 6 assist) a dettare i tempi dell’attacco, Houston si è espressa al massimo delle proprie potenzialità. Tutto il quintetto base, escluso Capela, in doppia cifra abbondante, 27 punti uscendo dalla panchina per Eric Gordon che ha letteralmente spaccato in due la gara con una prestazione balistica eccellente (6/9 dall’arco).
22 è 7 rimbalzi per PJ Tucker mai così positivo in questi playoff. 19 punti e tanta tanta difesa per Trevor Ariza, uno dei pochissimi che ha provato a limitare Kevin Durant (unico a non aver mai mollato degli Warriors). Tutto ciò condito con i ”soliti” 27 punti di James Harden, a cui si aggiungono anche 10 rimbalzi e 3 assist.

Golden State paga la poca attenzione difensiva rispetto a gara 1 e viene prontamente punita dalle ottime percentuali dal campo dei Rockets. A fare la differenza, in negativo, in casa Warriors sono state anche le non idilliache prestazioni di alcuni dei membri più importanti della squadra di Steve Kerr: 8 punti soltanto per Klay Thompson che chiude con un pessimo 3 su 11 dal campo la partita, e 6 punti anche per Green, a cui si aggiungono 6 assist e 6 rimbalzi. Curry chiude la partita con 16 punti 7 rimbalzi e 7 assist ma con una prestazione che fa salire i dubbi sulla sua condizione fisica post infortunio (rimediato prima della fine della regular season) che sembra stia condizionando le prestazioni del numero 30, molto in difficoltà soprattutto difensivamente contro i cambi forzati dall’attacco di Houston.

Durant a parte (38 punti e 3 rimbalzi) nessuna prestazione degna di nota per gli Warriors che ora, sul punteggio di 1 a 1, tornano a Oakland per giocare gare 3 e gara 4, le due partite che potrebbero delineare le sorti della serie.
Come da pronostico, questa finale di conference è tutt’altro che scontata e davanti abbiamo ancora molte partite dal risultato più che mai incerto.

 

 

Redazione TimeOut NBA
Immagini: Facebook, pagine ufficiali

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