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NBA WEEK 19 Continua la striscia di vittorie dei Rockets, volano i Pelicans trascinati da Davis. Bene Golden State e San Antonio

by • 26 Febbraio 2018 • TimeOut NbaComments (0)446

 

Tante cose da raccontare sulla settimana NBA appena conclusa.

Harden fa 41 e i Rockets stendono anche i Nuggets (e si portano alla dodicesima vittoria consecutiva), ai quali non basta un Jokic da 21 punti, 14 rimbalzi e 8 assist.

Fondamentale vittoria dei Pelicans all’overtime contro Milwauke, la seconda consecutiva all’overtime dopo quella giocata contro i Toronto Raptors.

Straordinario Holiday con 36 punti e 6 assist.

 

 

Fra le partite più attese della settimana, sicuramente, quella giocatasi fra Golden State Warriors ed Oklahoma City Thunder.

Dopo aver perso i precedenti 2 scontri stagionali, gli Warriors riescono finalmente ad imporsi con autorità e apparente disinvoltura sui Thunder.

Golden State già nella terza frazione infatti, chiude la partita, tornando a giocare da assoluta prima della classe.

Durant segna 28 punti alla sua ex squadra, al resto ci pensa la difesa, che innervosisce ed entra sotto la pelle di Paul George a soli 5 punti con 1/14 al tiro, Carmelo Anthony a 14 punti con 6/17 e Westbrook a 15 punti, col l’altrettanto brutto 4/15 dal campo.

Al di là del risultato però (112 – 80 per i padroni di casa) a fare notizia sono stati i nervi a fior di pelle nel post-partita fra Russell WestbrookZaza Pachulia, accusato di essergli piombato addosso con l’intenzione di fargli male durante il terzo quarto del match: «Pachulia mi si è gettato addosso in maniera intenzionale perché non l’ho certo toccato prima. Mi è venuto contro con l’intenzione di farmi male. Il replay è chiaro e basta vederlo. Conoscete Zaza, conoscete la sua storia. Nessuno l’ha spinto. Ha mirato dove cadere… sta cercando di fare male a molti. » 

Poco più tardi però è arrivata anche la replica del lungo georgiano che ha respinto tutte le accuse al mittente: «Mi ha davvero rivolto accuse del genere? Preferisco non commentare e creare inutili polemiche. Su questa cosa posso solo dire che le sue accuse sono davvero sciocche ed infantili. Ripeto però che non è il caso di continuare a parlare di questo».

Anche Kyrie Irving è intervenuto sull’argomento senza mezzi termini. Il playmaker dei Celtics ha commentato così la vicenda su Instagram: “la lega dovrebbe tenere d’occhio questo tizio, questa m**** è una cosa ridicola!”

 

 

Gli Spurs, nella notte, mostrano grande personalità e grazie a un eccellente secondo tempo si mettono alle spalle la striscia di quattro sconfitte consecutive andando a vincere a Cleveland 110-94.

Una grande prova di Aldridge e del redivivo Green consegnano finalmente una vittoria ai San Antonio Spurs orfani di Manu Ginobili, con un Parker acciaccato e a mezzo servizio e con un Leonard (sembra) fuori fino a fine stagione.

Nonostante un Lebron James ad un passo dalla tripla doppia con 33 punti (12-20 dal campo) 9 assist e 13 rimbalzi i Cleveland Cavaliers non sono riusciti a mettere a referto numeri offensivi sufficienti per mettere in difficoltà una difesa solitamente solida come quella degli Spurs, nonostante i problemi dimostrati nell’ultimo periodo ( nelle ultuime 4 sconfitte, numeri alla mano, la squadra di coach Popovich risultava essere la peggior difesa NBA).

Lebron a parte infatti, il top scorer in casa Cleveland è stato l’ex Lakers Jordan Clarkson con 17 punti.

Al termine della partita Coach Popovich si è apertamente schierato dalla parte di Lebron James nella vicenda che ha visto implicate la stella dei Cavaliers e la giornalista Laura Ingraham.

Qualche giorno fa  infatti Laura Ingraham di Fox News aveva risposto a delle dichiarazioni di James contro Donald Trump, consigliando alla stella dei Cavs di “stare zitto e palleggiare” invece di parlare del presidente.

Dopo l’immediata replica di James: Sicuramente non staremo zitti e palleggeremo. Di certo io non lo farò. Significo troppo per la società. Significo troppo per i giovani. Significo troppo per tanti bambini che sentono di non avere una strada o che hanno bisogno di qualcuno che li aiuti guidandoli fuori dalle situazioni in cui si trovano.

Sono arrivate anche le dichiarazioni di Popovich in difesa del 4 Volte MVP: “È stato un esempio brillante per milioni di bambini, specialmente per i bambini con meno opportunità che non hanno mai avuto i vantaggi che hanno gli altri. E loro vedono in questo ragazzo qualcuno che mostra costantemente grande merito e impegno nel posto di lavoro. Ha dato loro una voce, fa sapere loro che si può parlare di tutto…Lui è davvero, davvero speciale. Dovremmo tutti essere orgogliosi di avere qualcuno che come lui ha la volontà di parlare di una grande varietà di argomenti e di poter ascoltare di tutti questi.“ 

attendiamo con ansia ulteriori notizie a riguardo

 

Ma veniamo ora ai nostri soliti TOP e FLOP.

 

Top New Orleans Pelicans 

 

Nonostante tutti gli appassionati si attendessero un tracollo totale da parte della squadra di New Orleans dopo il tanto clamoroso quanto inaspettato infortunio di DeMarcus Cousins che lo terrà fuori fino a fine stagione, i risultati della squadra, dopo un iniziale periodo di adattamento, sembrano andare oltre le piu rosee aspettative di chiunque.

Lo stesso Antony Davis, unica stella rimasta a disposizione di Alvin Gentry,  ha di recente dichiarato che, visto l’andamento della squadra, (che con la vittoria di stanotte si è portata al sesto posto nella propria Conference) senza l’infortunio di Cousins i Pelicans sarebbero potuti arrivare alle Finals NBA!

Dichiarazioni a parte, risulta lampante che, nonostante il necessario ridimensionamento attuato dalla franchigia dopo l’infortunio di Cousins, i risultati sono tutt’altro che deludenti.

Con l’inserimento di un giocatore di movimento al posto di DeMarcus e con Antony Davis a monopolizzare il pallone in posizione di centro atipico (209 cm ma con la capacità di attaccare fronte a canestro, prendendo anche tiri in sospensione e dall’arco) i Pelicans sembrano aver trovato la quadratura del cerchio che, quasi sicuramente, li porterà a disputare i playoff partendo da una posizione di tutto rispetto.

Jrue Holiday sembra aver trovato la maturità cestistica proprio nel momento di maggior bisogno e sta inanellando prestazioni da capogiro partita dopo partita (36 punti e 6 assist nell’ultima uscita di NOLA).

Secondo miglior marcatore della squadra dietro ad un irreale Antony davis da 28 punti di media abbondanti a partita, si alterna nei ruoli di guardia e playmaker e aiuta nell’impostazione di gioco e nel trattare la palla il suo compagno Rajon Rondo, tornato ad ottimi livelli dopo le sfortunate stagioni dell’era post Celtics che lo avevano erroneamente fatto classificare come giocatore in declino.

Risulta difficile pensare che una squadra simile possa impensierire superpotenze come Golden State, Houston, Boston, Cleveland ecc già da quets’anno ma, oltre al bel gioco e al carattere che stanno dimostrando in questa stagione, rimane la speranza, l’anno prossimo, di vedere giocare nei playoff i due “Big Man” insieme.

Solo allora capiremo quale sia il vero potenziale di questa squadra che sta comunque già facendo così bene.

 

Flop Minnesota Timberwolves 

 

 

Nonostante la La franchigia di Minneapolis sia la novità tra le grandi squadre della Western conference e nonostante i risultati, almeno fino a questo momento, sembrino premiare le scelte e gli sforzi di coach Thibodeau risulta ormai chiaro che non è tutto oro quello che luccica.

Con il recente infortunio al menisco al “capobranco” Butler Minnesota perde infatti il proprio miglior realizzatore e giocatore.

La paura dei tifosi, è quella che una squadra che sino a questo momento è stata, fondamentalmente, trascinata da 2 giocatori, possa perdersi ed affodare dati alcuni seri  problemi che affliggono dall’inizo della stagione la franchigia.

Karl Antony Towns è sicuramente un giocatore dal grande talento nonchè, a detta di molti, uno dei possibili futuri dominatori della lega.

Ciononostante non sembra ancora in grado di caricarsi le sorti di una intera squadra sulle spalle (anche vista la giovane età) e sembra ancora molto acerbo per quanto riguarda un punto di vista caratteriale e difensivo.

Caratterialmente Kat non risulta certamente essere un trascinatore e a livello difensivo deve lavorare e migliorare molto viste le vistose carenze che sta dimostrando di avere, sia tecniche che di mentalità.

i due principali problemi però risultano essere il playmaker Jeff Teague, totalmente inadatto al sistema di gioco propostogli da coach Thibodeau e il giovane (e promettente) Andrew Wiggins.

Teague si sta dimostrando un pesce fuori dall’acqua in un contesto di squadra in cui non è più lui a trattare il pallone (come avveniva ai Pacers) e, soprattutto difensivamente parlando, l’apporto dato dal play a Minnesota è stato praticamente nullo sino a questo momento.

Wiggins si sta trovando ad affrontare, per la prima volta nella sua giovane carriera, un serio problema di ambientamento.

Con Butler Leader massimo della squadra, che gli toglie possessi offensivi e spaziature ideali e con Thibodeau che lo ha messo in ulteriore difficoltà togliendogli ritmo e transizione, Wiggs si ritrova terzo lupo del branco, pur pagato più di tutti, da uomo franchigia legato a Minny a lungo termine.

Wiggins, per il bene suo e di Minnesota, deve ridefinire il suo ruolo e migliorare offensivamente, da 3 punti (31.5%) e soprattutto migliorare la sua efficacia ai tiri liberi dato che in stagione sta viaggiando con un disastroso 63.4%.

 

Daniele Magnani

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