Cookie Policy

Nba Week 18: Trade deadline senza il botto, si ricomincia a giocare

by • 27 Febbraio 2017 • TimeOut NbaComments (0)1024

Quella appena trascorsa è stata una settimana caratterizzata soprattutto dal mercato piuttosto che dalle partite: dopo l’All Star Weekend si è svolta la consueta pausa di ben 3 giorni senza partite in concomitanza della trade deadline, ovvero del termine della possibilità di effettuare scambi tra le varie franchigie.

La primissima trade che si è svolta durante questo periodo di limbo è stata quella che ha portato DeMarcus Cousins e Omri Casspi a New Orleans in cambio di Buddy Hield, Tyreke Evans, Langston Galloway e la prima scelta più bassa tra quelle possedute dai Pelicans al prossimo draft. Questa trade ha sollevato un polverone pazzesco, soprattutto per le dichiarazioni fatte in seguito dalla coppia che ha avallato lo scambio dal lato di Sacramento, ovvero Divac (General Manager) e Ranadive (presidente): il buon Vlade Divac ha infatti candidamente ammesso di aver “ricevuto un’offerta migliore per Cousins due giorni prima”, ma che quando si è deciso a fare lo scambio questa non fosse più disponibile e quindi ha dovuto ripiegare sulla seconda migliore, quella appunto dei Pelicans. Ranadive dal canto suo ha commentato la trade dichiarandosi felicissimo in quanto ritiene che “Hield possa diventare meglio di Steph Curry”. Se questa affermazione vi fa sorgere delle perplessità, sono più che legittime: Hield è un rookie “vecchio” di 24 anni in quanto ha avuto una lunga carriera collegiale (dove era una macchina da punti) ma che sta quantomeno faticando nel suo primo impatto con la NBA, visti anche i suoi 8.8 punti a partita in 20 minuti di media di utilizzo.

Dal lato di New Orleans è inutile dire che questa trade porti una ventata di entusiasmo in quanto Cousins con Anthony Davis va a formare la coppia di lunghi più devastante della lega e che nonostante i risultati finora non stiano arrivando (non hanno ancora vinto da quando si è fatto lo scambio), una volta trovati i giusti meccanismi per far coesistere le due stelle proietta veramente in alto il potenziale dei Pelicans.

L’altra notizia bomba della settimana è stato il ribaltone in casa Lakers: Jeanie Buss (figlia del compianto Dr. Jerry Buss, storico proprietario dello showtime e dei successi targati Bryant) fa piazza pulita in dirigenza mostrando la porta al fratello Jim e a Mitch Kpchak, nominando al loro posto Magic Johnson come President of Basketball Operations e il potente ex agente di Kobe, Rob Pelinka, come General Manager. Questo terremoto interno è la definitiva bocciatura per la precedente gestione e si spera possa portare una nuova ondata di sorrisi e di stelle del parquet a Los Angeles, come da marchio di fabbrica di Magic Johnson. Il suo primo movimento di mercato intanto va chiaramente nella direzione del tanking e della protezione della loro prima scelta (la perderanno se non fosse una delle prime 3 al prossimo draft) con la cessione di Lou Williams ai Rokets in cambio di Brewer e la prima scelta di Houston. Williams era il miglior realizzatore dei Lakers e con un contratto molto vantaggioso per questo e il prossimo, quindi i Lakers senza di lui si garantiranno qualche sconfitta in più e la possibilità di dare maggiori responsabilità alle loro giovani stelle Brandon Ingram e D’Angelo Russel.

Per quel che riguarda gli ultimissimi giorni di mercato, sono stati caratterizzati dalle voci che portavano un Big a Boston tra Jimmy Butler, Paul George e Danilo Gallinari, ma alla fine non si è concretizzato nessuno di questi scambi per le richieste ritenute troppo alte (tutti volevano la prima a scelta dei Nets che appartiene ai Celtics oltre ad almeno 2 o 3 giocatori di livello come Crowder e Smart). L’altro scambio di cui si è tanto parlato ma che alla fine non è andato in porto è quello che doveva portare Ricky Rubio ai Knicks in cambio di  Derrick Rose ai Timberwolves, ma anche qui l’accordo non è stato trovato.

Tra gli scambi conclusi invece segnaliamo Nerlens Noel a Dallas in cambio di Justin Anderson, una prima scelta protetta ed Andrew Bogut. Il lungo australiano però verrà tagliato da Philadelpihia e probabilmente sarà accolto dai Cavs, che con lui e Deron Williams vanno a pescare nel mercato dei free agents per regalare a LeBron una panchina esperta ed affidabile. Se dovessero tenere dal punto di vista fisico, Deron Williams, Korver, Derrick Williams, Richard Jefferson e Bogut sarebbe una second unit di tutto rispetto anche nel 2017 (nel 2013 sarebbe stata devastante…). L’ultima trade di buon livello invece è stata quella che ha portato Doug McDermott e Taj Gibson (un tiratore purissimo ed un esperto difensore per aiutare Westbrook) ai Thunder in cambio di Payne, Lauvergne e Morrow ai Bulls. Quest’ultimo si è reso subito protagonista della protesta da parte dei suoi nuovi tifosi in quanto reo di aver scelto la maglia numero 1, per loro ancora appartenente solo e soltanto a Derrick Rose (Morrow si è poi scusato e ha promesso che cambierà numero).

Essendoci state poche partite e tante trade abbiamo preferito dare più spazio a queste ultime. Per quanto riguarda la consueta Top&Flop ci limitiamo alle due situazioni più degne di nota:

TOP

Toronto Raptors

Nonostante un Kyle Lowry fuori per un infortunio al polso i Raptors hanno vinto le ultime 3 gare disputate, di cui una fondamentale contro i Celtics 107-97 grazie ai 43 punti di DeMar DeRozan, e sembrano aver ritrovato la loro identità tra le potenze dell’Est. Al momento sono quarti, ad una sola vittoria di distanza da Washington, ma con le recenti aggiunte di Serge Ibaka e P.J. Tucker è legittimo aspettarsi un piazzamento sul podio entro la fine della regular season.

FLOP

New Orleans Pelicans

Come già accennato in apertura di articolo, i Pelicans non hanno ancora vinto da quando hanno aggiunto DeMarcus Cousins tra le loro fila. Tre sconfitte consecutive sono davvero un magro bottino per una squadra che può vantare due All Star come coppia di lunghi titolari, soprattutto se loro due nel complesso segnano 56, 51 e 69 punti in queste partite. C’è bisogno di un maggiore sforzo da parte di Jrue Holiday come terzo violino e del supporting cast (anche se il resto del roster è veramente povero di talento). A loro discolpa va comunque detto che l’inserimento di una stella come Cousins non è semplice ed immediato, oltre al fatto che queste sconfitte sono arrivate contro Rockets (129-99), Mavericks (96-83) e Thunder (118-110) quindi non propriamente degli avversari comodi per fare esperimenti.

 

Alessandro Sciaboni

 

Iscriviti a TimeOut Basketball e seguici su Facebook

 

 

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

Related Posts

Privacy Policy