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NBA Week 6: il ritorno di LeBron dal suo popolo, il volo di Gallinari ed il calo di Boston

by • 27 Novembre 2018 • TimeOut NbaComments (0)141

Questa settimana Cleveland è tornata al centro dell’attenzione. Dopo il trasferimento di Lebron a Los Angeles, la città dell’Ohio era scivolata via via nel dimenticatoio delle cronache, comprese quelle sportive. Un avvio da 2-14, il licenziamento di Lue e i tanti problemi di spogliatoio avevano fatto il resto sul mondo Cavs. Invece, negli ultimi sette giorni gli attuali campioni dell’Est hanno ritrovato orgoglio e vittorie, portando a casa gli scalpi improntati di Philadelphia e Houston. Prima di queste due vittorie Love e compagni hanno ricevuto di nuovo a casa loro il Re, con una serata commemorativa piena di sentimento e ricordi, conclusa però con la vittoria dei Lakers. Chissà se gli orfani di James hanno voluto dare una dimostrazione d’orgoglio proprio dopo il passaggio del vecchio messia o se siamo di fronte solo ad un fuoco di paglia.
Mentre ci interroghiamo sulla risposta, qui troviamo un minuto e 40 di brividi e ricordi del “Kid from Akron”.

https://twitter.com/cavs/status/1065419536067948546

Un’altra squadra che ha svoltato col passato è stata Washington. Anche nella capitale i problemi abbondano, con le dichiarazioni non concilianti di quasi tutti i membri della squadra ad alimentare un clima reso incandescente dalle 11 sconfitte in apertura di stagione. Però nella settimana appena conclusa gli Wizards hanno collezionato due vittorie, sui Pelicans e gli infuocati Clippers: non male viste le difficoltà precedenti. Se ciò sarà un punto cardine della stagione di Wall e soci lo scopriremo (già stanotte contro Houston è arrivato un altro successo), ma rispetto ai Cavs l’ossatura potrebbe permettere una risalita duratura. La stabilità è da trovare però nello spogliatoio e attenzione agli occhi rapaci delle altre franchigie che si sono catapultati sui talenti di coach Brooks (Beal in primis).

A proposito di mercato, con il passare del tempo si avvicina sempre più il momento dei potenziali scambi. Quello di maggior rilievo effettuato fin qui ha portato come noto Jimmy Butler da Minnesota a Philadelphia, per un pacchetto che ha fatto felici entrambe le squadre. Tutti contenti? Non Markelle Fultz, che ha visto il proprio spazio ridursi ai Sixers e ora si accomoda in panchina con il muso lungo. L’infortunio al polso ha alimentato i sospetti che possa venire ceduto a breve e di nuovo si sono scatenati i rumors. Come prima, il tempo sarà l’unico giudice.

Passiamo ora all’imperdibile Top e Flop della settimana!

Top

Los Angeles Clippers

Provate a immaginare: nel giro di un anno lasciano la barca Chris Paul, Blake Griffin e De’Andre Jordan, mentre i cugini chic dei Lakers aggiungono alle proprie fila il LeBron James di cui sopra. Dopo una vita intera passata da “numeri due” di LA e derisi dalla Lega intera, sembrava poter essere tramontata quella breve finestra di dominio cittadino. Invece i Clippers sono stati più forti delle perdite, si sono affidati in toto alla vecchia volpe Doc Rivers e sono ripartiti da zero. Il risultato? Sette vittorie nelle ultime otto (sconfitti solo da Washington, per spiegare maggiormente la portata di quanto detto prima sui Wizards), tutte con le proprie difficoltà e primato solitario nella difficilissima Western Conference. Tobias Harris ha messo nell’armadio la propria versione timida di Orlando e quella irritante di Detroit, per crescere di partita in partita fino ad essere eletto Giocatore della Settimana; Lou Williams ha preso per mano la squadra diventando il leader, mentre il nostro Danilo Gallinari incornicia ottime prestazioni con una continuità impressionante, abbinata finalmente al talento a cui ci aveva abituati. Su questi tre cardini i Clips hanno creato un sistema che non si ferma ai propri pilastri, ma vi ruota attorno. Dalla coppia di lunghi Gortat-Harrel fino al sorprendente rookie Alexander, passando per Scoot e Beverley. Un gruppo solido e con varie opzioni che viaggia spedito verso un posto ai playoff. La continuità non è mai stata il punto forte delle personalità presenti in questo roster: se quest’anno dovessero trovarla, anche la seconda sponda di Los Angeles potrebbe togliersi delle soddisfazioni.

Flop
Boston Celtics

Se questa doveva essere la stagione della definitiva consacrazione a Boston, la partenza non ha dato questa impressione. Dopo le ultime due cavalcate playoff e con i rientri di Irving e Hayward, chi si aspettava i Celtics ad appena due gare di vantaggio dal nono posto? Senza considerare poi il livello degli avversari nella parte bassa della Eastern Conference, che fanno di tutto per nascondersi. I ragazzi di Brad Stevens viaggiano ad un record attorno al 50%, che li proietta a ben 6 vittorie di distacco dai Raptors primatisti. Nell’ultima settimana il cammino è stato pessimo e se possibile peggiore: sconfitte contro Charlotte, New York e Dallas e brodino caldo contro i derelitti Hawks. I problemi nel Massachusets sono notevoli: dalle bassissime percentuali al tiro alla circolazione di palla stagnante, passando per i difficili rientri dei già citati infortunati cronici della scorsa stagione e l’impatto in decrescita dei giovani talenti. Tanta carne al fuoco, dettata in parte dai maggiori isolamenti di Hayward e Irving, che non vanno spesso a buon fine (l’ex- Jazz registra ogni voce statistica al minimo in carriera, escluso l’anno da rookie). Ma ovviamente la colpa non può essere solo sulle loro spalle, soprattutto dopo quanto hanno dovuto passare fisicamente. Devono avere il tempo di sbagliare e di riprendere il ritmo perché la loro qualità non si discute, ma avranno tempo i Celtics di aspettarli? I giovani stanno perdendo spazio e responsabilità e calando nelle percentuali dal campo, con la classifica piange. Ma forse il livello della Eastern Conference potrà consentire a Brad Stevens di trovare la quadratura del cerchio senza affannarsi disperatamente. Intanto la difesa rimane ai primi posti della Lega, seconda solo ad OKC per Rating Difensivo: un buon punto da cui ripartire per puntare alla scalata in classifica e verso il trono dell’Est rimasto vacante. La vittoria di stanotte contro New Orleans potrebbe essere un segnale in tal senso.

Luca Marchesini

Immagini: Facebook, pagina ufficiale NBA, instagram, pagine ufficiali delle squadre.

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