Privacy Policy

NBA WEEK 4: Boston inarrestabile nonostante gli infortuni, problemi in casa Cavs e Clippers

by • 13 novembre 2017 • evidenza, TimeOut NbaComments (0)138

Nuova settimana nel mondo NBA e come sempre non sono mancate le emozioni. Il big match è stato sicuramente Houston-Cleveland, con i texani portati in trionfo dall’ennesima prestazione mostruosa di James Harden (35 punti, 13 assist, e 11 rimbalzi) contro il quale sua maestà LeBron James nulla ha potuto. I ragazzi di coach D’Antoni stanno reagendo in maniera ottimale alla forzata assenza della loro stella Chris Paul e sembrano non avere nessuna intenzione di rallentare il passo e mollare la presa sulla prima posizione ad Ovest. Dall’altro lato invece i Cavaliers vivono sempre più dentro una polveriera, con le bordate lanciate da Wade al quintetto base (“partiamo male ed è colpa dello starting five. Devono solo provare a venire a dire a noi della panchina che sprechiamo i vantaggi”) che gettano ulteriore benzina sul fuoco.

Continuano imperturbabili invece le proprie marce Golden State e Boston (di cui parleremo dopo), mentre i Pistons hanno messo da parte le indecisioni e le lacune di personalità della passata stagione per trovare un barlume di continuità. Altra squadra interessante seppur altalenante è Milwaukee, che si gode un Giannis Antetokounmpo in formato MVP. Chissà se con il progressivo ingresso di Bledsoe anche i Bucks riusciranno a fare un ulteriore passo in avanti ed elevarsi dalla lotta per la parte bassa della griglia playoff, oppure ricadranno su sé stessa come già accaduto in passato auto-limitandosi psicologicamente per timore di volare troppo alto.

Proseguono inesorabili invece la loro stagione da bassifondi Atlanta, Dallas e Chicago, le quali hanno già poco da offrire al resto della stagione anche se siamo solo a metà novembre. Pieno rebuilding cercando la più alta scelta al draft, per buona pace del nostro Marco Belinelli che non lotterà per il titolo, ma per il momento si sta ritagliando un discreto spazio tra gli Hawks.

Dopo il quadro generale, andiamo a scoprire i TOP e i FLOP della settimana!

 

TOP

BOSTON CELTICS

Settimana da 4 vittorie su 4 incontri per Boston, che permette di allungare la propria striscia di imbattibilità a 12 match consecutivi. Il terribile infortunio di Hayward dopo appena 5’ della propria carriera “di biancoverde vestito” avrebbe portato conseguenze psicologiche in qualsiasi squadra, ma non nella truppa di Brad Stevens. I Celtics stanno sfruttando al meglio il momento di appannamento di Cleveland e godendo della debolezza della Eastern Conference, veleggiando già verso la fuga per il primo posto. Il coach sta provando ad inserire al meglio nei suoi meccanismi di gioco di squadra e tanto movimento lontano dalla palla un solista come Irving, e se nonostante le tante sfortune fisiche (anche Horford si è dovuto fermare, raggiunto in infermeria dallo stesso Irving sabato) la franchigia del Massachusetts guarda tutti dall’alto un motivo ci sarà. Grandissima solidità, partendo dalla propria metà campo (miglior squadra della lega per rating difensivo) e dalla crescita di partita in partita delle due giovani stelline Tatum e Brown. La sensazione rimane che sul lungo periodo manchi ancora qualcosa, ma se quando saranno a pieno regime riusciranno a proseguire il processo di sviluppo sui binari già tracciati, allora sì che il pubblico del Garden potrà sognare.

FLOP

LOS ANGELES CLIPPERS

Continua la crisi nella sponda bianco-rosso-blu della città degli Angeli. I Clips dopo un avvio sfavillante e il primo posto a Ovest ottenuto grazie al record di 4-0, sono sprofondati all’attuale 5-7. Facile fare il conto dunque, con le ultime 5 uscite consecutive che hanno regalato solo sofferenze agli uomini di Doc Rivers. Gli infortuni anche qui hanno sicuramente condizionato l’andamento, Teodosic più di Gallinari, per una squadra che era partita nel migliore dei modi sia per atteggiamento in campo sia per risultati. Il play serbo garantiva ritmo e regia, ma anche i 12.6 punti a partita portati in dote dall’azzurro farebbero sicuramente comodo. Detto ciò le armi a disposizione del coach sono sicuramente di primo livello e le aspettative sono superiori a quanto mostrato. Certo, già il solo sopperire alla partenza del migliore play della Lega (al secolo Chris Paul) richiede tempo per la ricerca di nuovi equilibri, e l’infortunio del sostituto designato non ha di certo aiutato il procedimento di assimilazione. Ma nell’affollatissima Wester Conference nessuno perdona e come visto lo scorso anno, la volata playoff si decide spesso con una gara di differenza, motivo per cui non ci si può permettere motivi di appannamento mentale e di concentrazione troppo prolungati.

 

 

Luca Marchesini

 

crediti immagini: Facebook, pagine ufficiali NBA e delle Squadre

iscriviti a Timeout Basketball e seguici su facebook

Share this…
Share this...
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this pageEmail this to someone
©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

Related Posts

Privacy Policy