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NBA WEEK 3: VOLANO ROCKETS E TIMBERWOLVES, ANCORA MALE OKC

by • 6 novembre 2017 • TimeOut NbaComments (0)102

 

Bentornati al solito appuntamento settimanale con la nostra rubrica di TimeOut NBA.

Una notte veramente incredibile quella appena passata, che si va a collocare perfettamente in una settimana NBA che ha visto prestazioni che passeranno agli annali ( su tutte i 57 punti di Lebron James che hanno affossato gli Wizards)

Il primo ad alzare la voce questa notte è stato James Harden con una prestazione mostruosa, probabilmente la migliore della sua carriera: 56 punti e 13 assist nella vittoria della sua Houston su Utah.

Poi, è toccato a  Lillard e Beal, che non sono certo rimasti a guardare.

36 punti e 13 assist per la stella dei Blazers che ha dominato Westbrook e i Thunder. 38 per Beal, vero leader di Washington (data l’assenza del vero Leader carismatico e tecnico della squadra John Wall)  in quel di Toronto.

Porzingis  chiude la notte dei gradi numeri con 40 punti (career high) che hanno trascinato i Knicks al successo in rimonta su Indiana.

Bene San Antonio e Minnesota. Chiude la notte il K.O. di Memphis sul parquet dei Lakers.

 

TOP 

Houston Rockets

I Rockets (8-3) di Record stagionale, sono partiti nel migliore dei modi in questa stagione, inanellando, oltre che una serie di importanti vittorie, anche delle grandi prestazioni di squadra, mietendo vittime illustri sin dall’inizio di stagione (GSW).

nella notte hanno infilato il terzo successo consecutivo (137-110) sugli Utah Jazz volando sulle ali del miglior James Harden visto, fin qui, in carriera.

56 punti per il Barba, autore di una super prestazione indiividuale che lo ha visto al centro di ogni giocata saliente della partita.  La superstar della squadra di coach D’Antoni ha infatti impreziosito il suo tabellino con una prova ai limiti della perfezione (19/25, 7/8 dall’arco dei 3 punti) e  13 assist, coordinando un attacco che ha lasciato senza speranze i malcapitati Jazz (5-5) col 59.3% totale al tiro e il 59% da 3.

Insomma, rimanere in partita contro questa Houston era qualcosa di impossible per gli Utah Jazz che sono rimasti in gara solo per i primi 12’, quando Ingles, Favors e l’ottimo rookie Mitchell (17 punti e prova molto positiva per lui) hanno trovato la via del canestro e Gobert, dall’altra parte del campo, intimidiva sotto canestro e difendeva il suo ferro.

Poi Harden ha preso in mano la partita e per mano la sua squadra: 22 punti nel primo periodo che diventano 30 alla sirena dell’ half Time, coi texani che sfiorano il +20. A chiudere definitivamente i conti arriva un terzo quarto da 48 punti totali che valgono il +30 in casa Rockets. Ottime prestazioni anche per Gordon (20) e Ariza (16).

 

MINNESOTA TIMBERWOLVES

Minnesota, instradata verso una serie decisamente positiva di vittorie  non ha intenzione di fermarsi.

Quinto successo consecutivo, arrivato sfruttando al massimo tutto il potenziale racchiuso nel roster di coach Thibodeau.

Questi Wolves (7-3), non sono solo i “Big 3”, ma c’è tanto altro. la panchina infatti, sta risultando essere ben più profonda di quello che ci si potesse attendere.

Minnesota viaggia trascinata dalle proprie superstars ben aiutate da tutti gli altri giocatori che non stanno facendo mancare il proprio apporto alla causa comune.

A partire da Teague (18+12 assist), il migliore dei suoi questa notte. Dopo aver diretto l’attacco della sua Minnie, chiudendo con soli 2 punti ma ben 7 assist il primo quarto, si è messo in proprio nella seconda frazione. Le sue triple hanno aperto il parziale di 12-2 che si è rivelato decisivo per il +17 e per la sicurezza. Agli Hornets (5-5), nonostante le buone prove di Zeller (16), Lamb e Howard, manca il vero Kemba Walker, limitato a soli 9 punti col 4/5 dal campo. Il secondo tempo serve ai padroni di casa per gestire il vantaggio, cosa che, con Wiggins (20), Towns (16) e Butler (13 e 6 rimbalzi), non è stata complicata.

Minnesota risulta quindi essere, sino a questo momento, una delle più gradite sorprese di questa stagione NBA appena iniziata.

l’approdo di un Leader come Butler, abbastanza esperto e navigato, sembra infatti aver giovato ai due gioiellini di casa Minnesota che, oltre ad inanellare buone prestazioni una dopo l’altra, sembrano perfettamente d’accordo con le scelte dirigenziali che vedono Butler come trascinatore e stella di una squadra che l’anno scorso, ha dimostrato più di una volta di aver bisogno di essere condotta verso la vittoria da qualcosa di più del semplice talento (ancora un pò immaturo) di KAT e AW.

Starà a loro continuare in questa maniera per poter provare a costruire qualcosa di importante in ottica post season e Playoff.

 

FLOP

OKLAHOMA CITY THUNDER

Inizio di stagione quantomeno incerto per una delle squadre di cui più si è parlato durante la Off season.

Oklahoma infatti, oltre ad essere pesantemente intervenuta sul mercato con gli acquisti, su tutti, di Paul George e Carmelo Antony, non ha mai nascosto che, questa squadra, fosse stata assemblata per vincere sin da subito.

tuttavia il record attuale (4-5) parla di una squadra in difficoltà, che non ha ancora trovato una vera e propria identità e che sta faticando ad imporsi in un palcoscenico già pieno di squadre vincenti e ben rodate.

Resta da vedere se questo momento di difficoltà sia qualcosa di fisiologico e dovuto all’ancora non totale inserimento dei nuovi acquisti nei complessi meccanismi di gioco gestiti da Russel Westbrook o se ci sia un profondo problema di fondo che risulterebbe particolarmente pericoloso per i piani fatti ad inizio stagione dalla dirigenza di OKC.

Rimane da constatare che, nella notte, gli unici “Big 3” usciti a testa alta dal Moda Center sono stati quelli dei Blazers (6-4) che nel tiratissimo finale passano sui Thunder, spediti al tappeto per la seconda volta in fila.

Benissimo McCollum (22), ottimo Nurkic (25 con 11/15 dal campo e 8 rimbalzi), strepitoso Lillard. Il tabellino di Dame recita 36 punti e 13 assist (alla quarta uscita consecutiva con almeno 30 punti), molti dei quali regalati al centro bosniaco in un 1° quarto dominato dalla coppia di Portland che manda subito in crisi gli avversari e vale la testa del match.

Oklahoma City poi si complica definitivamente la vita, nel bel mezzo di un parziale di 10-0 che stava facendo scappare i padroni di casa, perdendo Carmelo Anthony, espulso per un fallo offensivo giudicato dagli arbitri come flagrant 2.

Westbrook (25 e 9 assist) e George (27) rimangono soli nel tentativo di recuperare dal -11 toccato in avvio dell’ultima frazione. L’impresa viene solo sfiorata: Portland non segna per più di 4’, e gli ospiti ne approfittano fino al -2 raggiunto dai liberi di Russell. Purtroppo per Westbrook e compagni  2 triple consecutive di McCollum e il lay up del solito Lillard sono la reazione decisiva per il +4 nei 20” finali, quando proprio Westbrook sbaglia 3 tiri liberi consecutivi e perde il pallone (a sua volta rubato) che permette ai Blazers di mandare i titoli di coda.

 

crediti immagini: Facebook, pagine ufficiali NBA e delle Squadre

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