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NBA Week 21: la calma prima della tempesta

by • 13 marzo 2018 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (1)329

Una settimana relativamente tranquilla nella National Basketball Association. Come vi abbiamo raccontato la settimana scorsa, regna ancora l’incertezza nella Western Conference. I recenti exploit di Houston (che pare davvero attrezzata per mettere paura ai Warriors in questa stagione), e soprattutto di Portland e New Orleans (che si sono portate rispettivamente in terza e quarta posizione vincendo 9 delle ultime 10 partite) fanno sì che la corsa ai playoff sia più tirata che mai. In questo contesto così oscuro, a diradare la nebbia potrebbe essere il ritorno di Kawhi Leonard: è notizia delle ultime ore, infatti, che la stella degli Spurs potrebbe finalmente rimettere piede in campo nella partita di giovedì notte contro i Pelicans. Tempismo perfetto: San Antonio ha bisogno più che mai della sua stella, e poterlo avere in forze contro una diretta concorrente per un posto nella griglia playoff sarebbe un vero e proprio jolly per le sorti della franchigia texana.

Un’altra nostra vecchia conoscenza è però tornata: Derrick Rose is back! L’ex MVP ha firmato un contratto con i T-Wolves, dove ritroverà coach Thibodeau. Sebbene Rose non abbia ancora 30 anni, le incertezze sul suo fisico aleggiano sempre pesantemente: la sua storia di infortuni, purtroppo, parla per sè. Il giocatore ha però fermamente ribadito la bontà della sua condizione, dicendo che persino i medici di Minnesota sono rimasti colpiti. Non resta che augurar loro il meglio, anche se le caratteristiche di Rose, non di certo un giocatore in grado di “aprire il campo” con il suo tiro da fuori, saranno tatticamente vantaggiose per la sua nuova squadra.

Toronto, nel frattempo, ha interrotto la striscia di vittorie di Houston, che si è fermata quindi a 17. I canadesi, sorprendentemente, hanno battuto i Rockets al loro stesso gioco, e cioè facendo piovere triple (15 su 38 tentativi), e negando i tiri dall’arco al Barba e soci (soltanto 27 tentativi, il secondo dato più basso della stagione). Protagonista del finale di gara un DeRozan strepitoso, che ha risposto ai canestri di Harden ricacciando indietro i Rockets nel momento decisivo.

Veniamo ora ai consueti Top e Flop, ma prima cogliamo l’occasione di fare gli auguri al Monociglio Anthony Davis, che ieri ha compiuto 25 anni, ed in questo momento è protagonista assoluto della corsa dei suoi Pelicans. Davis quest’anno sta viaggiando a cifre stratosferiche (28 punti, 11 rimbalzi, l’85% ai liberi e il 36% da tre), soprattutto dopo l’infortunio di DeMarcus Cousins, e se non fosse per il Barba sarebbe il principale candidato al titolo di MVP. Il leader dei Pelicans ha dovuto saltare un paio di partite per un lieve infortunio alla caviglia, ma lo staff medico è fiducioso che possa già rientrare questa settimana.

TOP

INDIANA PACERS

Alzi la mano chi avrebbe detto, a inizio anno, che questi Pacers sarebbero stati nella metà alta della griglia playoff. Le previsioni del pre-stagione davano Indiana come squadra da lottery, con Miles Turner come unica pedina dotata di un potenziale interessante, in un roster altrimenti formato da giocatori troppo vecchi o troppo poco convincenti. Da questa cortina di mediocrità è però emerso prepotentemente Victor Oladipo, che vincerebbe il titolo di Most Improved Player anche se smettesse di giocare oggi. La sua trasformazione, che stando alle testimonianze degli addetti ai lavori era “nell’aria”, vista la sua incredibile etica del lavoro, è una delle migliori storie di questa stagione. L’ex Orlando è diventato così una versione meno dominante di Russell Westbrook, in grado di seminare il panico in transizione e far sentire la sua presenza anche nella metà campo difensiva (guida la NBA alla voce “steals“). Come accennavamo, quindi, i Pacers sono una delle migliori squadre a Est, e nel 2018 sembrano andare ancora meglio. Nel nuovo anno infatti la loro percentuale di vittorie sfiora il 70%, e la loro difesa è la sesta migliore per punti concessi su 100 possessi. Tutto fa presagire che questa squadra potrà essere una scomoda avversaria nella post-season.

FLOP

DETROIT PISTONS

Credo che nessuno in casa Detroit potesse prevedere questa caduta libera: i Pistons si sono accaparrati Blake Griffin in una trade, per poter andare ai playoff, e ora le loro chances rasentano lo zero. Dalla suddetta trade, il record dice 10 sconfitte in 16 partite. Non solo, ma il rating difensivo della squadra di Motor City è 24-esimo nella Lega dallo scambio. È chiaro che con questo assetto la squadra non può proseguire, e urge ripensare le pedine da piazzare intorno alla coppia Griffin-Drummond. Le opzioni però non sono molte: Detroit non ha asset da scambiare, ha intasato il salary cap con lo stipendio di Griffin (il quinto giocatore più pagato della Lega), e l’appeal della città è ai minimi storici. La ricostruzione sarà dura.

Niccolò Battolla

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