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NBA Week 20: i Lakers alzano bandiera bianca, Houston non conosce limiti e tutto il resto sulla volata Playoff

by • 12 Marzo 2019 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)103

Siamo entrati nell’ultimo mese di Regular Season e, con l’avvicinarsi dei playoff, è già tempo di bilanci per alcune franchigie. La corsa lunga 82 partite vedrà la parola “fine” per 14 squadre su 30 e tra queste ci saranno sicuramente delle escluse eccellenti. I capofila ovviamente saranno i rinnovati Lakers, che dopo aver riposto tutte le proprie fiches su Lebron James in estate, si trovano ad un passo dalla matematica certezza di rimanere fuori dalla post-season. Chiunque si aspettava delle difficoltà alla prima volta in carriera nella Western Conference per il Re, ma in pochi avrebbero scommesso sull’esclusione dei gialloviola dai playoff. Ed infatti a Natale Los Angeles veleggiava serenamente in una posizione utile a procedere la propria stagione oltre la metà di aprile. Ma l’infortunio dello stesso James ha azionato una spirale negativa, con sconfitte, incertezze e malumori interni che hanno avuto il proprio culmine con la trade deadline. La dirigenza dei Lakers ha gettato la maschera e dichiarato cedibile pubblicamente ogni giocatore del roster (a parte LeBron), pur di arrivare ad Anthony Davis. Il gran rifiuto dei Pelicans però ha fatto crollare il castello di carte, Walton non è stato in grado di riportare i giocatori sulla stessa pagina ed il disastro si è compiuto. La settimana che si è appena conclusa ha sancito la resa di Los Angeles, che con 8 sconfitte di ritardo dall’ottavo posto ha dichiarato l’intenzione di far riposare i propri migliori giocatori nelle ultime 16 partite rimaste in calendario. Era dal 2005 che “The Chosen One” non mancava ai playoff, il che apre i processi sulla costruzione della squadra e su cosa accadrà in estate che affronteremo a tempo debito: intanto, le ultime sconfitte ci hanno confermato che i Lakers hanno fallito anche in questa stagione.

E pensare che per James lo scorso giovedì era arrivato un traguardo eccezionale nella propria carriera: il sorpasso al quarto posto All-Time ad “His Airness” Michael Jordan. Un record sicuramente dal sapore amaro, dato che è arrivato durante l’ennesima sconfitta, ma che ha scosso anche l’impassibile LeBron, il quale non ha saputo trattenere le lacrime.

https://twitter.com/NBA/status/1103516698387382272

Chiusa la meritata parentesi per i gialloviola più famosi del mondo, il resto della Lega continua a vivere un emozionante finale di stagione. Le prime della classe lasciano per strada qualche briciola in più del solito, forse perché la testa è già proiettata ai playoff, prontamente sfruttata da chi invece è ancora in piena bagarre. Così capita che Milwaukee, Denver e Toronto inciampino improvvisamente e a fare ulteriore notizia sono i principali favoriti per il Larry O’Brien Trophy, ovvero i Golden State Warriors. I ragazzi di Steve Kerr hanno subito due batoste su tre partite giocate, cadendo con Boston e Phoenix: non proprio degli avversari irresistibili in questo momento.

Tolte le prime 4 già citate, che salvo cataclismi avranno i seed #1 e #2 delle rispettive Conference, dietro è piena lotta: Houston e Detroit si confermano come settimana scorsa le squadre più in forma della Lega e sembrano aver messo in atto lo scatto decisivo per allontanarsi dalle posizioni di confine. I Clippers continuano la loro crescita di squadra e respingono ogni assalto dei Kings alla propria ottava posizione, tentando addirittura di puntare a qualcosa di più alto. Tra i leader del volto felice di Los Angeles c’è anche il nostro Danilo Gallinari, che nel weekend ha firmato anche il proprio high score in maglia Clippers con ben 34 punti. Ad Est invece Brooklyn sembra aver piazzato la zampata decisiva per scampare i brividi dell’ultima ora, con l’ottavo posto che ora rimane conteso da Miami, Orlando e Charlotte: in tre per una poltrona, con un record pressochè identico che allungherà il verdetto fino alle ultime curve.

Dopo il quadro della situazione è il momento del classico Top e Flop!

Top

San Antonio Spurs

Quando il baratro sembrava ad un passo, con anche Pau Gasol che abbandonava la nave incerto sull’avere un’ultima cavalcata playoff in neroargento, ecco che Popovich trovava la chiave di volta. Cinque vittorie consecutive che hanno risollevato gli Spurs e permesso ai texani non solo di sfuggire dalle grinfie di Lakers e Sacramento, ma di rilanciarsi addirittura in chiave 6° posto. Mai dare per morta San Antonio, che continuando a professare il suo basket prima o poi ritrova il proprio equilibrio e sferra i colpi vincenti. In questa striscia ci sono scalpi importanti come Pistons, Nuggets, Thunder e Bucks, a dimostrazione che non si tratta solo di una fiammata dovuta ad un allineamento di calendario favorevole. Ora gli Spurs sono tornati padroni del proprio destino e possono guardare all’ultima volata con rinnovato ottimismo: confermare un posto nei playoff sarebbe un risultato notevole considerando le vicissitudini della stagione, per un gruppo che ogni anno conta sempre più primavere sulle proprie spalle.

Nel caso arrivasse la post-season poi, nel Texas possono contare su dei tifosi speciali.

https://twitter.com/BleacherReport/status/1104919449855881217

Flop

Dallas Mavericks

È vero, siamo nel finale di stagione e i Mavs rientrano nel lotto di squadre che non hanno più nulla da chiedere. Ma è altrettanto vero che Dallas è la squadra che più di tutte aveva impressionato in maniera positiva, fra quelle di fascia medio-bassa. Perciò risulta ancora più evidente come i ragazzi di Carlise abbiano decisamente alzato le mani dal manubrio e smesso di combattere. Nelle ultime 10 gare disputate è arrivato appena un successo, dato peggiore della NBA, con anche distacchi importanti e spesso oltre i 110 punti subiti (unica eccezione nel derby texano con Houston). Nulla di grave da rimproverare ai giovani Mavericks, se non il pizzico di arrendevolezza già evidenziato, anche se il pensiero è ormai proiettato alla prossima stagione. Sia per gli eventuali movimenti di mercato, con il tentativo di piazzare gli esuberi della maxi-trade effettuata con New York, sia per vedere all’opera il pezzo pregiato della suddetta trade. Porzingis e Doncic potrebbero formare un nuovo dynamic-duo in grado di caratterizzare il futuro della franchigia. E chissà se ad affiancarli ci sarà per un altro anno il veterano Dirk Nowitzki, per il definitivo passaggio di consegne come volto di Dallas da un europeo ad un altro.

 

Luca Marchesini
Immagini: pagine ufficiali delle squadre

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