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NBA Week 18: OKC ingrana, Giannis fa volare i Bucks, malissimo i Lakers

by • 26 Febbraio 2019 • news, TimeOut NbaComments (0)101

Bentornati ad un nuovo appuntamento con il basket oltreoceano: TimeOut NBA!

Come ogni anno, al termine dell’All Star Game si comincia immediatamente a pensare alle possibili griglie dei playoff, e a quello che ci riserverà la corsa finale.

Il lontano Ovest è al momento spaccato in 3 blocchi: Warriors, Nuggets e Thunder guidano il primo gruppo, e al di là della posizione in classifica fanno un po’ gara a sè, essendosi dimostrate superiori alle altre squadre della Conference (per i Thunder il percorso è stato più complicato, ma ci arriviamo). Il secondo blocco, molto ampio, vede almeno 7 squadre contendersi 5 posti ai playoff. In particolare, 4 squadre si contendono gli ultimi due posti: stiamo parlando di Spurs, Clippers, Kings e Lakers.

Questi ultimi, che nessuno a metà stagione pensava potessero rischiare la post-season, hanno toppato un appuntamento importante proprio due notti fa, finendo KO a New Orleans (come se non bastasse, Anthony Davis guardava dalla tribuna), proprio nella stessa sera in cui i Kings vincevano in volata la sfida con i Thunder, stremati dai due overtime della sera prima. Questo doppio risultato, unito al calendario dei losangelini, non fa ben sperare: i gialloviola infatti dovranno affrontare Golden State, Toronto, Boston, Denver e si trovano ora a ben 2 gare di distanza dall’ottava posizione. LeBron non manca i playoff da quando George W. Bush era ancora Presidente degli Stati Uniti. Non vorrei essere un compagno di squadra di James, se quest’eventualità, non particolarmente remota, dovesse verificarsi.

Ad Est la situazione è ancora più frammentata: Bucks e Raptors sembrano sempre più fare il vuoto, e appena un gradino sotto troviamo Pacers (!!!) Sixers e Celtics. Per quanto riguarda i Pacers, il fatto che nonostante l’assenza di Oladipo abbiano vinto 8 delle ultime 10 partite varrebbe da sola una menzione speciale, ma se si va a vedere come gioca questa squadra viene da chiedersi se non sia il caso di inserire Nate McMillan nella conversazione del Coach of the Year. Quello che è riuscito a fare con il materiale a disposizione è veramente degno di nota.

Dalla sesta alla decima posizione, l’Est è una giungla: 5 squadre che da una settimana all’altra possono infilare un’inaspettata striscia di vittorie, ma due di queste rimarranno con un pugno di mosche: è l’NBA, bellezza.

I nostri Top & Flop questa settimana si sono trasformati in Top & Top. I flop della settimana, come già accennato, dovevano infatti essere i Los Angeles Lakers ma abbiamo pensato che queste due squadre meritassero un approfondimento.

TOP – OKLAHOMA CITY THUNDER

I Thunder quest’anno saranno la vera mina vagante a Ovest. Sebbene infatti i loro risultati durante la stagione siano stati più altalenanti rispetto a Denver, quello che hanno combinato nelle ultime settimane fa pensare che  Donovan e i suoi abbiano forse trovato la quadratura del cerchio. Ci sono volute quasi due stagioni, ma la chimica tra Westbrook e George ora sembra funzionare: Russell, quest’anno, (pur tenendo a mente i tremendi problemi al tiro da fuori del numero 0, che viaggia con un inguardabile 29% dal campo a 3 metri o più dal canestro) sta facendo un ottimo lavoro in fase offensiva per mettere in ritmo il suo compagno, e allo stesso tempo sta difendendo come forse non ha mai fatto nella sua carriera. E la sinergia tra i due funziona: Paul George sta giocando la sua miglior stagione di sempre (chi vi scrive ritiene dovrebbe essere l’MVP quest’anno, nonostante le mirabolanti prestazioni del Barba), e quando i due sono in campo insieme OKC viaggia con un +12 di Net Rating. Irreale. Se a questi due uniamo il fatto che la panchina non è più impresentabile e che si avvicina il ritorno di Andre Roberson, OKC avrà tutte le carte in regola per provare ad essere la vera “anti-Warrior” della stagione. Vedremo come andrà.

TOP – MILWAUKEE BUCKS

A proposito di candidati MVP, un altro che avrebbe qualcosa da dire è certamente Giannis Antetokounmpo. Il greco posta statistiche da fantascienza ogni sera (oltre i 27 punti, 12 rimbalzi e 6 assist a sera, con il 58% dal campo: sono career-high in tutte le categorie) e il fatto che i Bucks siano in testa alla classifica della Eastern Conference, avendo perso soltanto 4 gare nel 2019 fin qui, gli varrebbe da solo il premio di MVP (anche se questo contraddice quello che ho scritto nel paragrafo precedente). Quello che certamente manca a questi Bucks per il vero salto di qualità è un secondo violino all’altezza: Middleton, pur giocando un’ottima pallacanestro non basta. Le franchigie di oggi schierano due, tre (quattro, cinque!!) All Star in quintetto. Questa differenza nella post-season si sentirà, ma per adesso godiamoci The Greek Freak!

Niccolò Battolla

Immagini: Facebook, Twitter, pagine ufficiali delle squadre.

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

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