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NBA Week 3: Clippers sempre più in alto, LeBron James fa un altro passo nella storia, prime gioie per Pelicans e 76ers

by • 17 Novembre 2016 • TimeOut NbaComments (0)882

Nella settimana dominata dalle elezioni presidenziali, anche la NBA è riuscita a ritagliarsi il proprio spazio nel panorama americano. Un arco di tempo ricco di eventi, a partire dalle prime vittorie stagionali di New Orleans e Philadelphia (citofonare rispettivamente ai Bucks e ai Pacers per i ringraziamenti: non saranno molte le squadre che regaleranno una W a queste due compagini) per arrivare al record di LeBron e al ritorno a casa di D-Wade. Via quindi con i Sixers, che guardano al futuro immediato come l’ennesima parte del “The Process” di ricostruzione totale (e non a caso anche il giocatore simbolo al momento, Joel Embiid, ha questo soprannome), mentre i Pelicans cercheranno di svoltare da subito, con Anthony Davis sempre più uomo solo sull’isola che vede avvicinarsi dal mare Jrue Holiday. L’ex All Star 2013 è pronto a rientrare dopo il periodo passato a fianco della moglie causa operazione ad un tumore al cervello di quest’ultima, ma ora che fortunatamente tutto è andato per il meglio e si va verso la normalizzazione, Holiday può tornare a pensare ad un campo da basket.

Passando a LeBron James, il numero 23 dei Cavs ha superato quota 27’000 punti ed è stato il più giovane della storia in tale impresa, spodestando niente di meno che Kobe Bryant.

Infine si è assistito al ritorno a South Beach del figliol prodigo Dwayne Wade, che dopo 13 anni in Florida ha deciso in estate di tornare nella città natale Chicago. Il tributo resogli dall’intera città di Miami è stato straordinario, ma non abbastanza da impietosire “The Flash” che ha portato a casa la vittoria.

 

 

 

Top

Los Angeles Clippers

Ok, quando saremo a giugno il famoso avvocato dirà “eh ma c’è sempre scritto Clippers sul davanti della maglietta”, ma questa settimana se la meritano a pieni voti la nostra copertina. Il lato oscuro di Los Angeles guarda l’intera Lega dall’alto dopo tre settimane di Regular Season, con 9 vittorie a fronte di una sola sconfitta. Sette giorni immacolati con 4 vittorie tutt’altro che semplici: dopo aver asfaltato in casa Pistons e Blazers, anche la doppia trasferta è stata vincente, nel big match contro i Thunder e tra le mura dei giovani Timberwolves. La macchina di Doc Rivers sta già viaggiando a pieno ritmo con tutti gli ingranaggi coinvolti e ognuno perfettamente a suo agio: 5 giocatori in doppia cifra di media più Speights e Austin Rivers che la sfiorano soltanto, tante soluzioni offensive e il miglior direttore d’orchestra della Lega. Chris Paul viaggia infatti a 8,5 assist a partita, a cui aggiunge 19 punti con la miglior percentuale da 3 in carriera e la migliore dalla linea della carità, più 5,6 rimbalzi a uscita che non fanno mai male. Saremo solo a novembre, ma vederli giocare a pieno regime è sempre un piacere per gli occhi. Se poi ci si aggiunge la miglior difesa della NBA con soli 91 punti concessi a gara e 16 palle perse forzate agli avversari per match, è presto detto come questi Clippers meritino la vetta momentanea della Lega.

 

 

Flop

Miami Heat

Momento di crisi in Florida. Questi Heat stanno faticando tremendamente nel’avvio di stagione: la troppa dipendenza dalle giocate individuali di Winslow e Whiteside fa si che l’attacco di Miami sia sempre rallentato e mai incisivo. Il tutto viene rappresentato da una settimana orribile fatta di 3 sconfitte, che allungano la striscia negativa e danno alla squadra di Pat Riley il non invidiabile record di 2-6. Le rotazioni ampie di coach Spoelstra permettono un’intensità difensiva alta (seconda miglior difesa per percentuale concessa agli avversari, appena il 42%) e Whiteside si sta confermando come uno dei principali “Rim Protector” della Lega, con 14,6 rimbalzi difensivi a partita conditi con 2,5 stoppate ad allacciata di scarpe. I problemi come detto sono davanti però, dove il talento individuale non sembra abbondare e il leader designato Goran Dragic si trova a dover giocare col freno a mano tirato: dopo aver fatto le fortune dei Phoenix Suns grazie alla sua corsa e alla capacità di imprimere ritmi forsennati, trovarsi una squadra così statica e poco incline al “corri e tira” sta imbrigliando il play sloveno. Miami al momento è la penultima squadra per punti segnati e quartultima per possessi a partita in settimana, con appena 96 azioni a gara sintomatici del ritmo basso. E se a tutto questo ci aggiungiamo il dover giocare con queste discutibili divise color sabbia e verdino…

 

 

Luca Marchesini

 

 

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