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NBA Week 12: tra l’All Star Game, il caos infinito in casa T’Wolves e gli Spurs in risalita

by • 8 Gennaio 2019 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)132

Nuova settimana in NBA e come sempre la carne al fuoco non manca. Dopo il via alle votazioni nel giorno di Natale, la Lega ha comunicato i risultati parziali nella corsa all’All Star Game. È bene ricordare che il voto attuale riguarda le preferenze espresse dai fan e che questa graduatoria vale per il 50% nel conteggio finale. Il restante 50% dei voti sarà affidato a giocatori e giornalisti. Nel frattempo però ci sono le prime sorprese: il fenomeno sloveno Luka Doncic (accolto al Draft con tanto scetticismo da coloro non avvezzi al basket europeo) ha conquistato subito anche le folle, piazzandosi davanti addirittura a Kevin Durant ed Anthony Davis. La nostalgia gioca il suo ruolo invece sui nomi di D-Rose e D-Wade, entrambi al secondo posto nelle guardie per le rispettive Conference: se il primo ha commosso tutti con il suo novembre da favola Disney e sta lottando per il Sesto Uomo dell’anno, alla leggenda degli Heat il pubblico spera di regalare un ultimo grande ballo. Nelle prime posizioni invece nessuna sorpresa, con Lebron unico a superare il milione di voti, inseguito da Antetokounmpo, Irving e Curry. Flebile speranza anche per il nostro Danilo Gallinari: rientrare tra i convocati dell’Ovest sarà un’impresa pressoché impossibile, però c’è una mobilitazione per il nostro connazionale che potrebbe regalare un’ulteriore sorpresa.

In attesa di vedere la parata di stelle a Charlotte, è ancora il campo protagonista. Mentre Denver guarda tutti dall’alto nella Western Conference, gli Warriors primi inseguitori faticano a trovare la quadra degli ultimi anni. Questa coppia in vetta al gruppo non può dormire sonni tranquilli, perché ad Ovest tutti corrono e bastano un paio di passi falsi per ritrovarsi immischiati nel gruppone che popola le posizioni dalla terza alla settima. Un momento di appannamento ad esempio come quello dei Lakers, che da quarti si sono ritrovati ottavi in 10 giorni e con il fiato sul collo di Utah. L’assenza di James ha influito pesantemente, ad ulteriore dimostrazione della potenza cestistica del Re: senza di lui Cleveland è passata da 4 Finals consecutive ad implodere, mentre Los Angeles quest’anno è risalita verso posizioni di rilievo, ma ha perso 5 delle ultime 7 gare giocate senza il proprio faro. Il rientro di Lebron sembra prossimo, ma bisogna fare attenzione a non sottovalutare questo genere di noie muscolari: di sicuro però Luke Walton ed i giovani Lakers non possono fare a meno della propria stella più luminosa ancora a lungo.

Sempre i Lakers sono coinvolti in un’altro caso della settimana, anche se solo come sparring partner: i gialloviola infatti sono stati sconfitti dai Timberwolves ed al termine della partita è saltata la panchina di un allenatore. Ma non dello sconfitto, bensì del vincitore. Nonostante la vittoria, coach Thibodeau ha ricevuto il benservito dalla dirigenza di Minnesota. La scelta era nell’aria da tempo, date le divergenze tra proprietà e coach. L’allenatore navigava a vista dopo la cessione di Jimmy Butler, che lui avrebbe evitato in quanto suo pretoriano. Il talento dal carattere esplosivo però non era più in grado di convivere con lo spogliatoio, più volte criticato dai compagni, ai quali non aveva nemmeno lesinato bordate in risposta. La trade con Philadelphia (evidentemente inevitabile e accolta con ottimismo da Towns e Wiggins) non è stata sufficiente a sanare la situazione interna. Vedremo ora se questa separazione chiuderà un capitolo burrascoso della storia recente di Minnesota e se finalmente i lupi riusciranno a voltare pagina.

Passiamo ora al classico Top e Flop della settimana!

TOP – SAN ANTONIO SPURS

Momento magico per gli Speroni del Texas. L’avvio difficile sembra solo un ricordo lontano per la squadra di Popovich, vecchia volpe che ogni volta riesce a sorprendere tutti. C’è voluto tempo per metabolizzare l’addio di Leonard ed inserire DeRozan, ma ora gli ingranaggi nella macchina del coach 5 volte campione NBA sono tornati al loro posto. Nelle ultime 15 partite gli Spurs sono stati in grado di portare a casa ben 12 successi, con una striscia aperta di 5 vittorie, miglior dato della Lega. La chiave risiede sempre nel sistema creato da Pop: condivisione delle responsabilità e circolazione. DeRozan e Aldridge guidano un team in ascesa, con 22 e 20 punti di media a partita. Ma subito dietro le prime punte un gruppo di giocatori sono pronti a rispondere presenti quando chiamati in causa. Dalle giovani scoperte Forbes, White e Poetl, fino alla truppa di veterani capitanata da Rudy Gay e Patty Mills. Senza dimenticare l’importanza di Bertans e la leadership conclamata del nostro Marco Belinelli. Dopo tre anni di “esilio” Marco è tornato a giocare il basket che maggiormente lo valorizza e sta dimostrando tutte le sue qualità, oltre a portare esperienza al gruppo. Quando tutti li davano per finiti e destinati a non rientrare nella lotta playoff, ecco che gli Spurs hanno battuto un colpo e sono tornati prepotentemente in carreggiata.

FLOP – MEMPHIS GRIZZLIES

Tralasciando la situazione drammatica dei Cavaliers, gli acerbi Suns e i Timberwolves di cui abbiamo già parlato, la situazione più difficile al momento si respira in Tennesse. Citofonare Grizzlies fuori dal FedEx Forum per chiedere spiegazioni. Striscia aperta di 6 sconfitte, che si allarga ad 11 nelle ultime 13. I risultati stentano ad arrivare ed il treno playoff, per quanto ampiamente alla portata, rischia di svanire prima del previsto. C’è da dire che questa stagione non partiva sotto i migliori auspici per Memphis, nonostante una qualità diffusa all’interno del roster. Forse la stanchezza, forse la mancanza di idee nuove, fatto sta che i Grizzlies alternano buoni momenti con periodi di totale assenza sul parquet. I leader del gruppo Marc Gasol e Mike Conley non riescono a trascinare i compagni come fatto in passato e spesso e anche i giovani prospetti, Green e e Jackson su tutti, faticano a trovare la continuità. C’è di buono che la difesa, marchio di fabbrica della franchigia nelle ultime cavalcate playoff, continua ad essere efficace, con il settimo dato per defensive rating. Ma nell’altra metà campo le difficoltà sono evidenti e non di facile risoluzione. Inoltre un’altra brutta notizia coinvolge la squadra: Chandler Parsons lascerà Memphis nonostante l’anno e mezzo di contratto residuo. Dopo i fasti di Dallas, il ragazzo della Florida non ha mai trovato il feeling giusto con i Grizzlies a causa di una serie infinita di infortuni. In due stagioni e mezza ha disputato appena 73 partite. I medici lo hanno dichiarato pronto lo scorso 21 dicembre, ma la società ha preferito non reintegrarlo e metterlo sul mercato. Addirittura le parti starebbero trattando la risoluzione: nel 2016 Parsons firmò un quadriennale da 94 milioni totali, il che vuol dire che Memphis per liberarsi del giocatore deve versargli i 38 milioni di dollari garantiti rimasti. Non proprio una scelta indolore, anche economicamente.

Luca Marchesini

Immagini: Facebook, pagina ufficiale NBA, instagram, pagine ufficiali delle squadre.

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

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