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NBA Week 10: Christmas Special, buone notizie per LeBron

by • 27 Dicembre 2018 • news, TimeOut NbaComments (0)156

Come da ormai storica tradizione a Natale la NBA non solo non si ferma, ma anzi mette in vetrina il meglio di sé con un calendario impostato ad hoc per far scontrare i migliori giocatori e le migliori squadre (con qualche eccezione data dai grandi mercati, vedi New York Knicks) durante il classico NBA Christmas Day.

Va da sé che questo appuntamento catalizzi l’attenzione settimanale di media e appassionati, con le partite che assumono un’importanza ben maggiore di quanto non si darebbe ad una normale gara di regular season: le grandi prestazioni natalizie come i 46 punti di Tracy McGrady contro i Pistons, i 60 di Bernard King in un derby della “Grande Mela” o del game winner di Kyrie Irving contro gli Warriors l’anno dopo averli puniti alle Finals, si rimane per sempre nella storia NBA.

Andando quindi ad analizzare il Christmas Day appena passato, abbiamo la facile vittoria dei Milwaukee Bucks contro i New York Knicks per 109-95, un antipasto dell’abbuffata seguente che però permette a tutti (semmai ce ne fosse ancora bisogno) di ammirare come Giannis Antetokounmpo sia ormai indiscutibilmente uno dei giocatori più incredibili ad aver mai calcato un parquet NBA. Il suo dominio va molto oltre i comunque ottimi 30 punti e 14 rimbalzi con il 61% dal campo, vederlo giocare è una continua dichiarazione d’intenti verso il trono della lega, che prima o poi sarà inevitabilmente suo. Unica nota stonata della serata: un coach Fizdale in versione Grinch non mette in campo nemmeno un minuto Mario Hezonja, privandoci del rematch dello scontro tra lui ed il semidio greco dopo le scintille che erano scoppiate tra di loro dentro e fuori dal campo.

Di seguito abbiamo assistito ad uno scontro tra due squadre ancora in cerca del loro posto nella Western Conference, ovvero gli Oklahoma City Thunder e gli Houston Rockets: a spuntarla sono stati i texani 113-109, grazie ad un James Harden che sembra essersi definitivamente caricato la franchigia sulle spalle tornando ai livelli da MVP a cui ci aveva abituato per tutta la stagione passata. I suoi 41 punti, assieme al dominio a rimbalzo del sempre preziosissimo Clint Capela (23 rimbalzi di cui 10 offensivi) permettono ai Rockets di sopperire all’assenza di Chris Paul e di superare i Thunder. Non basta infatti l’ottima prova corale della franchigia guidata da Russel Westbrook, dove comunque le buone indicazioni non sono mancate: Mr. tripla doppia sembra sempre più a suo agio nel suo intento di facilitatore per i compagni ed anche la sua coesistenza con Schroeder funziona molto meglio di quanto ci si potesse aspettare ad inizio anno, mentre è ormai un dato di fatto che questa sia la miglior stagione in carriera per Paul George, di diritto nei discorsi per il titolo di MVP.

Un’altra portata succulenta è stato sicuramente lo scontro tra due potenze dell’Est come Boston Celtics e Philadelphia 76ers, con i verdi ad imporsi per 121-114 in quella che probabilmente è stata la gara più bella ed emozionante: sono infatti stati necessari i tempi supplementari ed il miglior Kyrie Irving stagionale (40 punti) ai Celtics per avere la meglio su Embiid e compagni. Il centro camerunense comunque ha dimostrato ancora una volta di essere ormai un campione fatto e finito, senza dubbio il miglior interprete puro del suo ruolo ed un rebus veramente difficile da risolvere per i malcapitati che si trovano a doverlo marcare. Con questa vittoria Boston spera di dare ora continuità ai risultati e trovare quella quadratura che faticano ad ottenere da quando sono rientrati tutti gli infortunati, in particolare Hayward, Brown e Tatum devono trovare quell’equilibrio che può davvero permettere ai Celtics di avere la profondità e la qualità necessarie di arrivare fino in fondo quando più conterà.

Il piatto forte della serata o comunque il più atteso era sicuramente quello tra Los Angeles Lakers e Golden State Warriors, il primo per LeBron James con la divisa gialloviola dopo tante epiche battaglie durante le ultime quattro NBA Finals: ma praticamente niente è andato come ci si poteva aspettare: infatti i Lakers hanno sostanzialmente dominato i Warriors 127-101 ed è avvenuto un fatto più unico che raro come un infortunio al Re, che lo ha costretto ad uscire prematuramente (ma comunque in tempo per mettere a referto 17 punti e 13 rimbalzi in 21 minuti) e che dagli esami successivi non sembra essere niente di particolarmente grave. A brillare in assenza del loro leader sono stati i giovani con Zubac (18 punti) e Kuzma (19 punti) in testa, guidati dal venerabile maestro Rondo che con 15 punti e 10 rimbalzi si è regalato una prestazione vintage da ricordare a lungo. Per i campioni in carica non mancano le preoccupazioni soprattutto per l’altalenante stagione di Klay Thompson, ma quando hai uno Steph Curry in formato MVP come quest’anno e il solito ineffabile Kein Durant, queste sconfitte seppur numerose (mai così tante a questo punto della stagione da quando Steve Kerr è alla guida) possono ancora essere catalogate come piccoli incidenti di percorso: i favoriti sono ancora loro.

Infine ha chiuso la scorpacciata natalizia il match tra Portland Trail Blazers e gli Utah Jazz; a farla da padrone è stato Rudy Gobert, che si è preso la scena dominando la propria metà campo. Il lungo francese ha infatti registrato ben 7 stoppate, contribuendo alla solida prova difensiva dei Jazz, capaci di tenere gli avversari sotto quota 100 punti (117-96 il risultato finale) come raramente capita ad una squadra che può contare su due bocche da fuoco come Lillard e McCollum. In una classifica corta e fluida come quella che si sta verificando da inizio stagione ad Ovest, vittorie e sconfitte come queste possono risultare davvero pesanti, in quanto tra la quarta e la penultima della Conference ad esempio ci sono soltanto 5 vittorie di differenza.

Ovviamente il resto della NBA non è rimasto a guardare a lungo, quindi nella notte di Santo Stefano si è tornati subito in campo con buona parte delle altre squadre, tra cui spiccano i due overtime che si sono resi necessari nella sfida tra Nets e Hornets (134-132 per Brooklyn), la vittoria della grande snobbata del calendario natalizio ovvero Toronto (106-104 sugli Heat grazie ai 30 punti di Kawhi Leonard), la quasi tripla doppia di Luka Doncic (21-9-10) con cui Dallas batte i Pelicans di Davis (32 punti e 18 rimbalzi per lui) ed infine le belle vittorie anche grazie al contributo di Belinelli (12 punti e 5 assist) e Gallinari (14 punti) con cui Spurs e Clippers superano due rivali dell’Ovest ovvero Nuggets (111-103) e Kings (127-118).

Dalla prossima settimana torneremo anche con la consueta Top&Flop, buone feste e buon 2019 da parte della redazione di TimeOutNBA!

 

Alessandro Sciaboni

 

Immagini: Facebook, pagina ufficiale della NBA

 

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