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NBA Week 24: gli infortuni pesano in vista playoff. Phila vola, delude OKC

by • 4 Aprile 2018 • TimeOut NbaComments (0)441

Terminata la March Madness, e celebrata la terza vittoria in due anni della splendida realtà di Villanova, tutti i fari sono di nuovo puntati sui parquet NBA per il rush finale.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che nella National Basketball Association non si può mai stare tranquilli. Il signor Brad Stevens e la sua truppa, contro tutti i pronostici, continuano a inanellare vittorie nonostante gli infortuni: con quella di Sabato ai danni dei Raptors, infatti, i Celtics si sono portati ora a sole 2 vittorie di distanza dai rivali per la testa della classifica, posizione ambita se non altro perchè permetterebbe di non incontrare Cleveland fino all’eventuale finale di Conference. Il sistema di Boston sorprende davvero: pur in una striscia di 6 partite senza Kyrie Irving, i biancoverdi hanno inanellato vittorie contro altri playoff teams, e mostrato un gioco efficace (48% dall’arco, nelle ultime due settimane). Inutile dire che questo argomento va pesantemente a favore di Stevens per il premio di Coach Of The Year. La striscia di vittorie si è interrotta nella notte per mano di Giannis Antetokounmpo, ma la contemporanea vittoria dei Cavs sui Raptors fa sì che la gara sia ancora apertissima.

Gli infortuni, intanto, continuano ad essere tanti, e da qui in avanti potrebbero essere decisivi: le due squadre che potrebbero giovarne di più, al momento, sono Cleveland e Houston. La prima vede le sue 3 principali rivali tutte alle prese con qualche acciacco (DeRozan ha saltato una partita, ma più che altro per precauzione e non pare grave, l’infermeria di Boston fa il tutto esaurito, mentre Embiid salterà un paio di settimane per una frattura all’orbita oculare). I texani invece potrebbero essere avvantaggiati dalla situazione non rosea di Steph Curry, che ha sofferto lo stesso infortunio al ginocchio che lo ha limitato nella cavalcata ai playoff di due anni fa.

TOP

PHILADELPHIA 76ERS

È un periodo niente male per lo sport di Philadelphia: gli Eagles hanno vinto il Super Bowl, Villanova è la fresca vincitrice del torneo NCAA, e i Sixers saranno di nuovo ai playoff. La città dell’amore fraterno non può fare a meno di credere nel Process. La striscia ora è di 11 vittorie consecutive: in settimana Phila ha vinto contro Knicks, Hawks, Hornets e Nets, con uno scarto sempre in doppia cifra. La cavalcata del mese di Marzo ha permesso a Simmons e soci di portarsi fino alla quarta posizione, insidiando così LeBron e i suoi Cavs, ora a soltanto mezza gara di distanza. Il ritorno di Fultz, inoltre, non può che fare bene alla squadra: sul rookie non c’è alcun tipo di pressione o aspettativa a questo punto della stagione, e questo mette lui e Brett Brown nella migliore condizione possibile.  Inoltre, il calendario sorride a Phila, che nelle ultime 5 partite affronterà solo due squadre di playoff (Cavs e Milwaukee), e questo permette a Joel Embiid di non dover affrettare il recupero.

FLOP

OKLAHOMA CITY THUNDER

È inutile girarci intorno: per quelle che erano le premesse a inizio anno, l’intera stagione dei Thunder potrebbe definirsi un flop. La squadra di Donovan, infatti, non è riuscita a tradurre sul campo le potenzialità che il quartetto formato da Westbrook, George, Anthony e Adams rappresenta sulla carta. È vero, il supporting cast è clamorosamente mancato, ma i Thunder durante l’anno hanno mostrato lampi devastanti (come la netta vittoria sui Warriors a Febbraio), in una generale mediocrità. Le difficoltà di inizio anno, in cui l’attacco stagnava in un inefficace susseguirsi di isolamenti dei Big Three dell’Oklahoma, sono state superate: lo si deve in gran parte a Melo, che ha capito che il suo ruolo poteva e doveva essere più simile a quello ricoperto con la divisa del Team USA: un catch & shooter di efficienza mostruosa, che doveva lasciare a George ma sopratutto Westbrook il compito di creare gioco. Nonostante Anthony abbia fatto un cambiamento notevole in questo senso, sembra che manchi ancora qualcosa a questa squadra. Chissà se il clima playoff accenderà la scintilla che manca per il salto di qualità. Nel frattempo, continueranno a tenere banco le critiche, a volte eccessive, nei confronti di Carmelo.

Niccolò Battolla

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